Il taglio cuneo fiscale e' legge, meno tasse per 16 milioni di lavoratori

Taglio cuneo fiscale, via libera del CdmIl decreto sul taglio del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti è legge. Come cambia la pressione fiscale sul lavoro dipendente e le novità per il bonus 80 euro.

> Il testo della Legge di Bilancio 2020

Il provvedimento dispone misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente, con le quali saranno utilizzati i 3 miliardi di euro stanziati nell’ultima legge di Bilancio. 

In sede di conversione, il decreto-legge n. 3 del 5 febbraio 2020 si introduce il raddoppio da 4 a 8 delle rate sia nel caso del nuovo bonus che in quello della detrazione, nel caso in cui scatti l'obbligo di restituzione per sforamento dei tetti di reddito previsti. Resta a 60 euro la soglia al di sopra della quale si potrà chiedere tale rateizzazione. 

> Consulta la legge n. 21 del 2 aprile 2021, pubblicata sulla GURI n. 90 del 4 aprile 2020 

Bonus Renzi 2020: cosa cambia da luglio

Grazie all’approvazione del decreto, sono circa 16 milioni i lavoratori dipendenti del settore privato e di quello pubblico, che vedranno aumentare il netto in busta paga. Di questi 4,3 milioni sono stati esclusi finora dal bonus Renzi, con redditi superiori a 26.600 euro.

Dal 2021, invece, il taglio del cuneo sarà annuale e sono già previsti 5 miliardi di euro, destinati probabilmente a diventare 6 con la prossima manovra.

Il decreto si compone di cinque articoli complessivi e prevede per il periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre di quest'anno un'integrazione per la platea che già beneficiava del bonus Renzi, che vedrà un ulteriore incremento di 120 euro in 6 mesi, da sommare ai 480 euro che già riceveva.

Il totale fa 600 euro, una cifra che vedranno per la prima volta in busta paga i lavoratori che percepiscono un reddito tra 26.600 euro e 28mila euro lordi.

A partire dai 28mila euro invece, il bonus si trasforma in una detrazione fiscale equivalente. Un nuovo sconto fiscale che parte sempre da 100 euro e che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35mila euro lordi. Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40mila euro di reddito.

Chi si trova nella fascia di reddito tra 28mila e 40mila euro beneficerà quindi per la prima volta a partire da luglio della nuova detrazione: si parla di circa 2,6 milioni di dipendenti che avranno almeno 80 euro di sconto e di altri 950mila che avranno una detrazione inferiore.

Gli oneri sono valutati in circa 7,5 miliardi di euro per il 2020, circa 13,5 miliardi per il 2021 e circa 13,2 miliardi annui a decorrere dal 2022.

Consulta il Decreto legge n. 3 del 5 febbraio 2020 del 21 novembre 2019, pubblicato sulla GURI n. 29 del 5 febbraio 2020

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