Beni confiscati: in arrivo un bando per progetti del Terzo settore

Terzo settore - Photo credit: Foto di carlaborella da Pixabay Enti e associazioni del Terzo settore potranno ottenere a titolo gratuito, per 10 anni, la gestione di beni confiscati alla criminalità e contributi fino a 20mila euro per la realizzazione di progetti sociali.

Beni confiscati – nuove linee guida Anbsc accelerano assegnazione

L'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) sta per lanciare un bando sperimentale per l’assegnazione diretta ad enti e associazioni del Terzo settore di beni immobili confiscati in via definitiva e rimasti inoptati nell’ambito delle ordinarie procedure di destinazione.

Beni confiscati gratis agli Enti del Terzo settore

Il bando si propone di dare piena attuazione allo strumento innovativo previsto dall’art. 48, comma 3, lett. c-bis del Codice Antimafia ed è indirizzato a “tutti i soggetti del Terzo settore che potranno portare i loro progetti per scopi sociali, come consultori, centri per disabili, per il disagio giovanile, ma anche per scopi culturali”, ha spiegato il direttore dell’ANBSC, Bruno Frattasi.

In particolare l'avviso si rivolge agli Enti in possesso dei requisiti necessari per l’iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore, cioè:

  • Organizzazioni di volontariato
  • Associazioni di promozione sociale
  • Enti filantropici
  • Imprese sociali, incluse le cooperative sociali
  • Reti associative
  • Società di mutuo soccorso
  • Associazioni riconosciute
  • Fondazioni
  • Altri Enti di carattere privato diversi dalle società, costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

> Per approfondire: Terzo settore: finanziamenti per iniziative nazionali e locali

Dal cohousing ai centri antiviolenza, tutti i progetti finanziabili

I progetti dovranno valorizzare i beni confiscati e permetterne la riappropriazione da parte delle comunità colpite dal fenomeno mafioso. Cinque i macro-ambiti contenutistici cui potranno fare riferimento le proposte:

  • Sezione 1 Area Sociale: Famiglia; Prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di disabilità, bisogno o disagio individuale e familiare; Educazione, istruzione e lotta alla dispersione scolastica; Co-housing; Prevenzione del bullismo e contrasto della povertà educativa; Assistenza agli anziani; Accoglienza e sostegno all’integrazione della popolazione immigrata.
  • Sezione 2 Area Salute e Prevenzione: Salute e medicina preventiva e riabilitativa; Counselling psicologico; Sport; Agricoltura sociale e green economy; Sicurezza alimentare e Agricoltura di qualità; Tutela degli animali.
  • Sezione 3 Area Occupazione e Ricerca: Inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro; Formazione professionale e long life learning; Ricerca scientifica e tecnologica di particolare interesse sociale; Protezione e qualità ambientale.
  • Sezione 4 Area Cultura: Attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale; Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; Attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; Progetti della Memoria.
  • Sezione 5 Area Sicurezza e Legalità: Prevenzione delle devianze, delle tossicodipendenze e delle ludopatie e relative azioni di recupero; Interventi a favore delle donne vittime di violenza; Laboratori di costruzione della cultura della legalità e della nonviolenza; Protezione Civile.

Ciascuno dei soggetti ammissibili potrà partecipare, sia autonomamente che in forma associata, con progetti relativi ad un massimo di due ambiti.

Le proposte progettuali potranno essere corredate da una dichiarazione di intenti da parte di Amministrazioni del territorio che, in partnership con i soggetti del privato sociale, attestino la condivisione del progetto e la volontà di acquisire la proprietà del bene. In alternativa la proprietà dei beni potrà rimanere in capo al Demanio dello Stato.

Contributi dalla legge di Bilancio 2020

I beni verranno assegnati a titolo gratuito per un periodo massimo di dieci anni, con possibilità di un solo rinnovo.

Inoltre, l'Agenzia ha previsto la concessione di contributi finanziari nella misura del 20% del valore del progetto, fino a un massimo di 20mila euro. A disposizione ci sono un milione di euro per ciascuna annualità del triennio 2020-2022 stanziati dalla legge di Bilancio n. 160-2019.

Come partecipare al bando

Per agevolare la partecipazione al bando, di prossima pubblicazione, l'Agenzia ha previsto un iter semplificato, con un format a compilazione guidata.

Le offerte saranno valutate da un’apposita Commissione giudicatrice, nominata con provvedimento del Direttore dell’ANBSC.

La valutazione si concentrerà tanto sul merito tecnico del progetto, quanto sulla sostenibilità del piano economico-finanziario che dovrà accompagnare l’idea progettuale.

> Per approfondire: Fondi UE: bandi per la gestione dei beni confiscati e lotta all’usura al Sud

Photo credit: Foto di carlaborella da Pixabay 

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