Programma per la qualita’ dell’abitare: firmato il decreto per l’erogazione dei fondi

Programma innovativo per la qualità dell'abitareSi avvicina il momento in cui Comuni e Regioni potranno usare gli 853 milioni di euro del Programma per la qualità dell’abitare. I ministri De Micheli, Gualtieri e Franceschini hanno infatti firmato il decreto con le procedure per la presentazione delle proposte. Al centro degli interventi ci sono le periferie e i servizi.

Legge bilancio 2020: Programma per la qualita’ dell’abitare

Si scaldano i motori per l’avvio di una nuova stagione di interventi di riqualificazione delle citta italiane. 

Dopo l’ok di agosto da parte della Conferenza unificata, infatti, ieri è stato firmato il decreto MIT-MEF-MIBACT che dà l’avvio alla corsa di Comuni e Regioni per accaparrarsi le risorse del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, con cui migliorare la vita delle nostre città, a cominciare dalle periferie.

Che cos’è il Programma innovativo per la qualità dell’abitare?

Con una dotazione di 853 milioni di euro, il Programma mira a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale, in un’ottica di consumo “zero” del suolo.

Il Programma è stato previsto nella Legge di bilancio 2020 che, con gli oltre 850 milioni, mira anche a rigenerare il tessuto socio-economico, così come a incrementare l'accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, al fine di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini. 

A chi vanno i fondi?

Gli 853 milioni di euro saranno attribuiti, tramite un bando, alle Regioni e ai Comuni con più di 60mila abitanti. Saranno quindi loro i soggetti attuatori degli interventi che verranno selezionati.

Ogni Regione ed ogni Comune potrà presentare al massimo tre proposte progettuali. Quelle che saranno selezionate, potranno ricevere un massimo di 15 milioni di euro ciascuna.

Verrà assicurato il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna Regione di appartenenza del soggetto proponente e il 34% delle risorse complessive sarà prioritariamente destinato a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno.

Possibili anche altre risorse, incluse quelle del Recovery Fund

A quelle previste in finanziaria, potrebbero andarsi ad aggiungere anche altre risorse.

Si parla anzitutto di 100 milioni di euro da destinare alle cosiddette proposte ‘Pilota’, progetti cioè ad alto impatto strategico sul territorio nazionale. 

A questi nuovi fondi, più, potrebbe sommarsi anche un’ulteriore quota di risorse proveniente dal Recovery Fund, laddove gli interventi di riqualificazione rispondano anche alle indicazioni europee e nazionali, relativamente all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda.

Recovery Fund: quando, come e per cosa l'Italia spendera' i fondi UE? 

I contenuti delle proposte di Comuni e Regioni

In attesa di avere in mano il decreto, si sa già che le proposte di Comuni e Regioni saranno valutate in base a cinque linee di azione:

  • La riqualificazione e la riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, anche con un suo incremento;
  • La rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati, anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico;
  • Il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali; 
  • La rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione;
  • L’individuazione e l’utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

La presentazione dei progetti

L’invio delle proposte avverrà in due fasi: 

  • Fase 1: in un primo momento i Comuni e le regioni dovranno trasmettere una proposta complessiva preliminare, indicante la strategia nel suo complesso e l’insieme di interventi che saranno attuati per raggiungere le finalità prescritte. Le proposte preliminari saranno esaminate dall’Alta Commissione, l’organo previsto dalla legge di bilancio per la selezione dei progetti da finanziare 
  • Fase 2: nelle seconda fase, invece, i Comuni e le Regioni ammessi dovranno inviare la proposta complessiva finale.

Le tempistiche

Una volta che il decreto sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale, le proposte preliminari dovranno essere inviate entro 120 giorni di tempo. L'obiettivo, infatti, è quello di avere un parco progetti entro la fine dell’anno, in modo da marciare celermente verso l'apertura dei cantieri.

E proprio per questo dal MIT fanno sapere che l’erogazione degli acconti della Fase 1 dovrebbe avvenire entro la prossima primavera.

ANCI, Piano Citta’-Italia: i Comuni chiedono 20 miliardi del Recovery fund

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.