Startup innovative: al via le domande per Smart e Start

Domande per Smart&Start: Photocredit: Gerd Altmann da PixabayDa oggi le startup italiane potranno presentare domanda di accesso al programma Smart&Start. Come richiedere il finanziamento agevolato che sostiene le startup innovative.

Finanziamenti startup innovative - MISE allarga platea beneficiari

Con la circolare del 16 dicembre 2019, il MISE ha reso note le tempistiche e le modalità di presentazione delle domande per accedere al Programma Smart&Start, lo strumento gestito da Invitalia che sostiene la nascita e lo sviluppo delle startup innovative.

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Smart&Start: cosa finanzia 

Nato nel 2014 e modificato poi nel corso degli anni, Smart&Start Italia è lo strumento pensato dal MISE per sostenere le startup innovative nel nostro Paese.

Il programma, infatti, ha una duplice finalità:

  • Da un lato, quello di promuovere le condizioni necessarie per la diffusione di nuove startup innovative;
  • Dall’altro, quello di sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati prodotti dal sistema italiano della ricerca (pubblica e privata).

Smart&Start, infatti, finanzia i piani d’impresa presentati dalle startup innovative italiane, di importo compreso tra i 100mila e 1,5 milioni di euro.

In particolare le categorie di spesa che possono essere coperte con il finanziamento sono:

  • Le immobilizzazioni materiali quali impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa;
  • Le immobilizzazioni immateriali necessarie come brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche - anche non brevettate - correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • I servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, direttamente correlati alle esigenze produttive dell’impresa (progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa e quelli relativi al marketing ed al web marketing, costi connessi alle collaborazioni instaurate con organismi di ricerca ai fini della realizzazione del piano d’impresa);
  • I costi del personale dipendente e dei collaboratori.

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Le agevolazioni

Per queste voci di spesa il Programma prevede la concessione di un finanziamento agevolato, senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili, dalla durata massima di 10 anni.

Aiuto maggiorato per donne e giovani: la percentuale sale infatti al 90% nel caso in cui la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani di età non superiore a 35 anni, oppure preveda la presenza di almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca (o equivalente) conseguito da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all'estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.

Inoltre, per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il finanziamento potrà essere restituito in misura parziale, per un ammontare pari al 70% dell’importo di finanziamento concesso.

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Al finanziamento, poi, si somma anche un secondo tipo di agevolazione costituito dai servizi di tutoraggio tecnico-gestionale, identificati in base alle caratteristiche delle startup. A questa seconda misura, però, potranno accedere solo le startup costituite da non più di 12 mesi.

Il valore dei servizi varia a seconda della Regione. Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, infatti, il valore dei servizi è pari a 15mila euro, mentre si abbassa a 7.500 euro per quelle che operano nel resto d’Italia.

Chi può accedere al finanziamento?

La misura agevolativa è riservata alle startup innovative:

  • Localizzate in tutta Italia;
  • Iscritte nell’apposita sezione speciale del registro imprese;
  • Costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda;
  • Di piccola dimensione.

All’agevolazione possono accedere anche le persone fisiche che intendono fondare una startup innovativa. In tal caso, però, la startup dovrà essere costituita entro 30 giorni dall’ammissione al finanziamento.

Smart&Start, inoltre, si rivolge anche a quelle imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano.

Per poter accedere ai finanziamenti, le startup devono occuparsi della produzione di beni e dell’erogazione di servizi che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • Significativo contenuto tecnologico e innovativo;
  • Sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • Valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca).

I piani d’impresa per i quali si richiede il finanziamento, possono essere realizzati anche in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, Digital Innovation Hub.

Come si accede al finanziamento?

Le domande potranno essere presentate a partire dal 20 gennaio 2020, tramite la Piattaforma online di Invitalia.

Una volta caricata la domanda, il piano d’impresa sarà valutato sulla base di criteri riguardanti:

  • L’adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali richieste dall’attività imprenditoriale;
  • Il carattere innovativo dell’idea, in riferimento alla introduzione di un nuovo prodotto e/o servizio, ovvero di nuove soluzioni organizzative o produttive;
  • La sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa;
  • La fattibilità tecnologica ed operativa del piano d’impresa.

Nel corso della valutazione, potrà essere attribuita una premialità:

  • Quando siano previste forme di collaborazione delle startup con Organismi di ricerca e incubatori e acceleratori di impresa (compresi i Digital Innovation Hub);
  • Nel caso in cui le startup operanti da almeno 12 mesi nelle Regioni del Centro-Nord, promuovano un piano d’impresa nelle Regioni Meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

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Photocredit: Gerd Altmann da Pixabay

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