Automotive: al MISE il primo mattone di una nuova politica industriale

Tavolo automotiveParte con l’istituzione di tre gruppi di lavoro il percorso per governare la transizione del settore automotive italiano verso l’elettrico. Confindustria è pronta e sul tavolo mette un piano da 2 miliardi per ricerca e sviluppo su batterie, idrogeno e guida autonoma.

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Aprendo i lavori del tavolo sul settore automotive - cui venerdì scorso hanno partecipato al MISE i rappresentanti di associazioni, aziende, sindacati, dell’università e della ricerca - il ministro Stefano Patuanelli ha sottolineato la necessità di concordare un metodo di lavoro per individuare gli strumenti più funzionali a sostenere il processo di transizione del settore automotive. 

Un settore che rappresenta un asset industriale strategico per il nostro sistema Paese e che si avvia verso una transizione decisiva, il passaggio all’elettrico, che necessita di una nuova politica industriale che punti a valorizzare sia il know how aziendale e le competenze dei lavoratori.

Confindustria ha già un piano per l'automotive

La riunione è anche frutto delle pressioni di Confindustria, che ha redatto al suo interno un documento che mette insieme le istanze di tutte le componenti imprenditoriali tentando di individuare le policy e gli investimenti necessari.

E proprio sotto il profilo degli investimenti, secondo viale dell’Astronomia sarebbe necessario mobilitare circa 1,8 miliardi in otto anni per la ricerca e sviluppo su batterie, idrogeno e guida autonoma

Si tratta della quota Italia allo Strategic Forum for Important Projects of Common European Interest (IPCEI), il partenariato pubblico-privato di ricerca e sviluppo in ambito industriale focalizzato su un ristretto ventaglio di ambiti d’intervento, tra cui i vicoli connessi verdi e autonomi, l’industria a basse emissioni ed i sistemi ad idrogeno.

E se gli investimenti intendono rafforzare l’offerta, per agire sul fronte della domanda Confindustria propone un sistema di incentivi da 900 milioni di euro per l’acquisto di auto ecologiche, super-ammortamenti per le flotte aziendali e detrazioni per l’installazione di ricariche elettriche private.

Una terza proposta riguarda le infrastrutture dei combustibili alternativi e richiede pianificazione, semplificazioni procedurali e agevolazioni tariffarie.

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