Verso il rifinanziamento dei bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+

brevetti marchiE' una delle proposte al centro della consultazione pubblica lanciata dal MISE sulle "Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale", che si inserisce nel quadro delle riforme previste dal Recovery plan.

Le riforme nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

Scopo della riforma - che si inquadra nell'ambito della missione 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) - è definire una strategia pluriennale per la proprietà industriale, con l’obiettivo di conferire valore all’innovazione e incentivare gli investimenti futuri.

La consultazione pubblica lanciata dal MISE è il primo step di questa riforma, che permetterà all'Italia di allinearsi al piano d'azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE.

I contributi potranno essere inviati fino al 31 maggio 2021.

Partecipa alla consultazione

Le proposte del MISE per i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+:

Tra le misure previste dalle "Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale" ci sono i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, già noti alle PMI che intendono intraprendere percorsi di valorizzazione della proprietà industriale.

Durante la fase sperimentale dei bandi si è riscontrato un grande interesse da parte delle imprese italiane, come dimostrano gli ultimi dati: per tre bandi chiusi entro il primo semestre 2020 sono stati richiesti dalle PMI (che hanno presentato 2.330 domande) tutti i 43,3 milioni di euro messi a disposizione ed entro il semestre successivo si è provveduto tramite l’attività dei soggetti gestori (Invitalia ed Unioncamere) alla concessione delle relative agevolazioni; a valere sui tre bandi che si sono aperti tra settembre e ottobre 2020, le domande presentate dalle PMI, pari a 1.445, hanno esaurito in poche ore tutte le ulteriori risorse messe a disposizione, pari a 43 milioni di euro.

Alla luce di questi risultati il MISE propone di dare continuità a questa misura, con una serie di novità:

  • assicurare alla programmazione un respiro triennale. Questa impostazione garantirebbe al tessuto produttivo di poter far affidamento su un sostegno duraturo e certo per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale e, conseguentemente, di poter procedere a una corretta programmazione dei propri investimenti;
  • prevedere di effettuare un attento monitoraggio dell’attuazione dei bandi e del loro impatto sulle realtà cui si rivolgono. Questa attività, unita al confronto con le categorie dei soggetti beneficiari, oltre a valutare l’efficacia di quanto messo in campo, potrebbe consentire anche di raccogliere indicazioni utili per correggere e migliorare gli interventi stessi, affinando progressivamente la loro capacità di rispondere alle reali esigenze degli imprenditori;
  • estendere il monitoraggio anche all’iter amministrativo preordinato alla concessione degli incentivi per definire interventi di semplificazione e standardizzazione, esigenze queste di assoluto rilievo in ragione del target principale di riferimento, costituito da piccole e medie imprese. Sarà opportuno, a tal fine, prevedere il ricorso ai più avanzati strumenti informatici, eventualmente operando in sinergia con sistemi già esistenti particolarmente performanti, anche al fine di superare i fenomeni negativi riconducibili ai “click day”.

Nella programmazione del nuovo ciclo occorrerà, poi, tener conto del fatto che la dotazione finanziaria finora destinata ai bandi non è riuscita a soddisfare il fabbisogno espresso dai potenziali destinatari.

Inoltre, è possibile che nel futuro siano apportate modifiche sia all’oggetto dell’agevolazione sia alle spese ammissibili per rendere più efficace ed efficiente la misura.

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