Fondo salva opere: ecco a chi vanno i fondi

Fondo salva opere: Photocredit: Joyce Campos da PixabaySono oltre 500 i beneficiari del Fondo salva opere creato dal dl Crescita per sostenere i subappaltatori colpiti dalla crisi dell'azienda general contractor. La ripartizione delle risorse è stata effettuata dal decreto direttoriale del 19 giugno 2020.

Decreto Crescita - arriva il Fondo salva opere

Con il decreto direttoriale n. 8447 del 19 giugno 2020 sono stati resi noti i 522 beneficiari del Fondo salva opere, insieme all’importo complessivo ammesso al Fondo. Si tratta di oltre 129,7 milioni di euro, pari al 70% del credito certificato dai soggetti che hanno presentato domanda.

Il decreto, inoltre, approva anche il primo Piano di riparto delle risorse, effettuato in maniera proporzionale all’importo ammesso al Fondo spettante a ciascun beneficiario sulla base delle risorse stanziate per gli anni 2019 e 2020 ad oggi disponibili.

Il residuo degli importi ammessi al Fondo per ciascun beneficiario è riconosciuto a valere sulle risorse di cui ai successivi piani di riparto, in base all'ordine cronologico di ricezione delle certificazioni relative alle istanze prodotte.

> Consulta il decreto direttoriale n. 8447 del 19 giugno 2020

Cosa prevede il Fondo salva opere

Il Fondo salva opere è una misura contenuta nel decreto Crescita che intende sostenere i subappaltatori davanti alla crisi dell’impresa aggiudicataria dell’appalto e ai conseguenti mancati pagamenti.

Con l’aumento delle crisi aziendali in Italia - particolarmente marcato nel settore costruzioni - sono infatti aumentati in modo considerevole anche i casi di aziende subappaltatrici che, nonostante la realizzazione del lavoro, non vengono pagate. Una situazione che con il passare del tempo e con l’ampliarsi del fenomeno sta mettendo a duro rischio la sopravvivenza stessa di numerose imprese.

In tale contesto il Governo è quindi intervenuto con l’istituzione di un Fondo per garantire il pagamento dei crediti vantati da queste imprese permettendone, di fatto, il proseguo dell'attività.

Nello specifico il Fondo copre fino al 70% dei crediti non pagati, in pancia all’azienda subappaltatrice.

Il Fondo è alimentato dalle seguenti risorse:

  • Il versamento di un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall'aggiudicatario delle gare, ma solo nei casi in cui l’importo a base d'appalto sia pari o superiore a 200 mila euro per i lavori e a 100 mila euro per servizi e forniture;
  • 45 milioni di euro (12 milioni per il 2019 e 33,5 milioni per l'anno 2020) destinati  esclusivamente a ristorare i crediti insoddisfatti verso aziende interessate da crisi aperte dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019.

DL 101-2019: in Gazzetta il decreto su lavoro e crisi aziendali

Il decreto attuativo per accedere al Fondo

Le domande sono state presentate nei mesi scorsi a seguito della pubblicazione in GURI del decreto attuativo n. 144 del 12 novembre 2019, contenente anche il regolamento per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse nonchè, appunto, le modalità operative del Fondo

I subappaltatori, i sub-affidatari e i sub-fornitori (che non vengono pagati dal General contractor in crisi), per accedere alle risorse del Fondo devono presentare domanda all'amministrazione aggiudicatrice ovvero al contraente generale. Assieme alla richiesta, inoltre, le imprese dovranno inviare anche la documentazione attestante l'esistenza, l'esigibilità e l'importo del credito insoluto.

Per quanto riguarda, invece, l’erogazione delle risorse, il decreto prevede ogni anno due date entro cui il Ministero deve predisporre i Piani di riparto dei soldi. Si tratta del 31 maggio e del 30 novembre.

Le risorse, infatti, saranno ripartite soltanto tra quelle imprese le cui certificazioni sui crediti siano state trasmesse al Ministero almeno 60 giorni prima rispetto a queste due date.

Come già detto, il Fondo copre al massimo il 70% del credito vantato. Nel caso però le somme disponibili in ciascun Piano di riparto non siano sufficienti, la ripartizione avviene in misura proporzionale al valore dei crediti certificati.

> Consulta il Decreto 144-2019

Photocredit: Joyce Campos da Pixabay

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