Digital services act: PE chiede regole piu' severe per i big del web

Digital services actL'Europarlamento ha approvato in plenaria una serie di misure per rinnovare la legislazione europea sui servizi digitali, chiedendo alla Commissione UE di fare chiarezza sulla sua proposta per il Digital services act, che introdurrà regole più stringenti per i giganti del web, i cosiddetti gatekeeper.

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A cosa serve il Digital services act?

Proposto dalla Commissione UE nell'ambito del pacchetto sul digitale, il Digital services act (DSA) - atteso per la fine dell'anno - andrà a svecchiare il quadro normativo dell'UE sui servizi digitali, fermo alla direttiva 2000/31/CE sull'e-commerce, assicurando che le norme europee siano adeguate all'era digitale.

In particolare, il nuovo set di norme si articolerà su due pilastri: uno sulla sicurezza degli utenti che utilizzano i servizi digitali, l'altro sulle responsabilità delle piattaforme online. Nel primo pilastro dovrebbero rientrare gli obblighi giuridici per assicurare un sistema moderno di cooperazione destinato a supervisionare le attività delle piattaforme online; il secondo pilastro, invece, dovrebbe definire una serie di regole ex ante per le big tech - ad esempio Google, Amazon, Facebook ecc - che operano sul mercato come gatekeeper, ossia come aziende dominanti.

Attraverso queste norme la Commissione UE intende, da un lato, arginare il potere di mercato dei gatekeeper, dall'altro, stimolare la libera concorrenza tra operatori di servizi digitali, nuovi ed esistenti, affinché i consumatori abbiano ampia scelta e il Single Market rimanga competitivo ed aperto alle innovazioni.

Le proposte dell'Europarlamento

Nella plenaria di ottobre l'Europarlamento ha approvato due relazioni d’iniziativa legislativa in cui chiede alla Commissione europea di risolvere le attuali lacune normative relative all'ambiente online nel DSA.

Internet più sicuro per i consumatori

Secondo il Parlamento europeo il principio che "ciò che è illegale offline lo è anche online", così come la protezione dei consumatori e la sicurezza degli utenti, dovrebbero diventare i principi guida della normativa sui servizi digitali.

I servizi e le piattaforme di intermediazione online devono migliorare la loro capacità di individuare e rimuovere le dichiarazioni false e contrastare gli operatori commerciali disonesti, ad esempio chi vende falsi dispositivi medici o prodotti pericolosi, come accaduto durante la pandemia di COVID-19.

I deputati hanno proposto anche l'introduzione di un nuovo principio “conosci il tuo cliente” (Know Your Business Customer), affinché le piattaforme possano controllare e bloccare le società fraudolente che utilizzano i loro servizi per vendere prodotti e contenuti illegali e non sicuri.

Inoltre, servono norme specifiche per prevenire i fallimenti del mercato (anziché limitarsi a porvi rimedio) causati dalle grandi piattaforme, al fine di aprire i mercati a nuovi attori, tra cui PMI e start-up.

Rendere gli utenti meno dipendenti dagli algoritmi

Gli eurodeputati intendono garantire agli utenti un maggiore controllo sul contenuto cui sono esposti online, consentendo loro di disattivare la selezione automatica dei contenuti, e renderli meno dipendenti dagli algoritmi.

La pubblicità mirata deve essere regolamentata in modo più severo a favore di forme di pubblicità meno invasive e contestualizzate che richiedono quantità minori di dati e non dipendono da una precedente interazione degli utenti con i contenuti. L'Europarlamento invita inoltre la Commissione a valutare le opzioni per regolamentare la pubblicità mirata, compresa un'eliminazione graduale che sfoci in un divieto.

Il DSA, poi, dovrebbe prevedere, dove possibile, il diritto di usare i servizi digitali in modo anonimo. Infine, per garantire il rispetto delle nuove regole, la Commissione UE dovrebbe valutare la possibilità di istituire un'entità europea incaricata del monitoraggio e di irrogare sanzioni.

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