Resto al Sud: cambiano gli incentivi per fare impresa nel Mezzogiorno

Agevolazioni nuove imprese - Photo by rawpixel.com from PexelsDall'8 dicembre anche under 46 e professionisti potranno accedere alla misura Resto al Sud per il sostegno alla nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno.

Manovra 2020: ecco le misure per il Mezzogiorno

Con alcune modifiche alla normativa della misura Resto al Sud, la legge di Bilancio 2019 prima e il decreto n. 134/2019 poi hanno introdotto novità di grande impatto per chi è interessato alle agevolazioni a sostegno dell'autoimprenditorialità nel Mezzogiorno.

Il bonus Resto al Sud, infatti, si allarga per includere una più ampia platea di beneficiari: l'età massima sale infatti da 35 a 45 anni, e nel novero dei richiedenti vengono inseriti anche coloro che svolgono attività libero-professionale ossia soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi.

Come cambia Resto al Sud

Finora le agevolazioni sono state riservate ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni e residenti o disponibili a stabilirsi nelle Regioni del Mezzogiorno, cioè Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia, e a neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori dopo il 21 giugno 2017.

Con le modifiche apportate al regolamento relativo alla misura, si allarga la platea dei beneficiari. L'agevolazione è ora rivolta ai soggetti di età inferiore ai 46 anni ed è accessibile anche ai liberi professionisti, sempre residenti o pronti a trasferirsi nelle Regioni target dell'iniziativa.

Da una parte, con l'intervento sull'età anagrafica si punta a offrire un'opportunità a soggetti che hanno maturato competenze professionali significative nel corso della loro esperienza lavorativa in condizioni di precariato o di lavoro sommerso/irregolare, ma anche persone espulse dal mercato del lavoro a causa di crisi aziendali e di settore e con grandi difficoltà di ricollocamento.

D'altra parte, l’estensione alle libere professioni vuole rispondere alle difficoltà di accesso al mercato del lavoro sempre più diffuse nel Mezzogiorno anche per i giovani professionisti, soprattutto con riferimento alle professioni legate al settore edilizio.

Confermato l'impianto generale della misura: la manovra lascia intatta la copertura del 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, per il 35% sotto forma di contributo a fondo perduto e per il 65% tramite finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI.

Resto al Sud - a chi chiedere aiuto per presentare domanda

Non solo Sud e non solo "resto": incentivi per le aree del sisma e Cresci al Sud

La misura si rifà il look anche in altre direzioni. Il decreto-legge terremoto (DL 123-2019), approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 ottobre scorso e pubblicato il 24 ottobre in Gazzetta ufficiale, ad esempio, propone l'estensione della misura al di là del Mezzogiorno. Nello specifico, ai territori colpiti dal sisma del Centro Italia. 

Nella Manovra 2020, inoltre, il Governo ha proposto una misura complementare per far crescere le imprese del Mezzogiorno: Cresci al Sud, il fondo a sostegno della competitività e della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese aventi sede legale e attività produttiva nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

Si parte con una dotazione di 250 milioni tra il 2020 e il 2021 (rispettivamente 150 il primo anno e 100 il secondo) provenienti dalle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. 

Il Fondo opera investendo nel capitale delle imprese unitamente e contestualmente a investitori privati indipendenti. L'investimento nel capitale di ciascuna impresa target è finanziato, secondo le modalità definite nel regolamento di gestione del Fondo, anche da risorse apportate dagli investitori privati, che saranno individuati attraverso una procedura aperta e trasparente.

La gestione è affidata ad Invitalia, che può anche avvalersi della Banca del Mezzogiorno e di altre società interamente partecipate. Quote aggiuntive del Fondo possono essere sottoscritte anche da investitori istituzionali, pubblici e privati, individuati dalla medesima Agenzia, da Cassa depositi e prestiti, dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli investimenti. 

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