Ambiente: accordo in Consiglio sulla strategia per la biodiversita’ 2030

Biodiversità: strategia UE post 2020Via libera del Consiglio alle conclusioni sulla strategia europea per la biodiversità 2030. Sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, del suolo e del mare, cambiamenti climatici, inquinamento e specie esotiche invasive sono alcuni dei fattori che minacciano le specie e gli habitat e che i 27 si propongono di affrontare.

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Presentata dalla Commissione UE a maggio, insieme al piano 'Farm to Fork', la strategia europea per la biodiversità al 2030 rientra nel quadro del Green deal e propone una serie di azioni in materia di protezione e ripristino delle specie e degli ecosistemi a rischio. 

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Le conclusioni adottate dal Consiglio confermano l'importanza di arrestare il tasso globale di perdita di biodiversità, anche per impedire l'insorgenza e la diffusione di nuove malattie. La crisi Covid-19 ha infatti dimostrato quanto la crescente perdita di biodiversità, causata dall'uso insostenibile della superficie terrestre e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l'inquinamento e le specie esotiche invasive, ci renda vulnerabili. Per questo, tra le proposte della Commissione sostenute dai 27 c'è anche il rafforzamento della resilienza dell'UE a future pandemie. 

Gli obiettivi della strategia UE per la biodiversità 2030

La strategia per la biodiversità si compone di una serie di obiettivi. I principali tra questi sono:

  • raggiungere una quota di almeno il 30% delle aree rurali e marine europee protette. Lo scopo è fare leva sui siti Natura 2000 esistenti e integrarli con zone protette a livello nazionale, garantendo al contempo una protezione rigorosa delle aree particolarmente ricche di biodiversità e ad altissimo valore climatico;
  • trasformare il 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversità.

Bruxelles punta anche al ripristinare gli ecosistemi degradati che versano in condizioni precarie e ridurre le pressioni sulla biodiversità.

Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione propone di:

  • elaborare una proposta relativa a un nuovo quadro giuridico per il ripristino della natura;
  • migliorare lo stato di conservazione o la tendenza alla conservazione per almeno il 30% degli habitat e delle specie UE il cui stato non è soddisfacente;
  • recuperare almeno 25mila km di fiumi a scorrimento libero;
  • arrestare e invertire il declino degli uccelli e degli insetti presenti sui terreni agricoli, in particolare gli impollinatori;
  • ridurre l'uso e i rischi dei pesticidi chimici in genere e ridurre del 50% l'uso dei pesticidi più pericolosi;
  • adibire almeno il 25% dei terreni agricoli all'agricoltura biologica e migliorare in modo significativo la diffusione delle pratiche agroecologiche;
  • ridurre le perdite dei nutrienti contenuti nei fertilizzanti di almeno il 50% e l'uso di fertilizzanti di almeno il 20%;
  • piantare almeno 3 miliardi di alberi, nel pieno rispetto dei principi ecologici, e proteggere le foreste primarie e antiche ancora esistenti;
  • evitare le catture accessorie di specie protette, oppure ridurle a un livello che consenta il pieno recupero delle popolazioni e non ne pregiudichi lo stato di conservazione.

Inoltre, la strategia mira a creare le condizioni per un cambiamento profondo mettendo in moto un nuovo processo, finalizzato a migliorare la governance della biodiversità e garantire che gli Stati membri integrino nelle politiche nazionali gli impegni delineati nella strategia. Un centro di conoscenze sulla biodiversità e un partenariato per la biodiversità sosterranno una migliore attuazione della ricerca e dell'innovazione in materia a livello europeo. La strategia intende far sì che i regimi fiscali e i prezzi rispecchino in modo più accurato i veri costi ambientali, compreso il costo della perdita di biodiversità, e che quest'ultima sia realmente integrata nel processo decisionale pubblico e delle aziende.

La strategia prevede un finanziamento di 20 miliardi di euro l'anno tra fondi UE, nazionali e privati. Le comunicazioni, che pongono le basi anche all'utilizzo delle nuove biotecnologie in campo, non sono vincolanti ma indicano le linee guida per futuri atti legislativi da concordare con Consiglio e Parlamento europeo.

Data l'importanza del ripristino della natura per il conseguimento degli obiettivi climatici, una parte significativa del 25% del bilancio dell'UE destinato all'azione per il clima sarà investita nella biodiversità e nelle soluzioni basate sulla natura.

Consulta le Q&A della Commissione UE

Consiglio, sostegno a biodiversità da bilancio UE e Recovery Fund

Le conclusioni adottate dal Consiglio rappresentano gli orientamenti politici che guideranno l'attuazione della strategia, i cui obiettivi - sottolineano i 27 - dovrebbero essere integrati sia nelle proposte legislative future che riguardano la protezione dell'ambiente che in quelle relative ai settori dell'agricoltura, della pesca e della silvicoltura.

Confermato l'obiettivo proposto dall'Esecutivo UE di creare una rete coerente di zone protette ben gestite e di proteggere almeno il 30% della superficie terrestre dell'UE e il 30% della sua zona marina. Il target, si legge nelle conclusioni, dovrebbe essere raggiunto dagli Stati membri collettivamente, e non a livello dei singoli Paesi UE, che parteciperebbero a tale sforzo congiunto tenendo conto delle proprie condizioni nazionali. La nuova rete di aree protette dovrebbe basarsi su Natura 2000 ed essere integrata con designazioni aggiuntive da parte degli Stati membri.

Via libera anche alla proposta di stabilire degli obiettivi in materia di ripristino della natura giuridicamente vincolanti, che la Commissione UE dovrebbe proporre in un piano apposito, previa valutazione d'impatto.

Tali obiettivi dovrebbero poter contare anche sul sostegno finanziario di Next Generation EU, oltre che del Quadro finanziario pluriennale. Secondo i 27, una parte significativa della quota 30% del bilancio dell'UE e di NGEU destinata all'azione per il clima dovrebbe essere investita per tutelare e promuovere la biodiversità.

Parallelamente, il Consiglio ribadisce la determinazione dell'UE a dare l'esempio nell'affrontare la crisi mondiale in cui versa la biodiversità e ad elaborare un ambizioso nuovo quadro globale dell'ONU per la biodiversità in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sul tema in programma nel 2021.

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