Dl Rilancio: come richiedere bonus edicole e credito d'imposta per servizi digitali

decreto rilancioAd ottobre scattano i termini per richiedere il bonus una tantum edicole e il credito d'imposta per i servizi digitali, previsti dal decreto Rilancio. Ecco le istruzioni per accedere ai benefici.

Nel decreto Rilancio fondi per cultura e sport, novita' per il bonus pubblicita'

In questi giorni la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato i DPCM che stabiliscono le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione delle domande per l’accesso al bonus una tantum edicole e al credito di imposta per i servizi digitali.

I decreti sono in corso di registrazione presso gli organi di controllo.

> Credito imposta edicole 2020: come e quando richiederlo

Bonus una tantum edicole, come richiederlo

Il decreto Rilancio ha introdotto un contributo una tantum fino a 500 euro per le persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, a titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti per lo svolgimento dell’attività durante l'emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19.

Sono requisiti di ammissione al beneficio:

  • l’esercizio dell’attività di rivendita esclusiva di giornali e riviste, con l’indicazione nel registro delle imprese del codice di classificazione ATECO 47.62.10, quale codice di attività primario, con sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo. L'attività può essere esercitata da persona fisica in forma di impresa individuale, ovvero da persona fisica quale socio titolare dell’attività nell’ambito di società di persone;
  • non essere titolare di redditi da lavoro dipendente o redditi da pensione.

I soggetti che intendono accedere al contributo presentano apposita domanda, per via telematica, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel periodo compreso tra il 1° ed il 30 ottobre 2020.

Acquisite le domande, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede a formare l’elenco dei soggetti ai quali è riconosciuto il contributo, con l’importo a ciascuno spettante, nel limite massimo di 500 euro.

Credito d'imposta per servizi digitali, come e quando presentare domanda

In base al decreto Rilancio, alle imprese editrici di quotidiani e periodici è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta per l’acquisizione di servizi digitali nel limite di spesa complessivo di 8 milioni di euro.

Sono requisiti di ammissione al credito d’imposta:

  • la sede legale nello spazio economico europeo;
  • la residenza fiscale ai fini della tassabilità in Italia ovvero la presenza di una stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici;
  • l’attribuzione del codice di classificazione ATECO “58 ATTIVITA’ EDITORIALI”: 58.13 (edizione di quotidiani); 58.14 (edizione di riviste e periodici); 
  • l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC), istituito presso l’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione;
  • l’impiego di almeno un dipendente a tempo indeterminato. 

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 30% della spesa effettiva sostenuta, nell’anno 2019, per i una serie di servizi digitali:

  • acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale;
  • information technology di gestione della connettività.

Le imprese editrici di quotidiani e periodici che intendono accedere al beneficio presentano la relativa domanda, per via telematica, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, tra il 20 ottobre ed il 20 novembre 2020.

Entro il 31 dicembre, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede a formare l’elenco dei soggetti ammissibili, con il relativo importo spettante per ciascuno.

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