Opere abusive: da oggi le domande per accedere al Fondo per demolirle

Fondo demolizione abusi edilizi: Photocredit: M. Brandt da Pixabay Da oggi i Comuni possono richiedere i fondi per demolire le opere abusive presenti sul proprio territorio. A disposizione ci sono 10 milioni di euro. Garantita la demolizione di almeno un abuso edilizio in ogni regione. 

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I Comuni italiani hanno un mese di tempo per fare domanda di accesso al Fondo per la demolizione delle opere abusive, creato dalla Legge di bilancio 2018 per sostenere le amministrazioni comunali nella lotta all’abusivismo edilizio. 

Dal 21 settembre e fino al 21 ottobre, infatti, resterà aperto l’apposito portale del MIT per l’invio online delle richieste di contributo.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 19 agosto scorso del decreto del MIT con i criteri di utilizzazione del Fondo, adesso il Ministero ha reso noti i termini per l'invio delle domande, l'ultimo tassello per rendere del tutto operativa la misura.

Che tipo di abusi edilizi saranno demoliti?

Nel mirino dei Comuni entreranno tutte quelle opere o quegli immobili realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e per i quali è stato adottato un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione, non eseguito nei termini stabiliti.

La priorità sarà data a quegli abusi che riguardano edifici o ampliamenti edilizi con volumetrie pari o superiori a 450 m³ insistenti sulle seguenti aree: 

  • aree demaniali o di proprietà di altri enti pubblici; 
  • aree a rischio idrogeologico; 
  • aree sismiche con categoria di sottosuolo A, B, C, D; 
  • aree sottoposte a tutela; 
  • aree sottoposte a tutela delle aree naturali protette, appartenenti alla Rete natura 2000.

Il contributo

Grazie ai 10 milioni del Fondo, quindi, i Comuni avranno maggiori risorse per la lotta all'abusivismo edilizio

Il contributo, infatti, coprirà il 50% del costo di demolizione, incluse anche le spese tecniche e amministrative, nonché quelle connesse alla rimozione delle macerie.

Come visto, il decreto assicura che la ripartizione delle risorse sarà effettuata in modo da assicurare la realizzazione di almeno un intervento di demolizione in ciascuna regione, individuato a partire dalla maggiore volumetria. In caso di interventi di pari cubatura, la palla passa ai Comuni che infatti dovranno indicare l'ordine prioritario delle opere.

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La presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate dal 21 settembre al 21 ottobre 2020 attraverso il sistema informatico del MIT. Per essere ammesse, le domande dovranno contenere anche l'attestazione del 50% della copertura finanziaria dell’intervento proposto da parte dei Comuni.

L’elenco dei progetti ammessi sarà comunicato entro tre mesi dal termine per la presentazione delle domande, attraverso un decreto del MIT.

Due anni per completare la demolizione

Per quanto riguarda le tempistiche per l'esecuzione della demolizione dell’abuso edilizio, una volta assegnato il contributo i Comuni avranno 12 mesi per affidare i lavori e stipulare il contratto con l’impresa che effettuerà la demolizione.

Quanto alla conclusione degli interventi, gli abusi dovranno essere demoliti entro 24 mesi dall'assegnazione del contributo.

Se i Comuni non rispetteranno le singole tempistiche, il contributo sarà revocato. 

Infine, per quanto concerne il trasferimento delle risorse dal MIT ai Comuni, sono previste due tranche. Il 50% dell’importo, infatti, sarà versato nelle casse comunali a seguito dell'assegnazione del contributo. Il restante 50%, invece, andrà a saldo sulla base della rendicontazione delle spese effettivamente sostenute per l'esecuzione  dell'intero intervento e previa presentazione del certificato di ultimazione dei lavori e di regolare esecuzione.

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Photocredit: M. Brandt da Pixabay 

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