Energia elettrica: 24 milioni per le Smart Grid al Sud

Smart GridPer favorire la piena integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili nel sistema elettrico, il MISE mette a disposizione 24 milioni per le Smart Grid in 5 Regioni del Sud. Domande a partire da giugno.

Cosa prevede il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC)

La misura si rivolge, nello specifico, ai concessionari del servizio pubblico di distribuzione dell’energia elettrica che operano in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e rientra nell’ambito del PON Imprese e Competitività FESR 2014-2020.

Come funziona il bando Smart Grid 2020

Con l’avviso del 2017 sono stati finanziati 36 interventi per un totale di circa 140,3 milioni di euro impegnati. 

L’edizione 2020 mette sul piatto un budget più ridotto, quasi 24 milioni di euro contro gli 80 milioni del precedente bando, per finanziare interventi di costruzione, adeguamento, efficientamento e potenziamento di infrastrutture per la distribuzione per la realizzazione di reti intelligenti (Smart Grid), volti ad incrementare direttamente la quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita da fonti rinnovabili.

Cosa cambia per il mercato dell’energia elettrica nel 2020

Possono accedere alle agevolazioni i concessionari del pubblico servizio di distribuzione dell'energia elettrica delle regioni Basilicata, Calabria Campania, Puglia e Sicilia.

Tali soggetti, qualora costituiti sotto forma di impresa, anche a partecipazione pubblica, devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituiti ed iscritti come attivi nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e possedere capacità di contrarre con la pubblica amministrazione;
  • non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione coattiva o volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo (ad eccezione del concordato preventivo con continuità aziendale) o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • non essere destinatari di un ordine di recupero pendente per effetto di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno ed essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà. 

Le agevolazioni sono concesse nella forma della sovvenzione diretta, il cui ammontare concedibile a ciascuna impresa e per ciascun progetto non può essere inferiore a 250mila euro e superiore ai 50 milioni.

Un mese di tempo per presentare le domande: dal 22 giugno al 22 luglio.

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