Covid-19, BEI: via libera al Fondo di garanzia da 25 miliardi per le imprese

Coronavirus: BEI, nuovo fondo garanzia imprese UE photo credit: EC - Audiovisual Service/ photographer Mauro BottaroVia libera definitivo della BEI alla creazione di un Fondo di garanzia da 25 miliardi che consentirà di erogare fino a 200 miliardi di finanziamenti alle imprese. Lo strumento sarà operativo a breve e ha l'obiettivo di sostenere la liquidità delle aziende. Ecco come funziona e chi vi può accedere.

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Il Consiglio direttivo della Banca europea per gli investimenti (BEI) ha concordato la struttura e il funzionamento del nuovo Fondo di garanzia da 25 miliardi, approvato ad aprile dall'Eurogruppo assieme al MES (destinato agli Stati membri) e al programma Sure (per gli ammortizzatori sociali), all’interno di quel pacchetto di interventi da 540 miliardi di euro per affrontare la crisi.

> Per approfondire: cosa è stato deciso dall'Eurogruppo il 23 aprile

Come funziona il Fondo di garanzia della BEI

Grazie alla garanzia, il Gruppo BEI sarà in grado di fornire prodotti esistenti a banche locali e ad altri intermediari finanziari (che sono in stretto contatto con le imprese), che in questo modo possono sbloccare finanziamenti per l'economia reale, senza rischiare l'instabilità finanziaria.

Garantendo parti di portafogli, infatti, l’intervento della BEI permetterà di liberare capitali per gli intermediari finanziari partecipanti, in modo da rendere disponibili più finanziamenti alle imprese.

Il Fondo sarà finanziato dagli Stati membri in proporzione alla loro partecipazione alla BEI e/o in altre istituzioni.

Si tratta di una sorta di mutualizzazione della crisi che va a vantaggio di tutti gli Stati membri visto che potranno condividere il rating creditizio di alto livello della banca. Inoltre, raggruppando il rischio di credito in tutta l'UE, il costo medio complessivo del Fondo sarà significativamente ridotto rispetto ai sistemi nazionali.

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Chi può accedere al Fondo di garanzia della BEI?

Il Fondo di garanzia è destinato principalmente a sostenere le imprese europee che sono ad alto rischio, ma che sono anche redditizie nel lungo termine e che, in assenza della pandemia, sarebbero state in grado di rispondere ai requisiti richiesti da finanziatori o da intermediari finanziari.

La maggior parte dei finanziamenti è destinata alle PMI. Il Fondo, infatti, dovrebbe riservare almeno il 65% del finanziamento alle piccole e medie imprese.

Oltre alle PMI, si prevede che:

  • Fino al 23% andrà alle aziende con 250 o più dipendenti, con restrizioni applicabili alle aziende con oltre 3mila dipendenti;
  • Fino al 5% può rivolgersi a società del settore pubblico ed enti attivi nel campo della ricerca sanitaria o che forniscono servizi essenziali legati alla crisi sanitaria;
  • Fino al 7% sarà destinato ad investimenti in capitale di rischio, crescita e debito di rischio.

Come si accede al Fondo di garanzia della BEI e quando sarà disponibile?

Gran parte del finanziamento sarà reso disponibile tramite intermediari finanziari (come le banche ad esempio, ma non solo) in tutti i paesi europei.

Una volta che i fondi sono disponibili, le aziende possono presentare la richiesta direttamente agli intermediari finanziari che partecipano al Fondo e che saranno elencati sul sito della BEI.  

Dato che la maggior parte dei finanziamenti sarà probabilmente richiesta dalle imprese degli Stati più colpiti e dai settori maggiormente feriti dalla pandemia, la BEI prevede di applicare dei massimali per i paesi più grandi e più piccoli, in modo da garantire un equilibrio nell’allocazione delle risorse.

Il Fondo sarà istituito formalmente quando gli Stati membri che rappresentano il 60% del capitale della BEI avranno firmato i loro accordi di contributo.

Le altre misure della BEI contro la crisi causata dal coronavirus

Oltre al Fondo di garanzia da 25 miliardi, in questi mesi la BEI è già intervenuta a sostegno delle imprese per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia, varando le sue prime misure a marzo. 

A queste si aggiungono i 6 miliardi per gli investimenti nel settore sanitario e i 5,2 miliardi destinati ai paesi partner dell’UE.

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