Cos’e’ la tassonomia UE per la finanza sostenibile e a cosa serve?

Finanza sostenibile - Photo by Burak K from PexelsCosa prevede la versione finale del report sulla tassonomia realizzato dal gruppo di esperti europei sulla finanza sostenibile.

Finanza sostenibile: pro e contro della tassonomia europea

L’accordo politico raggiunto tra Parlamento e Consiglio, e approvato dagli ambasciatori europei, fissa un sistema di classificazione comune per incoraggiare gli investimenti privati nella crescita sostenibile. La cosiddetta tassonomia, il cui profilo è stato delineato nel report elaborato dagli esperti assoldati dalla Commissione europea.

Report pubblicato insieme a quello relativo ai green bond, realizzato dallo stesso gruppo di lavoro, e che sarà utilizzato come base per la definizione di uno standard UE in materia.

“Questi rapporti ci forniscono l’input per sviluppare gli standard finali per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e ci aiuteranno a definire gli standard per i green bond UE”, ha commentato il vicepresidente esecutivo della Commissione UE responsabile dell’Economia, Valdis Dombrovskis.

Perché è importante la tassonomia UE per la finanza sostenibile?

Quando un investimento si può definire sostenibile dal punto di vista ambientale, climatico e sociale? E’ questa la domanda alla base della tassonomia, un sistema di classificazione pensato per fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche che possono definirsi pienamente ecosostenibili.

La tassonomia consentirà agli investitori di reindirizzare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili e sarà determinante per rendere l'UE climaticamente neutra entro il 2050 e raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 dall'accordo di Parigi. 

Attualmente non esiste un sistema comune di classificazione a livello dell'UE o mondiale che dia una definizione di attività economica ecosostenibile. Il regolamento proposto intende affrontare due sfide:

  • ridurre la frammentazione derivante da iniziative basate sul mercato e da prassi nazionali;
  • ridurre il “green washing”, ossia la pratica di commercializzare prodotti finanziari come “verdi” o “sostenibili”, quando in realtà non soddisfano gli standard ambientali di base.

Il futuro quadro si baserà su sei obiettivi ambientali dell'UE:

  • la mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • l'adattamento ai cambiamenti climatici;
  • l'uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine;
  • la transizione verso un'economia circolare;
  • la prevenzione e il controllo dell'inquinamento;
  • la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Per essere considerate ecosostenibili, le attività economiche dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali;
  • non arrecare un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali;
  • essere svolte nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia sul piano sociale;
  • essere conformi ai "criteri di vaglio tecnico".

La Commissione ha il potere di adottare gli atti delegati per la classificazione delle attività che contribuiscono alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Tali atti dovrebbero essere adottati nel 2020 ed entrare in vigore alla fine del 2021.

Gli atti delegati sugli altri quattro obiettivi ambientali dovrebbero invece essere adottati da Bruxelles alla fine del 2021 per entrare in vigore un anno dopo.

Energia: chi è fuori e chi è dentro la tassonomia europea

Gli investimenti nel carbone non saranno considerati ecosostenibili. 

Quanto alle diverse forme di energia, l'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio a dicembre mantiene una posizione neutrale, a condizione che le diverse fonti comportino basse emissioni di gas a effetto serra. La tassonomia includerà anche due sottocategorie di attività "abilitanti" e "transitorie". 

Ttra le attività che contribuiscono agli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici figurano la generazione di elettricità da gas e bioenergie (biomasse, biogas e biocarburanti), la produzione di biogas e biocarburanti, il retrofit delle reti di trasporto e distribuzione gas e la cogenerazione o produzione di calore e freddo da gas e bioenergie.

Escluso il nucleare, la cui presenza nella “green list” era stata chiesta con forza da un gruppo di Stati membri guidati dalla Francia. 

> Report sulla tassonomia

Green Bond

Quanto ai green bond, il rapporto del gruppo di lavoro sarà utilizzato come base per la definizione di uno standard UE in materia, nell’ambito della nuova strategia per la finanzia sostenibile che, come previsto dal Green deal, sarà presentata nel terzo trimestre del 2020.

Photo by Burak K from Pexels

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