Bonus pubblicita': decreto Cura Italia, novita' per il 2020

Bonus pubblicità 2020Per il 2020 il bonus pubblicità è calcolato nella misura unica del 30% dell’intero valore degli investimenti pubblicitari effettuati, mentre i termini per inviare la comunicazione per l’accesso al beneficio slittano a settembre. Sono le principali novità introdotte dal decreto legge Cura Italia per far fronte all'emergenza Covid-19.

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Nel dettaglio l’articolo 98 del decreto-legge n. 28 del 17 marzo 2020, attualmente in corso di conversione, ha introdotto, limitatamente all'anno 2020, importanti novità nella disciplina del bonus pubblicità.

Come cambia il bonus pubblicità per l'anno 2020

La norma ha infatti stabilito che, per l’anno 2020, il credito di imposta è calcolato nella misura unica del 30% dell’intero valore degli investimenti pubblicitari effettuati, e non più sul solo margine incrementale rispetto all'investimento effettuato nell'anno precedente.

In sostanza, la variazione introdotta per l’anno 2020 riguarda due elementi:

  • la base di calcolo del credito d’imposta, che non si identifica più con il valore incrementale dell’investimento pubblicitario programmato nel 2020 rispetto a quello effettuato nel 2019, bensì si identifica più semplicemente con il valore dell’intero investimento pubblicitario programmato ed effettuato nel 2020;
  • la percentuale dell’investimento, riconoscibile come credito d’imposta, che è stabilita nella misura unica del 30%.

Va anche chiarito che l’espresso riferimento al “valore degli investimenti pubblicitari effettuati”, in assenza di un qualsivoglia richiamo al loro valore incrementale, fa venir meno, per l’anno 2020, il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario, rispetto all'investimento dell’anno precedente, quale requisito per l’accesso all'agevolazione fiscale.

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Ciò comporta che, limitatamente all'anno 2020, possono accedere all'agevolazione:

  • anche i soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019;
  • i soggetti che nell'anno 2019 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari;
  • i soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso del 2020.

Con la stessa norma è stata differita la finestra temporale che consente la comunicazione per l’accesso al beneficio (la “prenotazione”), che dovrà essere presentata telematicamente dal 1° al 30 settembre 2020, con le stesse modalità previste dal regolamento vigente.

Va precisato che le prenotazioni presentate sino al 31 marzo 2020 restano assolutamente valide, e su di esse il calcolo per la determinazione del credito spettante sarà automaticamente effettuato sulla base delle nuove disposizioni, anche se il servizio telematico, ovviamente non ancora adeguato al nuovo criterio di calcolo, restituisce attualmente ai richiedenti una comunicazione di ricevuta con dati non aggiornati.

In ogni caso, chi vorrà ampliare i propri investimenti pubblicitari per utilizzare appieno le più favorevoli condizioni stabilite per il 2020 potrà “sostituire” la prenotazione già inviata a marzo con una nuova, sempre nel periodo dal 1° al 30 settembre 2020.   

Il sistema, il modello telematico, e le relative istruzioni saranno adeguati alla nuova normativa prima di settembre, per l’invio delle comunicazioni telematiche per l’accesso al credito di imposta per l’anno 2020.

Beneficiari, investimenti e condizioni dell'agevolazione non cambiano

Con la nuova disposizione normativa sono invece rimaste invariate:

  • le tipologie di soggetti destinatari e le tipologie degli investimenti pubblicitari (cioè: le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche online e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali);
  • le condizioni dell’agevolazione (l’utilizzo del credito di imposta esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa istanza diretta al Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri; il rispetto del limite massimo complessivo di spesa; il rispetto dei limiti stabiliti della normativa europea sugli aiuti de minimis; l’applicazione, per i profili non derogati dalla disposizione medesima, per quanto compatibili, delle norme recate dal regolamento di cui al D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90).

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