Infrastrutture sociali: 75 milioni all’anno ai Comuni del Sud

Fondo infrastrutture sociali Comuni del SudIn Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto che ripartisce i 75 milioni di euro annui (per il triennio 2020-2023) previsti dal Fondo infrastrutture sociali per i Comuni del Sud. Per il 2020 le città meridionali hanno 9 mesi di tempo per aprire i cantieri, pena la revoca delle risorse.

Infrastrutture sociali: 300 milioni per i Comuni del Sud

Sulla Gazzetta ufficiale del 2 ottobre è stato pubblicato il decreto del presidente del consiglio del 17 luglio 2020 che assegna ai Comuni del Sud 75 milioni di euro all’anno dal 2020 al 2023, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per la realizzazione di infrastrutture sociali.

Via libera, quindi, alla messa in campo di nuovi interventi e manutenzioni straordinarie su tutta una serie di infrastrutture come: scuole, strutture e residenze sanitarie, edilizia sociale, beni culturali, impianti sportivi, arredo urbano, verde pubblico e altri ambiti della vita sociale.

A chi vanno i fondi e come sono stati ripartiti?

A beneficiare delle risorse saranno i Comuni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I fondi saranno versati direttamente nelle casse di queste amministrazioni locali del Mezzogiorno, privilegiando le città medie e piccole.

La ripartizione degli importi è determinata anzitutto tramite il criterio che assicura “un'incidenza del contributo decrescente rispetto alla dimensione demografica degli enti”.

Pertanto, per allocare le risorse, il decreto ha stabilito 10 fasce demografiche a cui corrispondono determinati importi.  Di queste, le prime quattro riguardano i “piccoli comuni” per i quali, al fine di assicurare comunque un contributo di una certa consistenza, saranno assegnati minimo 8 mila euro nel caso gli abitanti siano meno di 500.

Riparto Fondo amministrazioni centrali

Decontribuzione Sud: Provenzano, task force per finanziare proroga con fondi UE

Quando devono partire i cantieri?

Il Comune beneficiario del contributo pluriennale è tenuto ad iniziare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro: 

  • nove mesi dalla data di emanazione del decreto per i contributi riferiti all’anno 2020
  • Il 30 settembre di ciascun anno di assegnazione per i contributi riferiti agli esercizi 2021, 2022 e 2023. 

Nel caso dei contributi per il 2020, in caso di ritardi causati dal Covid-19, i Comuni potranno chiedere tre mesi di tempo in più.

L’erogazione dei fondi ai Comuni

Le risorse arriveranno nelle casse comunali con le seguenti modalità: 

  • Una prima quota pari al 50%, sarà versata previa attestazione della avvenuta aggiudicazione dei lavori; 
  • La seconda quota (fino al 40%) arriverà, invece, sulla base dei costi realizzati;
  • Infine la quota a saldo sarà erogata previa trasmissione del certificato di collaudo, ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori. 

Nel caso di risparmi derivanti da eventuali ribassi d’asta, essi potranno essere utilizzati per finanziare ulteriori infrastrutture sociali da parte dei medesimi Comuni.

Piano Sud 2030: investimenti, infrastrutture, innovazione e giovani

> Consulta il decreto del 17 luglio 2020

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.