Coronavirus: Bruxelles, come cambiano le regole sugli aiuti di Stato per le imprese

Commissione UE: al via quadro temporaneo aiuti di stato - photo credit: European Union 2019 / EC - Audiovisual Service/ photographer Mauro BottaroDopo una prima modifica attuata all'inizio di aprile, Bruxelles ha nuovamente esteso il campo di applicazione del quadro temporaneo per gli aiuti di stato, al fine di consentire agli Stati membri di sostenere l'economia nel contesto della pandemia di coronavirus.

Aiuti di stato: via libera di Bruxelles al regime italiano da 9 mld per le imprese

Prosegue la spinta da parte dell'Europa per supportare gli Stati membri nella lotta alla pandemia. Ammontano orientativamente a 1900 miliardi di euro gli aiuti di stato finora approvati da Bruxelles finalizzati a fornire liquidità alle imprese, salvare posti di lavoro, accelerare la ricerca e garantire l'approvvigionamento di prodotti per combattere l'emergenza sanitaria.

L'ultimo tassello, aggiunto venerdì 8 maggio, vede una seconda modifica al quadro di riferimento temporaneo, che integra i tipi di misure già contemplati nel temporary framework e dalle norme vigenti in materia di aiuti di Stato. Nello specifico, si stabiliscono nuovi criteri sulla base dei quali gli Stati membri possono ricapitalizzare e fornire debito subordinato alle imprese in difficoltà, preservando nel contempo la parità di condizioni nell'UE.

"Man mano che la crisi evolve, molte imprese avranno bisogno anche di capitale per rimanere a galla. Se gli Stati membri decideranno di intervenire, applicheremo le norme odierne per garantire che i contribuenti siano adeguatamente remunerati e che il loro sostegno sia accompagnato da vincoli, tra cui il divieto dei dividendi, dei bonus e altre misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza", ha affermato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione UE e responsabile della politica di concorrenza.

Infatti, il rischio più evidente di un meccanismo che non preservi parità di condizioni per poter uscire dallo stallo è che la crisi sanitaria simmetrica possa provocare una crisi economica asimmetrica. Si avrebbero, quindi, Paesi nettamente avvantaggiati e altri lasciati al proprio destino, ma soprattutto con un mercato distorto. 

"Questo è anche il motivo per cui è necessario molto di più del controllo degli aiuti di Stato. Abbiamo bisogno di un piano europeo di ripresa che sia verde e digitale e vada a beneficio di tutti i consumatori europei", ha spiegato Verstager.

Quadro temporaneo sugli aiuti di stato

Aiuti di stato: misure per ricapitalizzazione imprese

In parte la nuova estensione del quadro temporaneo di aiuti di Stato ha come scopo quello di consentire interventi pubblici mirati sotto forma di aiuti alla ricapitalizzazione a favore delle società non finanziarie che li necessitano, in modo da contribuire a ridurre il rischio per l'economia dell'UE nel suo complesso.

Questi aiuti devono rispettare una serie di garanzie per evitare distorsioni della concorrenza nel mercato unico, in particolare:

  • la necessità, l'adeguatezza e l'entità dell'intervento: gli aiuti alla ricapitalizzazione dovrebbero essere concessi solo se non sono disponibili altre soluzioni adeguate. Deve inoltre essere nell'interesse comune intervenire, ad esempio per evitare difficoltà sociali e fallimenti del mercato a causa di una perdita significativa di posti di lavoro, l'uscita di un'impresa innovativa o di importanza sistemica, o il rischio di perturbazione di un importante servizio. Infine, l'aiuto deve limitarsi a consentire la redditività dell'impresa e non deve andare al di là del ripristino della struttura patrimoniale del beneficiario antecedente la pandemia di coronavirus;
  • l'ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e la relativa remunerazione: lo Stato deve essere adeguatamente retribuito per i rischi che assume attraverso l'aiuto alla ricapitalizzazione. Inoltre, per garantire la natura temporanea dell'intervento statale, il meccanismo di remunerazione deve incentivare i beneficiari e/o i loro proprietari a riacquistare le azioni acquisite dallo Stato con la misura di aiuto;
  • l'uscita dello Stato dal capitale delle imprese interessate: i beneficiari e gli Stati membri sono tenuti ad elaborare una strategia di uscita, in particolare le grandi imprese che hanno beneficiato di significativi aiuti alla ricapitalizzazione da parte dello Stato. Se, sei anni dopo l'aiuto alla ricapitalizzazione nel caso delle società quotate in borsa o sette anni nel caso delle altre imprese, l'uscita dello Stato è in dubbio, dovrà essere notificato alla Commissione un piano di ristrutturazione per il beneficiario;
  • la governance: fino a quando lo Stato non sarà completamente uscito, i beneficiari sono soggetti al divieto di versare dividendi e riacquistare azioni. Inoltre, fino al momento in cui sarà rimborsato almeno il 75% della ricapitalizzazione, si applica una rigorosa limitazione della remunerazione della dirigenza, compreso il divieto dei bonus. Tali condizioni mirano anche a incentivare i beneficiari e i loro proprietari a riacquistare le azioni detenute dallo Stato non appena la situazione economica lo consenta;
  • divieto di sovvenzioni incrociate e di acquisizioni: per garantire che i beneficiari non utilizzino indebitamente l'aiuto alla ricapitalizzazione da parte dello Stato a detrimento di una concorrenza leale nel mercato unico, essi non possono utilizzare l'aiuto per sostenere le attività economiche di imprese integrate che si trovavano in difficoltà economiche prima del 31 dicembre 2019. Inoltre, fino al momento in cui sarà rimborsato almeno il 75% della ricapitalizzazione, ai beneficiari, diversi dalle piccole e medie imprese (PMI), è impedito in linea di massima di acquisire una partecipazione superiore al 10% in concorrenti o altri operatori della stessa linea di attività, comprese le operazioni a monte e a valle.

Inoltre, ai sensi della modifica, gli Stati membri possono notificare i regimi di ricapitalizzazione o le misure di aiuto individuali. Al momento dell'approvazione di un regime, Bruxelles chiederà una notifica separata per gli aiuti ad una società superiori alla soglia di 250 milioni di euro, i quali verranno sottoposti ad una valutazione individuale.

Le imprese già in difficoltà il 31 dicembre 2019 non sono ammissibili agli aiuti a norma del quadro di riferimento temporaneo. 

Aiuti alle imprese sotto forma di debito subordinato

In secondo luogo, la modifica del quadro temporaneo introduce la possibilità per gli Stati membri di sostenere le imprese in difficoltà fornendo loro debito subordinato a condizioni favorevoli. La misura si riferisce agli strumenti di debito subordinati ai crediti ordinari di primo rango, in caso di procedure di insolvenza, e completa la gamma di interventi a disposizione degli Stati membri nell'ambito del temporary framework.

Il debito subordinato non può essere convertito in capitale mentre la società è in attività, in questo modo lo Stato si assume un minor rischio. Tuttavia, dato che tale debito aumenta la capacità delle imprese di assumere un debito di primo rango in modo simile al capitale, gli aiuti in questa forma ricevono una remunerazione più elevata e subiscono un'ulteriore limitazione dell'importo: se gli Stati membri intendono fornire debito subordinato per importi superiori alle soglie, si applicheranno tutte le condizioni vigenti per le misure di ricapitalizzazione già descritte.

UE: trasparenza pubblica e rendicontazione

La Commissione precisa che, nel momento in cui l'aiuto alla ricapitalizzazione viene concesso ai beneficiari nell'ambito di regimi, gli Stati membri devono pubblicare informazioni sull'identità delle imprese che hanno ricevuto un aiuto e sull'importo entro tre mesi dalla ricapitalizzazione. 

Oltre a ciò, i beneficiari, diversi dalle PMI, devono pubblicare informazioni sull'uso degli aiuti ricevuti, compreso il modo in cui questo sostegno aiuta le attività dell'impresa in linea con gli obblighi dell'UE e nazionali legati alla trasformazione verde e digitale.

Infine, le nuove norme in materia di aiuti di Stato saranno riviste entro il 2021 alla luce degli obiettivi politici del Green Deal europeo e sosterranno una transizione economicamente efficace e socialmente inclusiva alla neutralità climatica entro il 2050. L'esecutivo europeo, infatti, riconosce che nella prossima fase di ripresa le imprese richiederanno probabilmente ulteriori investimenti pubblici e privati su larga scala per cogliere le opportunità delle transizioni gemelle verde e digitale

Green Deal : tra emergenza coronavirus e prospettive future

Aiuti di stato: le novità dopo la prima estensione

Il primo passo, compiuto venerdì 3 aprile da Bruxelles, vede l'estensione della portata prevista dal quadro temporaneo degli aiuti di Stato per consentire ai paesi UE di accelerare ricerca, test e produzione di prodotti legati all'emergenza sanitaria, oltre a sostenere le imprese e i posti di lavoro.

Nel dettaglio, i finanziamenti possono essere concessi:

  • per sostenere ricerca e sviluppo, nel settore dei medicinali antivirali relativi al coronavirus, supporto che gli Stati potranno fornire a mezzo di finanziamenti, vantaggi fiscali, o altre misure idonee. Viene posto l'accento sulla cooperazione fra gli Stati membri, prevedendo uno speciale bonus per i progetti di cooperazione cross-border, novità che sottolinea la necessità di una soluzione comune condivisa;
  • per incentivare la costruzione e il potenziamento di strutture di collaudo e investimenti in medicinali, trattamenti, dispositivi e apparecchiature mediche, inclusi ventilatori e indumenti protettivi, nonché strumenti diagnostici. Viene rinnovato l'interesse sulla cooperazione fra Stati - con il meccanismo del bonus - ma anche sulla velocità: chi entro due messi dalla ricezione dell'aiuto di stato dimostra di avere raggiunto un esito avrà diritto a un ulteriore bonus;
  • un supporto aggiuntivo alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia. Gli Stati membri potranno concedere aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite per sostenere investimenti che consentano di produrre rapidamente prodotti connessi al coronavirus;
  • un supporto mirato alla liquidità in forma di deferimento sui pagamenti di imposta e/o di sospensione dei regimi contributivi. Questo per preservare il livello di occupazione per tutte le aree e i settori colpiti dall'emergenza sanitaria;
  • supporto all'occupazione attraverso sussidi salariali per tutte quelle società colpite dall'emergenza.

L'ampliamento del Temporary Framework prevede, inoltre, anche misure specifiche per allentare i vincoli di liquidità alle aziende e salvare posti di lavoro nei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Gli Stati membri, in particolare, sono autorizzati a:

  • emettere finanziamenti a tasso zero;
  • rilasciare garanzie su finanziamenti relativi al 100% del rischio;
  • fornire capitale fino a un valore nominale di 800mila euro per società.

Tutto ciò può essere associato al cosiddetto aiuto "de minimis"per portare l'aiuto per impresa fino a un milione di euro, e con altre tipologie di aiuti. "Tale possibilità dovrebbe risultare particolarmente utile per far fronte in modo molto veloce al fabbisogno urgente di liquidità delle piccole e medie imprese", spiega Bruxelles. 

Le nuove regole saranno in vigore fino alla fine di dicembre 2020, ma potrebbero essere prorogate se necessario. 

Copertura credito export a breve termine

Esclusione temporanea di tutti i paesi dall'elenco di quelli "con rischi assicurabili sul mercato" nel quadro della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine. Una decisione, quella presa da Bruxelles lo scorso 30 marzo, che amplia ulteriormente la flessibilità del nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, per sostenere l'economia degli Stati membri nel contesto dell'epidemia di coronavirus.

Sulla base dei risultati della consultazione pubblica, avviata lo scorso 23 marzo 2020, la Commissione UE ha deciso di considerare come temporaneamente non assicurabili sul mercato fino al 31 dicembre 2020 ben 36 paesi, dalla Germania agli Stati Uniti d'America. 

Il provvedimento straordinario, mirato alla gestione dell'impatto economico della pandemia di coronavirus, permette agli assicuratori statali di fornire una copertura del credito all'esportazione a breve termine - richiesta dal venditore/esportatore per tutelarsi dal rischio del differimento dell'incasso. 

"Oggi abbiamo adottato una soluzione globale per l'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine. Stiamo collaborando con gli Stati membri per assicurare che le misure di sostegno nazionali possano essere attuate nel modo più rapido ed efficace possibile, in linea con la normativa UE", ha spiegato Vestager

> Consulta l'elenco dei paesi UE con rischi assicurabili sul mercato

Il quadro temporaneo 'originale' degli aiuti di Stato 

Adottato ufficialmente lo scorso 19 marzo, il quadro temporaneo degli aiuti di Stato consente ai Paesi membri dell'UE di garantire che sia disponibile la liquidità sufficiente per le imprese di ogni tipo e di preservare la continuità dell'attività economica durante e dopo lo scoppio dell'epidemia.

Il quadro prevede un ventaglio di misure:

  • sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e acconti, che permetteranno ai Paesi UE di istituire regimi per elargire fino a 800mila euro a un'impresa che deve far fronte a urgenti esigenze in materia di liquidità;
  • fornire garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese, per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno;
  • concedere prestiti pubblici con tassi di interesse agevolati alle imprese, per aiutarle a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;
  • alcuni Stati membri prevedono di sfruttare le capacità di prestito esistenti delle banche e di utilizzarle come canale di sostegno alle imprese, in particolare le piccole e medie imprese. Il quadro chiarisce che tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse e fornisce orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;
  • maggiore flessibilità per quanto riguarda il modo in cui dimostrare che alcuni Paesi europei costituiscono rischi non assicurabili sul mercato, permettendo così agli Stati di offrire una copertura assicurativa dei crediti all'esportazione a breve termine.

"L'impatto economico dell'epidemia di Covid-19 è forte. Dobbiamo agire rapidamente per riuscire ad affrontarlo, per quanto possibile, e dobbiamo agire in modo coordinato. Questo nuovo quadro temporaneo consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l'economia in questo momento difficile", ha dichiarato Vestager

Il quadro temporaneo integra le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l'impatto socioeconomico dell'emergenza coronavirus. Ad esempio, i Paesi europei possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese, quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori, o concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dall'epidemia. Questi provvedimenti, sintomo di maggior flessibilità, possono essere utili per sostenere settori particolarmente colpiti, come i trasporti, il turismo, il settore alberghiero e il commercio al dettaglio.

Il quadro temporaneo degli aiuti di Stato sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima della scadenza concordata se il quadro debba essere prorogato.

> Consulta i documenti ufficiali UE circa il quadro temporaneo sugli aiuti di stato

Tetto aiuti di stato innalzato per agrifood

La Commissione europea ascolta l'appello lanciato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali circa il grave impatto dell'emergenza Covid -19 sui settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura. La risposta al segnale di allarme corrisponde ad un innalzamento straordinario del tetto di aiuti di stato fino al 31 dicembre 2020, rispettivamente:

  • a 800mila euro per l'agroindustria,
  • a 100mila euro per l'agricoltura,
  • a 120mila euro per la pesca e l'acquacoltura.

Soddisfatta la Ministra Teresa Bellanova, che parla del provvedimento come di un primo passo importante, sottolineandone le importanti ricadute: "è una decisione che consentirà maggiore efficacia negli interventi a favore del settore, anche se serve un intervento economico coordinato e urgente dell'Europa per il settore primario di tutti gli Stati membri e italiano in particolare. Le istituzioni europee stanno dimostrato la dovuta attenzione alle nostre richieste e la risposta della Commissione è l'inizio di un percorso che dobbiamo fare insieme. Il segnale che giunge è positivo, anche se intendiamo lavorare perché il testo sia migliorato".​

UE: agrifood, slittano i programmi di promozione agroalimentare

photo credit: European Union 2020 / EC - Audiovisual Service/ photographer Lukasz Kobus

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