Contributi a fondo perduto nel dl Rilancio: i chiarimenti del Fisco

Contributi a fondo perduto - Photocredit: Andrea Piacquadio su PexelsDopo aver chiarito i passi da compiere per richiedere i contributi a fondo perduto per PMI, commercianti, artigiani e autonomi, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sulla misura prevista dal decreto Rilancio. 

> Dl rilancio: come funzionano i contributi a fondo perduto

Dal 15 giugno, giorno dell’apertura del canale dedicato, sono più di 900mila le domande di contributo a fondo perduto inviate al Fisco. Arrivano nel frattempo alcune richieste di chiarimenti su come funziona l’aiuto.

I chiarimenti del Fisco sui contributi a fondo perduto 

Un primo chiarimento riguarda l'erogazione dei contributi: il direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha spiegato che ''dovremo rispettare i tempi che abbiamo detto fin dall'inizio, quindi 10 giorni dalla accettazione delle domande''.

Le somme saranno accreditate direttamente sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani. 

Le risposte ai dubbi dei contribuenti

Il contributo a fondo perduto è soggetto a tassazione, ed eventualmente in che misura?

“Per espressa previsione dell’art. 25 del decreto legge n. 34/2020”, si legge nella risposta di FiscoOggi, “il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione, sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap. Inoltre, non incide sul calcolo degli interessi passivi deducibili ai sensi dell’articolo 61 del Tuir e sulla deducibilità dei costi diversi dagli interessi passivi di cui all’articolo 109, comma 5, del Tuir. Ne consegue, dunque, che il contributo non è assoggettato ad alcuna ritenuta da parte di chi lo eroga”.

Dopo aver ottenuto il contributo a fondo perduto un imprenditore è costretto a chiudere l’attività. Deve restituire la somma ricevuta? In che modo?

No, il contributo non va restituito: se dopo l’erogazione del contributo a fondo perduto Covid-19 il beneficiario cessa l’attività non è tenuto alla restituzione dell’importo ricevuto.

Nei casi di attività cessate dopo aver riscosso la somma, il soggetto che ha firmato l’istanza è comunque tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli, a richiesta, agli organi istruttori dell’amministrazione finanziaria. In questi casi, infatti, l’eventuale atto di recupero del contributo è emanato nei suoi confronti dall’Agenzia delle entrate, che effettua il controllo dei dati dichiarati.

Le richieste inviate all’Agenzia delle entrate

Gli ordinativi di pagamento relativi alle prime 203mila istanze, inviate il 15 giugno e fino al primo pomeriggio del 16 giugno, per un importo complessivo di 730 milioni, sono stati già perfezionati.

Più di 145mila le istanze presentate dal settore 'commercio al dettaglio', quasi 107mila quelle del comparto 'ristorazione'. 

I lavori di costruzione superano le 88mila istanze, 37mila quelle da parte del 'commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli', oltre 5mila quelle delle agenzie di viaggio.

Tutte le misure del decreto rilancio e il testo ufficiale

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