Coronavirus: cosa si puo’ fare e cosa no. Le risposte ai dubbi di cittadini e imprese

Giuseppe Conte - photocredit: GovernoCon il dpcm del 1 aprile il Governo prolunga il lockdown fino al 13 aprile: aperti solo alimentari, farmacie, industria, benzinai, edicole e tabacchi. L'invito ai cittadini è sempre lo stesso: #IoRestoaCasa. Cosa si può fare, cosa no e le risposte ai dubbi delle imprese fornite da Confcommercio.

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“Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell' emergenza", ha detto il Presidente Conte annunciando la firma del dpcm 1 aprile. "Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti".

Il decreto proroga fino a Pasquetta, quindi al 13 aprile, le misure fin qui adottate per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19. Ecco cosa si può fare, e cosa no, in tutto il Paese dopo l’entrata in vigore e il rafforzamento delle misure note come #IoRestoaCasa.

Chiusi bar e ristoranti. Ma resta la consegna a domicilio

Chiude tutto, o quasi. In base al dpcm dell'11 marzo, sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sospese anche le attività di ristorazione - fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie - ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Ma è consentita la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Restano aperti inoltre gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Chiudono le attività commerciali. Aperte poste, banche e assicurazioni. Nessun blocco per l'agrifood

Sono sospese invece le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti). 

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

Trasporti 

Il Presidente della Regione può disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, ha disposto, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

Uffici pubblici aperti

Le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza.

Smart working

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; 

Per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni. Si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo dello smart working.

Cantieri aperti

Non esiste alcuna limitazione alle attività lavorative che si svolgono nei cantieri.

Le imprese appaltatrici sono tenute ad adottare e ad applicare i necessari protocolli di sicurezza volti ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra i lavoratori, individuati in stretto raccordo con le autorità sanitarie locali; particolare attenzione dovrà essere prestata alle procedure anti contagio con riferimento alle attività di cantiere che si svolgono al chiuso. 

Laddove non fosse possibile rispettare, per la specificità delle lavorazioni, la distanza interpersonale di un metro, quale principale misura di contenimento della diffusione della malattia, le imprese appaltatrici sono tenute a mettere a disposizione dei lavoratori idonei strumenti di protezione individuale.

Non potendo ovviamente usufruire dello smart working, i lavoratori impiegati nei cantieri sono sempre autorizzati allo spostamento dalla propria residenza/domicilio alla sede di cantiere e viceversa, anche quando la sede di cantiere sia situata presso una regione diversa da quella di residenza/domicilio. 

Agricoltura e pesca

Nessuna limitazione per l’attività lavorativa degli agricoltori - siano essi imprenditori agricoli o lavoratori, anche stagionali - e per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca. 

La continuità dell’attività è garantita anche per il settore della pesca.

Servizi sociali garantiti

Consultori, sert, centri diurni, centri per senza tetto restano funzionanti. Anche le associazioni di volontariato che somministrano pasti o servizi alle fasce di popolazione debole, possono continuare ad erogare i loro servizi.

Attivi anche i servizi di distribuzione alimentare a domicilio per disabili o anziani senza assistenza oppure di consegna di farmaci o altri generi di prima necessità, o anche del disbrigo di pratiche o del pagamento di bollette. 

Sono sospese soltanto le attività dei servizi diurni con finalità meramente ludico-ricreative o di socializzazione o animazione che non costituiscono servizi pubblici essenziali. 

> FAQ #IoRestoaCasa

Confcommercio: le risposte alle domande delle imprese

Se c’è una categoria che più di tutte si pone domande in questi giorni è quella delle imprese. Per fare chiarezza, Confcommercio fornisce risposte ai dubbi e alle domande poste sui social o tramite i canali ufficiali. 

Avendo l'azienda due codici ATECO tra quelli elencati anche se non primari, ma comunque importanti, si può tenere aperta l'attività? 

Le attività identificate con i codici ATECO previsti per le attività di cui all’allegato 1 al DPCM dell'11 marzo 2020 non sono sospese. A queste si aggiungono le erboristerie, che sono considerate assimilabili alle attività di “commercio di prodotti per l’igiene personale ovvero di generi alimentari”, e le attività di vendita di parti e accessori di ricambio per la riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli.

Le disposizioni non distinguono tra codici primari e secondari e bisogna quindi ritenere che facciano riferimento al solo codice primario. Tuttavia, in mancanza di indicazioni ufficiali sul punto, sembra di poter ritenere, in analogia a quanto stabilito per i bar che siano anche rivendite di tabacchi, che possano proseguire le attività identificate dai codici elencati nell’allegato 1, sospendendo, invece, l’attività principale che abbia codice differente. Per una valutazione più precisa, sarebbe comunque opportuno conoscere i codici delle attività in questione.

Le aziende che devono sospendere le attività possono effettuare lavori al proprio interno (es. magazzino; gestione del commercio online; recupero della merce invenduta o presente nelle celle frigorifere)?

Si può recuperare la merce invenduta e/o soggetta a deterioramento perché questa attività rientra nello stato di necessità. Anche l’attività di commercio on line è consentita. Per quanto riguarda eventuali lavori, le attività edili non sono sospese ma deve trattarsi di lavori indispensabili e non prorogabili.

Possono restare aperte officine, gommisti, e simili? È possibile estendere l’apertura a chi vende ricambi auto e moto?

E’ espressamente affermato che "le attività di riparazione e manutenzione autoveicoli e motocicli (officine meccaniche, carrozzerie, riparazione e sostituzione pneumatici) possono continuare a svolgere la loro attività in quanto considerate essenziali alle esigenze della collettività". Allo stesso modo sono autorizzate le attività connesse a consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione quali la vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di parti e accessori di ricambio.

Al fine di evitare il contagio, l’attività deve essere svolta con le seguenti precauzioni: limitare il contatto con i clienti e adottare le necessarie precauzioni sanitarie (rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, utilizzo di guanti e mascherine sanitarie di protezione); favorire, ove possibile, l’attività di vendita per corrispondenza e via internet di parti e accessori di ricambio.

Pizzerie al taglio e gastronomie vengono considerate come gelaterie e pasticcerie e quindi devono rimanere chiuse?

Le distinzioni operate dal DPCM dell'11 marzo sono basate sulle classificazioni ATECO. Le "attività dei servizi di ristorazione" che sono sospese ai sensi dell'art. 1, n. 2), del DPCM, sono quelle di cui alla classe ATECO 56 che (secondo le note esplicative alla classificazione): "forniscono pasti completi o bevande per il consumo immediato, sia in ristoranti tradizionali, self-service o da asporto, che in chioschi permanenti o temporanei con o senza posti a sedere. L'aspetto decisivo è che vengono forniti pasti per il consumo immediato, indipendentemente dal tipo di struttura che li offre. È esclusa la fornitura di pasti non preparati per il consumo immediato o che non siano prodotti per essere consumati immediatamente o di cibo preparato che non può essere considerato un pasto (cfr. divisioni 10: Industrie alimentari e 11: Industria delle bevande). È inoltre esclusa la vendita di alimenti non prodotti in proprio che non possono essere considerati un pasto o di pasti non pronti per il consumo immediato (cfr. sezione G: commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli)".

L'attività di rosticcerie, friggitorie e pizzerie al taglio (56.10.20) che non dispongono di posti a sedere, ricade nella sottoclasse "56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile" che: "include la fornitura di servizi di ristorazione a clienti, con servizio al tavolo o self-service, sia che consumino il pasto in loco, sia che lo portino via o se lo facciano consegnare a domicilio. È inclusa la preparazione di pasti per il consumo immediato, sia in furgoni attrezzati per la ristorazione ambulante, sia presso banchi del mercato. È inclusa l'eventuale attività di intrattenimento e spettacolo”.

Questi esercizi sono quindi esercizi nei quali l'attività prevalente è la preparazione di alimenti per il consumo immediato, e il codice ATECO a loro attribuito riflette questa circostanza. È quindi evidente che rientrano tra le attività che devono essere sospese.

Poiché rientrano tra le “attività dei servizi di ristorazione”, potranno comunque effettuare la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Diversamente, un’attività di commercio al dettaglio di alimenti, identificata con codice ATECO rientrante tra quelli ammessi ai sensi dell’allegato 1 al DPCM, in assenza di pronunciamenti ufficiali in senso contrario, dovrebbe poter proseguire l’attività anche nel caso in cui disponga di un banco gastronomia, dal momento che l’attività prevalente rimarrebbe sempre quella di commercio al dettaglio.

Una gioielleria può evadere gli ordini ricevuti via web sulla propria piattaforma recandosi presso il proprio esercizio per predisporre la spedizione?

Considerato che l’Allegato 1 al DPCM 11 marzo 2020 elenca, tra le attività consentite, il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio e telefono, si ritiene che anche il commercio on-line di gioielli e preziosi possa essere effettuato, a condizione che vengano rispettate le prescrizioni in materia di sicurezza igienico sanitaria previste dall’art. 1, comma 1, n. 7 del DPCM 11 marzo 2020 tanto nella fase dell’evasione dell’ordine quanto in occasione della consegna (chiusura al pubblico dei locali, limitazione del contatto con i clienti, rispetto delle distanze di sicurezza e utilizzo di guanti e mascherine).

Si possono fare le consegne e i montaggi già programmati, tenendo chiuso il negozio?

L’attività di trasporto, consegna e montaggio, se riferita ad ordini chiusi prima del 12 marzo, può  essere effettuata nel rispetto delle raccomandazioni di cui all'art. 1, n. 7), per quanto riguarda l'adozione di protocolli anti-contagio e l'impiego di strumenti di protezione individuale (guanti e mascherine). 

Posso svolgere, purché chiusi al pubblico, lavori artigiani all’interno o manutenzione oppure inventario?

Sull'inventario non ravvisiamo ostacoli (trattasi sempre di esigenza lavorativa), per quanto riguarda eventuali lavori, esclusi quelli urgenti (infiltrazioni, ecc.) che rientrano nello stato di necessità, sarebbe preferibile, oltre che coerente con la ratio del provvedimento, rinviarli.

> FAQ di Confcommercio

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