Legge di Bilancio 2021: agevolazioni Resto al Sud fino a 55 anni

Resto al Sud - Photo credit: Foto di Jared Rendell da Pixabay Dopo il restyling operato con il decreto Rilancio, la Manovra 2021 ha portato a 55 anni il limite di età per accedere a Resto al Sud. Finanziamenti e contributi a fondo perduto potranno quindi sostenere nuovi progetti di autoimprenditorialità, dalle iniziative di workers buyout alle imprese femminili avviate da donne che, dopo aver messo da parte la dimensione lavorativa per esigenze familiari, sono pronte a rimettersi in gioco.

Incentivi alle imprese, come cambia Resto al Sud

Con l'innalzamento del limite di età da 45 a 55 anni, Resto al Sud va oltre la vocazione originaria di strumento a supporto dell'autoimprenditorialità giovanile e si propone come una vera e propria misura anticrisi, accessibile anche ad una delle categorie più danneggiate dalla crisi del Covid-19: i cinquantenni che hanno perso il posto di lavoro, o rischiano di perderlo nei prossimi mesi, e che per l'età avanzata incontrano maggiori ostacoli nella ricerca di un nuovo impiego.

Tramite Resto al Sud, spiega Invitalia, le lavoratrici e i lavoratori in difficoltà potranno reinvestire le esperienze e le competenze che hanno maturato nel corso della loro vita professionale in progetti di impresa di qualità.

Per lo strumento agevolativo si aprono infatti nuovi scenari di intervento: dalle imprese rigenerate delle iniziative di workers buyout, cioè i progetti che vedono gli ex dipendenti di un'azienda associarsi per per creare una nuova impresa a partire da quella entrata in crisi, alle imprese femminili avviate da donne che si riappropriano della dimensione lavorativa dopo averla messa da parte per esigenze familiari. E ancora, dalle nuove attività imprenditoriali avviate da ex dirigenti in esubero ma ancora lontani dal maturare i requisiti per il pensionamento, alle realtà incentrate sullo scambio inter-generazionale, che si basano sulle competenze di chi conosce il mestiere e della spinta innovativa dei giovani che vogliono apprenderlo e svilupparlo.

Resto al Sud, cosa finanzia

Il regime di aiuto a sostegno dell'autoimprenditorialità Resto al Sud, inizialmente riservato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni e residenti o disponibili a stabilirsi nelle Regioni del Mezzogiorno e alle neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori, è stato successivamente allargato ai soggetti di età inferiore ai 46 anni e ai liberi professionisti, sempre residenti o pronti a trasferirsi nelle Regioni target dell'iniziativa, e alle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). Con la manovra 2021 il target si è allargato ulteriormente, fino a un'età massima di 55 anni.

La misura copre il 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, in parte in forma di finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI e in parte mediante un contributo a fondo perduto, salito nell'ultima versione del regime di aiuto dal 35% al 50% della spesa ammessa.

A queste agevolazioni il decreto Rilancio ha aggiunto un ulteriore sostegno per i soggetti già beneficiari di Resto al Sud che hanno completato il programma di spesa oggetto del finanziamento. Si tratta di un contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante, pari a 15mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale e a 10mila euro per ciascun socio.

In totale, il finanziamento erogato dalla misura può arrivare fino a 200mila euro, nel caso di società composte da quattro soci.

Cosa c'è nel dl Rilancio per il Mezzogiorno

Resto al Sud, oltre 7mila progetti approvati da Invitalia

Nel suo primo anno di operatività, tra il 2018 e il 2019, Resto al Sud ha raccolto 16.218 adesioni e finanziato 2.177 proposte per un totale di oltre 20mila nuovi posti di lavoro, investimenti per 145 milioni di euro e 68 milioni agevolazioni concesse.

Le modiche introdotte nel contesto della pandemia hanno migliorato l'attrattività dello strumento che già nel bimestre agosto-settembre ha visto un incremento delle domande dell’85% su base annua. Tendenza confermata a ottobre con 891 nuove domande presentate, anche grazie alle partnership attivate da Invitalia con vari soggetti territoriali – dalla Fondazione con il Sud alle università - impegnati ad accompagnare i processi di sviluppo locale e di allargamento della base imprenditoriale delle Regioni del Mezzogiorno. Il record assoluto si è registrato a dicembre 2020, con 1.059 progetti presentati.

In base ai dati aggiornati a gennaio 2021 forniti da Invitalia, le domande di agevolazioni ricevute sono 18.130, mentre sono 18.516 se si contano quelle in fase avanzata di compilazione sulla piattaforma informatica, per un totale di 590 milioni di euro di agevolazioni richieste. I prestiti già concessi alle imprese dalle banche partner dell’intervento ammontano a 208 milioni di euro, mentre le erogazioni già effettuate sono pari a 257 milioni di euro.

Sono invece 7.035 i progetti di startup o di sviluppo d’impresa approvati, per 481 milioni di euro di investimenti attivati, con una ricaduta lavorativa pari a 26.600 nuovi occupati. 15.500 i nuovi imprenditori che hanno avviato l'attività grazie a Resto al Sud, con un 41% di imprese beneficiarie a titolarità femminile.

Resto al Sud - finanziamenti a oltre 2mila nuove imprese

Il credito d'imposta del bando Resto in Sicilia

In questi numeri rientrano anche circa 800 neo imprese siciliane, destinatarie di un'ulteriore agevolazione. Con la misura Resto in Sicilia, ha spiegato infatti il vicepresidente e assessore all’economia, Gaetano Armao, l'amministrazione ha messo a disposizione dei beneficiari degli incentivi Resto al Sud risorse aggiuntive per 4,7 milioni di euro, di cui 1 milione di euro per l'anno 2020, 1,7 milioni di euro per l'anno 2021 e 2 milioni di euro per il 2022.

Lo stanziamento è destinato alla concessione di un credito d’imposta, parametrato ad alcune voci di imposte di spettanza della Regione, quali l’addizionale regionale IRPEF, la tassa automobilistica per gli automezzi di proprietà immatricolati in Sicilia e strettamente necessari al ciclo o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti e l’imposta di registro, ipotecaria e catastale e di bollo per l’acquisto di beni immobili ricadenti nel territorio regionale connessi allo svolgimento dell’attività.

Il tax credit può essere richiesto dal 15 al 31 dicembre 2020 per l’anno in corso e dal 15 al 31 maggio negli anni successivi ed è utilizzabile in compensazione con il modello di pagamento F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Consulta il testo della legge di Bilancio 2021 - Legge n. 178-2020 in Gazzetta ufficiale

Photo credit: Foto di Jared Rendell da Pixabay 

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.