Recovery plan: MIUR, investire i fondi UE per una scuola sicura e digitale

Recovery plan scuolaSicurezza degli edifici scolastici, apprendimento permanente, classi digitali e innovative sono le priorità individuate per l’utilizzo del Recovery Fund dalla ministra per l’istruzione Lucia Azzolina e dal ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi durante due audizioni presso la commissione Cultura della Camera.

Recovery Fund: le linee guida del Governo per utilizzare i fondi europei 

Scuola: interventi per l’edilizia scolastica e l’innovazione

Secondo la ministra Azzolina le risorse del Recovery fund dovranno essere utilizzate per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione in Italia, allo scopo di favorire il diritto allo studio – anche nella sua dimensione internazionale – e di migliorare le infrastrutture scolastiche.

Il MIUR ha pertanto individuato due macro-temi relativi al capitolo istruzione nell’ambito del Recovery plan italiano: edilizia scolastica e innovazione.

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La scuola deve essere prima di tutto sicura, ha ribadito la ministra, ricordando che “negli ultimi mesi, sono stati riavviati importanti stanziamenti che ora vanno sicuramente potenziati e fatti confluire in un Piano pluriennale complessivo di efficientamento e ammodernamento degli edifici scolastici. Questo piano deve contemplare anche nuove costruzioni, realizzate secondo principi di innovazione didattica, oltre che di sostenibilità energetica e ambientale".

Sul fronte dell’innovazione, l’obiettivo del Governo è la transizione digitale della scuola attraverso una serie di misure: la trasformazione delle aule in ambienti innovativi per l’apprendimento, con strumenti all’avanguardia; la creazione di 2.700 Digital labs - uno per ogni scuola secondaria di secondo grado – per la formazione del personale e degli studenti; la digitalizzazione dei sistemi informatici delle banche dati e delle strutture amministrative dell’istituzione scolastica.

Per rafforzare le competenze digitali il MIUR propone anche uno specifico programma per la formazione di dirigenti scolastici, docenti e ATA, insieme ad una piattaforma nazionale per le digital skills.

Infine, per garantire l’inclusione scolastica, il Ministero suggerisce di sviluppare una piattaforma ad hoc rivolta agli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.

Università e ricerca: puntare su giovani e apprendimento permanente

Anche Manfredi nella sua audizione si è soffermato sulla necessità di investire le risorse del Recovery fund per la riqualificazione dell’edilizia universitaria, con attenzione all’efficienza energetica e alle infrastrutture digitali per la didattica a distanza.

Il ministro ha poi proposto una serie di interventi per rafforzare il sistema italiano della ricerca, in linea con i bisogni del mondo produttivo, puntando sui giovani e sulla formazione avanzata, potenziando la ricerca di filiera, i percorsi di formazione superiore, le lauree professionalizzanti – soprattutto nelle aree meno sviluppate del paese – e i percorsi di dottorato nelle imprese e PA.

Le risorse del Recovery Fund dovrebbero essere utilizzate anche per ampliare le politiche di life long learning in Italia, allo scopo di formare i cittadini inattivi e favorire la mobilità nel mondo del lavoro.

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