UE e Cina firmano l’accordo per tutela le indicazioni geografiche

Accordo UE Cina su tutela indicazioni geografichePasso importante per la tutela dei prodotti agroalimentari UE dal rischio contraffazione. Oggi, infatti, l'Unione europea e la Cina firmano l’accordo bilaterale per la protezione di 200 indicazioni geografiche, di cui la metà europee. A questo punto manca l’ok dell'Eurocamera, dopodichè l’accordo potrà entrare in vigore. 

Finanziamenti SIMEST: salgono i massimali in favore delle imprese che vogliono internazionalizzarsi

L’entrata in vigore dell’accordo UE-Cina per la tutela delle indicazioni geografiche (IG) nei rispettivi mercati si fa sempre più vicina. Con la firma di oggi, infatti, Bruxelles e Pechino procedono verso l’attuazione di un quadro più solido per la protezione dei propri prodotti agroalimentari nei rispettivi mercati.

L’accordo

Quello firmato oggi è, in buona sostanza, il primo importante accordo commerciale bilaterale firmato tra l'UE e la Cina, i cui negoziati sono iniziati il 10 settembre 2010.

L'accordo dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2021, dopo l'approvazione del Parlamento europeo e l'adozione ufficiale da parte del Consiglio che il 20 luglio scorso aveva dato il via libera alla firma dell'intesa.

Quattro anni dopo la sua entrata in vigore, il campo di applicazione dell'accordo si espanderà ulteriormente, andando a coprire altri 175 nomi IG da entrambe le parti. Nel testo è previsto anche un meccanismo per aggiungere successivamente ulteriori indicazioni geografiche.

Summit UE Cina – accordi su commercio, clima, trasporti e acciaio

Che tipo di tutele riceveranno le IG europee

Un’indicazione geografica (IG) è un segno distintivo utilizzato su prodotti che hanno una specifica origine geografica e che possiedono qualità o reputazione dovute a tale origine. L'accordo UE-Cina fornirà pertanto un'importante protezione dei diritti di proprietà intellettuale dei prodotti, tutelandoli dalla traduzione, dalla trascrizione o dalla traslitterazione e dall'uso delle indicazioni geografiche protette accompagnate da espressioni come "tipo", "stile", "imitazione" o simili nei confronti di un prodotto non originario.

Come in altri accordi, tuttavia, le indicazioni geografiche coesisteranno con i legittimi marchi anteriori, di cui la stragrande maggioranza appartiene comunque a proprietari europei.

Perché le IG sono importanti?

Le IG hanno anche dimostrato di essere un utile strumento di marketing, contribuendo a garantire entrate più elevate e più stabili ai produttori.

Secondo uno studio commissionato dalla Commissione nel 2013, infatti, un prodotto di indicazione geografica in media è venduto a oltre il doppio del prezzo di un prodotto analogo ma senza IG. 

Dato non da poco, soprattutto se associato ai trend di crescita del mercato cinese per i prodotti europei food&beverage. 

L’accordo, quindi, andrà a beneficio dei produttori europei e dovrebbe dare impulso alle aree rurali in cui vengono realizzati questi prodotti.

Le IG italiane che saranno protette in Cina

Sul lato europeo si tratta di 100 IG, tra cui 26 IG italiane. Tra queste trovano posto i salumi, come i prosciutti San Daniele e Parma e la bresaola della Valtellina. 

Molti i formaggi, sia freschi che stagionati, incluso il Gorgonzola, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. E ancora la Mozzarella di Bufala Campana, il Pecorino Romano, il Taleggio e l’Asiago.

Infine non mancano gli alcolici, come i grandi rossi della tradizione italiana tra cui il Chianti, il Barolo e il Brunello di Montalcino, solo per citarne alcuni, ma anche il Prosecco - Conegliano Valdobbiadene, il Dolcetto d’Alba o il Franciacorta.

Mauro Alfonso - AD SIMEST, strategie e incentivi per internazionalizzazione ed export

> Consulta il testo dell'accordo UE Cina

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.