Moratoria prestiti e mutui per partite IVA e imprese: cosa c’e’ da sapere

Moratoria prestiti e mutui - Photo by maitree rimthong from PexelsIl decreto Agosto ha previsto una proroga della sospensione di mutui e prestiti per le micro, piccole e medie imprese, i professionisti e le ditte individuali a fine gennaio 2021. Ma i tempi potrebbero dilatarsi ancora con l'ulteriore proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2021.

Cosa prevede la Legge di bilancio 2021

Il decreto Cura Italia, n. 18/2020, ha congelato fino al 30 settembre le linee di credito in conto corrente, i finanziamenti per anticipi su titoli di credito, le scadenze di prestiti a breve e le rate di prestiti e canoni.  Il decreto Agosto sposta ulteriormente il termine della moratoria, dal 30 settembre al 31 gennaio 2021 (31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico). La Manovra 2021 punta ancora su questa misura, prevedendone un ulteriore prolungamento.

Moratoria prestiti e mutui

Per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di Covid-19, il decreto Cura Italia ha previsto: 

  • La proroga dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020;
  • La sospensione del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale;
  • La possibilità di utilizzare la parte non utilizzata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. Gli importi accordati dalla banca o dall’intermediario finanziario non possono revocati, neanche in parte fino al 30 settembre 2020.

Le sospensioni sono effettuate con modalità che, da un punto di vista attuariale, non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese. Gli eventuali oneri amministrativi per la realizzazione dell'operazione restano a carico dell'intermediario creditore. Inoltre, durante il periodo di moratoria "gli intermediari devono fermare il computo dei giorni di persistenza dell'eventuale scaduto e/o sconfinamento". 

Il decreto Agosto sposta dal 30 settembre al 31 gennaio 2021 tale termine (31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico). 

La proroga è automatica - salvo rinuncia - per le imprese già ammesse, mentre le imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto, presentino esposizioni che non siano ancora state ammesse alle misure di sostegno possono accedere alla moratoria entro il 31 dicembre 2020.

La moratoria è accompagnata da garanzia pubblica, di natura sussidiaria, a valere su una apposita sezione del Fondo di garanzia per le PMI che copre parzialmente le esposizioni interessate. 

La Legge di bilancio 2021 prevede un ulteriore spostamento in avanti della misura. L'intenzione espressa dal Governo è quella di prorogare ulteriormente la moratoria su prestiti e mutui, anche se non è ancora stata definita una data precisa. 

Chi può richiedere la sospensione di mutui e prestiti

Le moratorie sono rivolte alle imprese micro, piccole e medie (MPMI) operanti in Italia senza distinzione per il settore di appartenenza. Le moratorie riguardano anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Secondo la definizione della Commissione europea, sono PMI le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. 

Quali requisiti deve avere l’impresa per ottenere la moratoria dei finanziamenti?

Al momento dell’inoltro della comunicazione, l’impresa deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. 

In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.

Dato che l’epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia, anche le misure previste nel Decreto legge Cura Italia non vengono considerate come misure di forbearance (tolleranza) nell’accezione utilizzata della Autorità di vigilanza europee e quindi può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti. 

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Come si richiede la sospensione?

Nella comunicazione per richiedere la moratoria l’impresa deve autodichiarare:

  • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
  • “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
  • di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
  • di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

La comunicazione può essere inviata via PEC o altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.

L’impresa dovrà contattare la banca o l’intermediario finanziario di riferimento per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel Decreto Cura Italia sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, come l’intervento del Fondo di garanzia PMI. Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati  alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se rispettano i requisiti previsti dal decreto Cura Italia.

Risposte alle domande frequenti

Se il finanziamento è assistito da una garanzia pubblica?

Nel caso in cui il finanziamento è assistito da agevolazioni pubbliche, la banca o l’intermediario finanziario, trascorsi 15 giorni dalla comunicazione all’ente agevolatore, può procedere senza ulteriori formalità alla sospensione del finanziamento, secondo il principio del silenzio assenso.

Come può avvenire il rimborso delle rate sospese?

In caso di sospensione della sola quota capitale della rata, si determina la traslazione in avanti del piano di ammortamento per un periodo pari alla sospensione accordata. Gli interessi sul capitale ancora da rimborsare sono corrisposti alle scadenze originarie.

In caso di sospensione dell’intera rata (quota capitale e quota interessi), si determina lo spostamento del piano di ammortamento per un periodo pari alla sospensione accordata. Gli interessi che maturano durante il periodo della sospensione sono calcolati sul capitale residuo al tasso di interesse del contratto di finanziamento originario. L’ammontare corrispondente a tali interessi sarà ripartito in quote nel corso dell’ammortamento residuo.

Chi sospende i mutui può essere deferito come cattivo pagatore?

No. La moratoria prevista dal decreto Cura Italia è neutrale rispetto alle qualificazioni degli intermediari sulla qualità del credito, dunque non determina un automatico cambiamento della classificazione per qualità creditizia delle esposizioni oggetto delle operazioni di moratoria.

E per i contratti connessi al finanziamento?

Nel decreto si fa riferimento agli elementi accessori al contratto, vale a dire tutti i contratti connessi al contratto di finanziamento, in particolare, garanzie e assicurazione. Tali contratti, precisa il Ministero dell’Economia, sono prorogati senza formalità, automaticamente, alle condizioni del contratto originario. 

Anche per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti, permangono inalterati gli elementi accessori al contratto di finanziamento senza alcuna formalità.

Si può rinunciare alla sospensione?

Si può rinunciare in qualsiasi momento alla sospensione (sia della quota capitale, sia dell’intera rata) tramite specifica comunicazione alla banca/intermediario e riprendere il pagamento delle rate.

Task Force MEF, Abi e MCC

Per sostenere liquidità e credito ha preso il via una task force composta dal Ministero dell’Economia, Bankitalia, Abi e Mediocredito Centrale (MCC) per assicurare l’efficiente e rapido utilizzo delle misure di supporto alla liquidità adottate sempre con il dl Cura Italia. La Task force mette le banche e i soggetti interessati a conoscenza delle nuove procedure, e per agevolarne l’utilizzo. 

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