Digital tax: primo pagamento slitta a metà marzo

Web taxL'Agenzia delle Entrate fa sapere che per il primo anno di applicazione il versamento dell'imposta sui servizi digitali è rimandato al 16 marzo 2021. Ecco le regole sulla digital tax italiana.

Digital tax: accordo OCSE slitta al 2021. Allarme guerra commerciale

Ricordiamo che la digital tax è al centro di un dibattito a livello internazionale, che nel 2021 dovrebbe portare ad un accordo in sede OCSE.

Sempre nel 2021 la Commissione UE dovrebbe proporre, entro il mese di giugno, una digital tax europea che - insieme ad altri interventi - consentirà di ripagare il debito contratto per finanziare il pacchetto per la ripresa Next Generation EU, più noto come Recovery fund.

Cos'è la Digital Tax

La digital tax - introdotta dalla legge di Bilancio 2019 e modificata dalla Manovra 2020 - consiste in un'aliquota del 3% sull'ammontare dei ricavi tassabili realizzati nel corso dell’anno solare.

Sono soggetti passivi dell'imposta coloro che nell’anno solare precedente:

  • realizzano, ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro;
  • percepiscono nel medesimo periodo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro nel territorio dello Stato.

L'imposta si applica ai ricavi derivanti dalla fornitura di una serie di servizi digitali:

  • veicolazione su un'interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia;
  • messa a disposizione di un'interfaccia digitale multilaterale che consente agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni o servizi; 
  • trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall'utilizzo di un'interfaccia digitale.

Imposta sui servizi digitali: le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate

Con provvedimento del 15 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole operative dell’imposta sui servizi digitali.

Il documento recepisce anche quanto stabilito dal decreto-legge n. 3-2021, in base al quale per la prima applicazione dell’imposta il termine del versamento slitta dal 16 febbraio al 16 marzo 2021, mentre quello per inviare la dichiarazione annuale è prorogato dal 31 marzo al 30 aprile 2021. Per gli anni successivi, invece, saranno rispettati i termini ordinari, rispettivamente il 16 febbraio e il 31 marzo dell’anno solare successivo a quello in cui sono realizzati i ricavi imponibili.

Il pagamento va eseguito tramite modello F24 con i codici tributo che l’Agenzia fornirà con una separata risoluzione, ma i non residenti che non dispongono di conto corrente presso sportelli bancari o postali situati in Italia, e che non possono eseguire il pagamento tramite modello F24, possono effettuare il versamento con bonifico in “EURO” a favore del Bilancio dello Stato al Capo 8 - Capitolo 1006 (codice IBAN IT43W0100003245348008100600), indicando quale causale del bonifico: il codice fiscale, il codice tributo e l’anno di riferimento.

Il provvedimento definisce anche gli obblighi contabili che i soggetti passivi sono tenuti a rilevare mensilmente e annualmente, i prospetti analitici da redigere, la documentazione da tenere e le modalità di conservazione.

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