Family Act: sì della Camera all'assegno unico universale

Family Act: gli aiuti per le famiglie italianeLa Camera ha dato il via libera, con 452 voti a favore e un solo astenuto, all’assegno unico e universale per i figli. Si tratta di uno dei pilastri del Family Act: il pacchetto di misure che supporterà le famiglie italiane a 360 gradi. 

> Le misure per le famiglie nel decreto rilancio

Nonostante le tempistiche rallentate per lasciare spazio ai provvedimenti di emergenza relativi al Covid-19, procede l'iter di approvazione della proposta di legge delega per il riordino e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale.

La misura, componente fondamentale del più ampio disegno che è il Family Act, dopo aver ricevuto l'approvazione dalla Camera, passa ora all'esame del Senato. Ottenuto l'ok di Palazzo Madama l'esecutivo avrà dodici mesi di tempo per esercitare la delega ricevuta dalle Camere, che hanno anche fissato i criteri a cui i decreti legislativi di attuazione dovranno attenersi.

Il provvedimento è stato elaborato su proposta della ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti, che ha descritto questo primo successo come "un momento storico per il Paese e per la politica, che con un voto trasversale rimarca l'assunzione di una responsabilità piena e importante, di tutti, per le famiglie." 

Assegno unico e non solo: gli aiuti alle famiglie nel Family Act

Il Family Act, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso giugno, è un disegno organico che impegna il governo a introdurre entro due anni una serie di agevolazioni fiscali e aiuti per le famiglie con figli.

Assegno unico universale

Tra le azioni più consistenti c'è l'introduzione di un assegno unico e universale, da erogare indistintamente a tutti i nuclei familiari con uno o più figli a partire dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento del 18esimo anno. 

L'assegno prevede una quota base riconosciuta a prescindere dalle condizioni economiche e dallo stato occupazionale dei genitori, e una quota variabile che segua criteri di progressività basati sull’applicazione dell’Isee, crescente in base al numero dei figli, e anche in base all’età dei figli a carico. Dal secondo figlio in poi, l'assegno aumenta del 20% (nel caso di figli disabili l’aumento è previsto comunque e non ci sono limiti di età). 

Le modalità con cui verrà corrisposto l'assegno mensile saranno due: tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. 

L’importo dell’assegno universale non concorre alla formazione del reddito imponibile, anche ai fini delle prestazioni come il reddito di cittadinanza. Grazie alla clausola di salvaguardia è concessa un’integrazione dell’assegno per garantire che non sia inferiore all’importo di cui beneficiava la famiglia prima dell’entrata in vigore del Dlgs. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, dovrà essere esercitata la delega per razionalizzare i benefici fiscali per i figli a carico e per introdurre nuovi provvedimenti agevolativi.

A livello attuativo, per consentire che questa misura entri pienamente in vigore, il governo dovrà adottare entro il 30 novembre un decreto legislativo per l’istituzione dell’assegno e l’armonizzazione con tutte le precedenti misure di sostegno economico per figli a carico.

Congedi parentali

Il disegno di legge prevede un periodo di almeno 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio nei primi mesi di nascita del figlio, oltre ad un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori, e modalità flessibili nella gestione di congedi.

Inoltre, si introduce una durata minima di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore. Nel testo si affronta anche la situazione dei genitori lavoratori autonomi per i quali si immaginano misure specifiche per un’estensione della disciplina sui congedi parentali.

Istruzione figli minorenni e universitari

Altre misure di sostegno introdotte dal disegno di legge sono relative agli aiuti per famiglie con figli minorenni. Contributi per le rette degli asili nido, dei micronidi, delle sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia, o per forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 6 anni, per le spese per libri scolastici, gite scolastiche dei figli, per l’iscrizione ad associazioni sportive, corsi di lingua, arte, musica e in caso di disturbi all’apprendimento.

Previsti anche aiuti per i minori affetti da patologie fisiche e anche per quelli con una diagnosi di disturbo dell’apprendimento.

Coperte anche le spese dei figli maggiorenni iscritti all’università, per i quali sono previste detrazioni fiscali per contratto d’affitto e per l’acquisto dei testi universitari. Queste agevolazioni, in particolare, rapprensentano non solo un aiuto alle famiglie ma un tentativo di arginare il fenomeno della dispersione universitaria, che vede un ragazzo su quattro non iscriversi al secondo anno del corso. 

Incentivi al lavoro femminile

Un altro importante tassello nel piano del Family Act è il rafforzamento delle misure per incentivare il lavoro femminile, con un’indennità integrativa della retribuzione per le madri lavoratrici, erogata dall’Inps per almeno 12 mesi, al rientro al lavoro dopo aver fruito del congedo obbligatorio. L’obiettivo è una forma di contribuzione aggiuntiva che consenta alle mamme di non dover scegliere tra carriera e famiglia.

E’ prevista anche una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese della legge n. 662 del 23 dicembre 1996, per l’avvio di nuove imprese di start up femminili e un accompagnamento per i primi due anni.

Sostegno al lavoro 

Il Family Act comprende anche misure a sostegno delle famiglie che si avvalgono di colf, babysitter o di addetti all’assistenza di familiari con deficit di autonomia. Questi nuclei familiari potranno detrarre o dedurre una percentuale delle spese sostenute per questi servizi, in considerazione della situazione economica della famiglia stessa. Condizione essenziale: colf e badanti dovranno essere assunti con contratto di lavoro subordinato.

Il disegno di legge prevede anche una modulazione graduale della retribuzione del lavoratore in caso di astensione per malattia del figlio e premi per quei datori di lavoro che realizzino politiche capaci di armonizzare vita privata e lavoro con predilezione per le lavoratrici madri di figli minori.  

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