Decreto Crescita: arriva il contratto di espansione

Decreto crescita contratti di espansione: photocredit ceskyfreund36 da Pixabay La legge di conversione del decreto Crescita prevede l’adozione di una nuova misura a sostegno della riconversione tecnologica delle aziende con oltre 1.000 dipendenti. Si tratta del contratto di espansione con cui si facilita l’innovazione tecnologica all'interno delle imprese attraverso un turnover generazionale.

Non solo super ammortamento: gli incentivi nella legge di conversione del decreto crescita

Pensato esclusivamente per le grandi imprese con più di mille dipendenti, il contratto di espansione intende sostenere l’innovazione tecnologica all'interno del tessuto produttivo italiano tramite un mix di misure che comprendono:

  • un piano di assunzioni di risorse umane qualificate e specializzate su questi fronti e che sono necessarie all’impresa per restare competitiva;
  • scivoli per la pensione fino a 5 anni, per quei lavoratori che accettano la proposta, e riduzione dell'orario di lavoro per quei lavoratori che non hanno i requisiti per accedere allo scivolo;
  • un piano di formazione per i dipendenti le cui skill necessitano di aggiornamenti, soprattutto sul fronte tecnologico.

La misura è introdotta in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020 e può essere attivata da quelle imprese che stanno avviando processi di reindustrializzazione e riorganizzazione che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico dell'attività.

In cosa consiste il contratto di espansione

Il contratto deve prevedere un Piano di riconversione dell’azienda contenente i seguenti elementi: 

  • il numero dei lavoratori da assumere e l'indicazione dei relativi profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione; 
  • la programmazione temporale delle assunzioni;
  • l’indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante; 
  • per quanto riguarda le professionalità in organico, la riduzione complessiva media dell'orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati, nonché il numero dei lavoratori che possono accedere allo scivolo di 5 anni per la pensione. 

Per ciascuno degli elementi sopra indicati e che compongono il Piano, la stipula del contratto di espansione prevede una serie di agevolazioni a favore dell’impresa. 

Decreto Crescita – al via riforma agevolazioni per aree crisi industriale

I percorsi di formazione e riqualificazione

Tra i vari elementi che devono essere presenti nel Piano per il quale l'azienda chiede l’attivazione del contratto di espansione, figura il progetto di formazione volto all'acquisizione di competenze tecniche da parte dei lavoratori.

In particolare il progetto, distinto per categorie, deve descrivere:

  • i contenuti  formativi;
  • le modalità attuative;
  • il numero complessivo dei lavoratori interessati;
  • il numero delle ore di formazione;
  • le competenze tecniche professionali iniziali e finali.

La formazione può intendersi assolta anche qualora l’azienda abbia impartito l'insegnamento mediante la sola applicazione pratica.

Nuova Sabatini - cosa cambia con il decreto Crescita

Pensione anticipata

Per quanto riguarda il pensionamento anticipato, lo scivolo di 5 anni può essere applicato a quei lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia (e che hanno maturato il requisito minimo contributivo) o alla pensione anticipata nell'ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori interessati.

In questi casi l’azienda, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, riconosce al lavoratore per tutto il periodo e fino al raggiungimento del primo diritto a pensione, un'indennità mensile (che può comprendere anche la NASpI, se spettante), commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Se il primo diritto a pensione è quello previsto per la pensione anticipata, il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, con esclusione del periodo già coperto dalla contribuzione figurativa a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro.

Tali benefici sono riconosciuti entro il limite complessivo di spesa di 4,4 milioni di euro per l'anno 2019, di 11,9 milioni di euro per l'anno 2020 e di 6,8 milioni di euro per l'anno 2021.

Riduzione oraria di lavoro

Il decreto Crescita prevede la possibilità di procedere con una riduzione oraria di lavoro, per quei lavoratori che non possono andare prima in pensione.

La riduzione media oraria non può essere superiore al 30% dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di espansione.  

Per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro può essere concordata, ove necessario, fino al 100% nell'arco dell'intero periodo per il quale il contratto di espansione è stipulato. 

I benefici sono riconosciuti entro il limite complessivo di spesa di 15,7 milioni di euro per l'anno 2019 e di 31,8 milioni di euro per l'anno 2020.

Come si accede ai contratti di espansione

Per accedere ai benefici previsti dal contratto di espansione, le imprese che stanno affrontando profonde modifiche interne di reindustrializzazione, devono avviare una procedura di consultazione, finalizzata a stipulare in sede governativa un contratto di espansione con il Ministero del lavoro e con i sindacati.

Ai fini della stipula del contratto, il Ministero verifica il progetto di formazione e di riqualificazione nonché il numero delle assunzioni.

Patent box - decreto Crescita, ecco la nuova procedura

Photocredit: ceskyfreund36 da Pixabay 

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.