Si sblocca il negoziato sulla riforma della PAC 2023-27

Agricoltura - Foto di Tom Fisk da PexelsNew delivery model, proroga dei diritti di impianto dei vigneti e gestione dell'offerta dei prodotti Dop e Igp al centro delle prime intese tra Consiglio, Commissione e Parlamento UE raggiunte in occasione del super trilogo sulla riforma della Politica agricola comune.

Agricoltura: via ai negoziati sulla riforma della PAC

Si tratta di un primo passo per arrivare a un accordo sulla riforma della PAC entro giugno, ha detto Maria do Ceu Antunes, la ministra dell'Agricoltura del Portogallo, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione, in conferenza stampa a seguito del super trilogo con i negoziatori del Parlamento e i rappresentanti della Commissione UE.

Per facilitare un dibattito integrato sui tre regolamenti che costituiscono la riforma della Politica agricola comune - uno sui Piani strategici nazionali, uno sull'organizzazione comune dei mercati (OCM) e un regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC - la presidenza portoghese ha presentato un insieme di pacchetti negoziali di compromesso relativi a una serie di punti già discussi dagli Stati membri in occasione del Consiglio Agrifish.

Esclusi dal confronto per ora i nodi più critici, a cominciare dalla nuova architettura verde su cui si registrano ancora distanze significative tra Parlamento e Consiglio. Sul fronte della sostenibilità ambientale, gli eurodeputati chiedono infatti di dedicare almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale alle misure legate al clima e all’ambiente e di destinare il 30% del budget dei pagamenti diretti ai nuovi ecoschemi, contro le soglie, rispettivamente, del 30% e del 20% prospettate dai 27.

Primi accordi nel negoziato sulla riforma della PAC

La presidenza portoghese è arrivata al super trilogo di venerdì forte di un rinnovato orientamento politico da parte dei ministri dei 27 più vicino alle posizioni del Parlamento in materia di New delivery model e Piani strategici PAC e di gestione dei mercati e misure eccezionali.

Sul primo fronte, quindi quello relativo al nuovo modello di attuazione della PAC tramite i Piani strategici nazionali, i ministri difendono l'impianto della proposta originaria di riforma della Politica agricola, che riconosce maggiore sussidiarietà a favore degli Stati membri e flessibilità nella definizione degli interventi, mentre sono contrari all'idea di un sistema a due livelli, che ripristinerebbe, accanto ai nuovi obblighi collegati all'efficacia dell'attuazione, anche quelli basati sulla conformità alle regole UE.

Siamo arrivati a un accordo di principio sul New delivery model che mira a evitare un eccesso di burocrazia a carico degli agricoltori e delle amministrazioni che gestiscono i fondi e la prossima settimana ne parleremo a livello più tecnico con gli Stati membri, ha detto la ministra, spiegando che in sede di trilogo sono stati fatti progressi anche sulla definizione di agricoltore attivo e sui pagamenti per i giovani agricoltori.

Sul settore vino Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un'intesa significativa sull'ampliamento del regime di autorizzazione degli impianti dei vigneti fino al 2045 e sulle regole per la desalcolizzazione. Inoltre, per rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena di valore agroalimentare si è raggiunto un accordo per ampliare la possibilità di gestione dell'offerta - oggi prevista solo per i formaggi e i salumi - a tutti i prodotti Dop e Igp.

Abbiamo aperto il cammino e, sebbene sia solo un inizio, ora possiamo fare passi avanti anche sugli aspetti più complessi, come l'architettura verde e la dimensione sociale della PAC, e avvicinarci alla conclusione di questa riforma, ha detto la ministra, ribadendo l'obiettivo di un accordo entro la fine del semestre di presidenza.

Per approfondire: bilancio UE 2021-2027: la proposta della Commissione per la nuova PAC

La posizione dell'Italia sulla riforma della PAC

A un accordo entro giugno punta anche l'Italia, con il nuovo ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli, per la prima volta al Consiglio Agrifish, che richiamando il principio di sussidiarietà ha chiesto flessibilità nella definizione di agricoltore attivo, sulla base di criteri stabiliti dagli Stati membri, e relativamente ai pagamenti diritti. Su capping, degressività dei pagamenti e pagamento redistributivo, si deve guardare all'esito del Consiglio europeo dello scorso luglio e muoversi verso una loro applicazione facoltativa a livello di Stato membro basata sull'oggettiva analisi dei fabbisogni, ha fatto sapere con una nota.

Per quanto riguarda il livello di convergenza interna dei diritti all'aiuto entro il 2026, Patuanelli ha difeso la proposta della Commissione, che prevede il mantenimento del livello minimo del 75%, e sottolineato che il processo di avvicinamento a un importo uniforme degli aiuti deve essere attentamente programmato a livello di singolo Paese.

In linea con la posizione portata avanti dall'ex ministra Bellanovra, Patuanelli ha anche chiesto di rivedere il mandato che riguarda l'utilizzo degli strumenti di gestione del rischio e di portare dall'1% al 3% la quota di risorse dei pagamenti diretti che può essere utilizzata per meccanismi di supporto che aiutino gli agricoltori ad affrontare i disastri causati da eventi climatici catastrofali. In questo modo, il Mipaaf punta ad attivare nell'ambito della nuova PAC un fondo di mutualizzazione per il risarcimento dei danni subiti dagli agricoltori con una dotazione di oltre 300 milioni di euro.

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