Entrate: i chiarimenti sul tax credit beni strumentali

Transizione 4.0L'Agenzia delle Entrate fa chiarezza sul credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, che ha riunito e trasformato super e iper ammortamento. 

Cosa prevede il Piano transizione 4.0

Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è una delle misure previste dal Piano Transizione 4.0, che mobiliterà 7 miliardi di euro per avviare da qui al 2022 la nuova politica industriale del Paese.

Cos'è il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

La Manovra 2020 ha cambiato forma agli incentivi per chi investe in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, sostituendo super e iper ammortamento con un nuovo credito d’imposta “misurato” in base alla tipologia dei beni agevolabili.

Lo sconto fiscale riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 ovvero fino al 30 giugno 2021 a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. L'ammontare del credito d'imposta varia in relazione alla tipologia di investimenti: beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati,  beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, altri beni strumentali materiali.

> Per approfondire: Come funziona il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali

I chiarimenti del Fisco sul tax credit beni strumentali

Ammissibile anche il Comune senza Ires

Nella risposta n. 389-2020 l'Agenzia delle Entrate - interpellata da un Comune nella sua attività di produzione e distribuzione di energia elettrica - fa chiarezza sull'ammissibilità al credito d'imposta dei contribuenti non soggetti all’imposta sul reddito delle società.

L’Agenzia ricorda che, in relazione ai soggetti che possono fruire dell'incentivo, il comma 186 della legge di Bilancio 2020, riconosce come beneficiarie tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, Dlgs 231/2001) e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal Dlgs 14-2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

L’ampia formulazione letterale del comma 186 della Manovra 2020, che individua chi può e anche chi non può accedere all’agevolazione, non escludendo specificamente i contribuenti non soggetti a Ires ai sensi dell'articolo 74, comma 1 del Tuir, ammette automaticamente al beneficio il Comune istante, che intende fruirne in relazione agli investimenti in beni strumentali nuovi che effettuerà nel 2020 nell'ambito della sua attività di produzione e distribuzione di energia elettrica. Un’attività di impresa non soggetta all’imposta sul reddito delle società e rilevante ai fini Iva in quanto commerciale.

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