Settimana UE per l’equità di genere: i bandi 2020 per le donne

Bandi donne 2020In occasione della 1° Settimana europea sull'uguaglianza di genere, ecco una rassegna sui bandi 2020 per le donne, tra contributi all’imprenditoria femminile, contrasto alla violenza di genere e sostegno alla conciliazione vita-lavoro.

Pari opportunita’: tavoli bilaterali e nuovi fondi a tutela delle donne

A 25 anni di distanza dalla Dichiarazione di Pechino sull'uguaglianza di genere in cui l’ONU ha individuato le aree in cui si annidano i principali ostacoli al miglioramento della condizione femminile, la parità di genere in Europa (e in Italia) è ancora lontana dall’essere raggiunta. 

I numeri della disparità tra uomini e donne, tra vecchi problemi e nuovi causati dal Covid

In base agli utlimi dati in pssesso della Commissione, infatti, in Europa le donne continuano a percepire salari inferiori in media del 16% rispetto a quelli degli uomini. A questi numeri si sommano quelli sulla presenza delle donne nel mondo imprenditoriale (solo il 6,3% delle posizioni di amministratore delegato nelle principali società quotate dell'UE è ricoperto da donne) e in politica (solo il 30,5% degli incarichi ministeriali è attribuito a donne e in genere si tratta di portafogli meno prioritari dal punto di vista politico).

A questi dati “strutturali” e su cui, in questi anni, i passi in avanti sono stati lenti, purtroppo si stanno andando a sommare le conseguenze negative causate dal Covid. Uno dei primi gridi di allarme sul tema è stato lanciato in estate da Unioncamere che segnalava come la pandemia stesse frenando maggiormente le imprese rosa. 

Al report delle Camere di commercio si aggiunge ora quello della Caritas che nel rapporto del 17 ottobre sottolinea come tra i “nuovi poveri” siano finite soprattutto le donne (oltre a giovani e famiglie). Nel 2020, infatti, il 54,4% del nuovo profilo delle persone che si sono rivolte alla Caritas è costituito da donne.

Unioncamere: la pandemia frena di più le imprese rosa

Le cause della disparità tra uomini e donne hanno radici profonde e diverse tra loro. “Tra le ragioni principali del tasso ridotto di donne lavoratrici - scriveva la Camera in un dossier di marzo - figura la necessità di prestare assistenza ai bambini e agli anziani”. 

A questi fattori si somma una strisciante cultura maschilista che attraversa diversi ambiti della vita del Paese, oltre al fenomeno della violenza di genere, che nelle sue manifestazioni più estreme continua a mietere vittime ogni anno.

Si tratta, pertanto, di problemi differenti a cui Stato e Regioni stanno cercando di dare una risposta con diversi strumenti. Si va dai bandi a sostegno della partecipazione femminile al mondo del lavoro, alle misure a sostegno delle donne vittime di violenza.

I bandi 2020 per l’imprenditoria femminile

Tra i principali avvisi del 2020 per sostenere il lavoro delle donne e lo sviluppo di imprese femminili figura sicuramente il bando Donne in campo da 15 milioni di euro, con cui il Ministero dell'agricoltura (MIPAAFT) eroga finanziamenti agevolati a sostegno delle imprenditrici agricole.

Oltre al bando del MIPAAFT, ci sono poi due misure attive da un po' di anni. Il primo è il Programma Smart and start gestito da Invitalia, che sostiene la nascita e lo sviluppo delle startup innovative e che, nel caso di domande presentate da donne, prevede agevolazioni più elevate.

A questi interventi, si aggiunge la sezione speciale per le imprese femminili del Fondo di garanzia PMI, che facilita l'accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso un sostegno in garanzia per la contrazione di finanziamenti. Con l'intervento del Fondo, l'impresa non riceve quindi un contributo in denaro, bensì si assicura la reale possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

La domanda può essere presentata solo dalle imprese femminili, intendendo per tali le micro, piccole e medie imprese con le seguenti caratteristiche:

  • Società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
  • Società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai ⅔ a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne; 
  • Imprese individuali gestite da donne.

I contributi 2020 per la conciliazione vita-lavoro

Nel 2016 quasi l’80% delle donne che si sono dimesse erano madri di età compresa tra i 26 e i 45 anni e il 40% ha dichiarato di aver preso questa decisione a causa delle difficoltà connesse alla conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari. Per questo, anche se potenzialmente rivolti a tutti i lavoratori, i bandi per la conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro sono destinati generalmente alle donne, che svolgono in prevalenza i compiti di cura di bambini, anziani e familiari non autosufficienti.

Diverso approccio per la regione Puglia, che nel 2020, proprio per incoraggiare la condivisione dei carichi familiari, ha attivato un Fondo per il sostegno alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro e ha pubblicato un avviso per l’adozione di Piani di Innovazione Family friendly nelle PMI, entrambi rivolti sia ai lavoratori che alle lavoratrici. 

A livello nazionale, la Manovra 2020 ha previsto un pacchetto di interventi a sostegno della famiglia dove trova posto anche il contributo per gli asili nido che è stato raddoppiato, arrivando a 3mila euro. Una misura che dovrebbe venir rifinanziata anche nella prossima finanziaria.

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Bandi a sostegno delle donne vittime di violenza

Se si parla di questioni di genere, infine, non può mancare il triste capitolo della violenza sulle donne. A livello nazionale, tra le varie misure anche di carattere normativo, si segnalano gli sgravi fiscali per chi assume una donna che è stata vittima di violenza.

A luglio, inoltre, sono stati pubblicati i criteri per accedere a fondi a sostegno degli orfani a causa di crimini domestici e di reati di genere. Risorse con cui gli orfani potranno fruire di borse di studio e della gratuità (totale o parziale) della frequenza presso convitti, educandati o altre istituzioni educative. 

A livello regionale, invece, attualmente sono aperti alcuni bandi. Nel Lazio, ad esempio, c’è il contributo di libertà per le donne vittime di violenza, con cui vengono sostenute le spese necessarie al percorso di riconquista dell’autonomia. Fino a fine anno resta aperto anche un altro bando che eroga un buono vacanza per le donne vittime di violenza, per garantire loro delle attività ricreative che le aiutino ad uscire fuori dai momenti conflittuali vissuti.

La Sicilia e la Liguria, invece, hanno varato alcune misure a sostegno dei centri antiviolenza che in questi mesi hanno assistito anche ad un aumento delle spese in relazione alla pandemia. In particolare si tratta del quarto avviso pubblico per l’istituzione di nuovi Centri Antiviolenza in Liguria e del bando della Sicilia per l’erogazione di contributi per la gestione di nuovi servizi delle case di accoglienza per affrontare l’emergenza Coronavirus.

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