Fondo salva opere: ecco il Decreto attuativo

Fondo salva opere: Photocredit: Joyce Campos da PixabayIl tanto atteso Decreto attuativo che rende operativo il Fondo salva opere è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GURI). Il provvedimento contiene le modalità per accedere al Fondo e i criteri di riparto delle risorse.

Decreto Crescita - arriva il Fondo salva opere

Sulla GURI del 16 dicembre 2019 è stato pubblicato il Decreto attuativo (144-2019) che contiene il regolamento per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse e delle modalità operative del Fondo salva opere.

Attesa entro il 31 luglio scorso, la pubblicazione del decreto è invece slittata, complice anche il cambio di Governo, suscitando nei mesi passati le vive proteste da parte delle imprese. 

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Cosa prevede il Fondo salva opere

Il Fondo salva opere è una misura contenuta nel decreto crescita che intende sostenere i subappaltatori davanti alla crisi dell’impresa aggiudicataria dell’appalto e ai conseguenti mancati pagamenti.

Con l’aumento delle crisi aziendali in Italia - particolarmente marcato nel settore costruzioni - sono infatti aumentati in modo considerevole anche i casi di aziende subappaltatrici che, nonostante la realizzazione del lavoro, non vengono pagate. Una situazione che con il passare del tempo e con l’ampliarsi del fenomeno sta mettendo a duro rischio la sopravvivenza stessa di numerose imprese.

In tale contesto il Governo è quindi intervenuto con l’istituzione di un Fondo per garantire il pagamento dei crediti vantati da queste imprese permettendone, di fatto, il proseguo dell'attività.

Nello specifico il Fondo copre fino al 70% dei crediti non pagati, in pancia all’azienda subappaltatrice.

Il Fondo è alimentato dalle seguenti risorse:

  • Il versamento di un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall'aggiudicatario delle gare, ma solo nei casi in cui l’importo a base d'appalto sia pari o superiore a 200 mila euro per i lavori e a 100 mila euro per servizi e forniture;
  • 45 milioni di euro (12 milioni per il 2019 e 33,5 milioni per l'anno 2020) destinati  esclusivamente a ristorare i crediti insoddisfatti verso aziende interessate da crisi aperte dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019.

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Presentazione delle domande ed erogazione delle risorse

I subappaltatori, i sub-affidatari e i sub-fornitori (che non vengono pagati dal General contractor in crisi), per accedere alle risorse del Fondo devono presentare domanda all'amministrazione aggiudicatrice ovvero al contraente generale. Assieme alla richiesta, inoltre, le imprese dovranno inviare anche la documentazione attestante l'esistenza, l'esigibilità e l'importo del credito insoluto.

Per quanto riguarda, invece, l’erogazione delle risorse, il Decreto prevede ogni anno due date entro cui il Ministero deve predisporre i Piani di riparto dei soldi. Si tratta del 31 maggio e del 30 novembre.

Le risorse, infatti, saranno ripartite soltanto tra quelle imprese le cui certificazioni sui crediti siano state trasmesse al Ministero almeno 60 giorni prima rispetto a queste due date.

Come già detto, il Fondo copre al massimo il 70% del credito vantato. Nel caso però le somme disponibili in ciascun Piano di riparto non siano sufficienti, la ripartizione avviene in misura proporzionale al valore dei crediti certificati.

> Consulta il Decreto 144-2019

Photocredit: Joyce Campos da Pixabay

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