Distribuzione vaccino, Arcuri: la farà Pfizer. Con Regioni studiamo punti consegna

Distribuzione vaccino anti covidLa distribuzione del vaccino Covid a -70° sarà fatta direttamente dalla Pfizer. A dirlo il Commissario Arcuri che annuncia anche l’apertura di un tavolo con le Regioni per individuare i punti di conservazione (forse qualche centinaio) in tutta Italia.

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Si inizia a fare chiarezza sul piano logistico nazionale per la distribuzione del vaccino Covid che è stato acquistato da Bruxelles dall’azienda americana Pfizer e che richiede una distribuzione e conservazione a 70° sotto zero, per assicurare l’efficacia.

Un catena del freddo estrema, tanto che la scorsa settimana il mondo della logistica italiana aveva lanciato un grido di allarme sul pericolo di non riuscire a distribuire il vaccino, una volta disponibile. 

La distribuzione sarà fatta da Pfizer. Al lavoro per individuare i punti di consegna

A tranquillizzare gli animi ci ha pensato l’AD di Invitalia e Commissario all'emergenza Covid, Domenico Arcuri, intervenendo il 18 novembre a “Porta a Porta”.

Arcuri ha infatti comunicato che la distribuzione del vaccino in tutta Europa - e quindi anche nel nostro Paese - sarà effettuata direttamente dalla Pfizer.

All’Italia spetta invece il compito di individuare i centri di distribuzione, in collaborazione con le Regioni. Un attività che il Governo ha già avviato e che dovrebbe portare a breve a condividere dei “punti ideali di conservazione del vaccino”, dove sarà portato direttamente dalla Pfizer.

Parlare di quanti saranno questi punti di conservazione è ancora prematuro. I numeri infatti potrebbero variare da molte decine, fino a qualche centinaio, fa sapere Arcuri. Molto dipenderà anche dalle categorie di cittadini che saranno incluse nella prima ondata di vaccinazione. Parliamo di 1 milione e 700 mila persone che dovranno essere vaccinate due volte. Pertanto, anche in funzione delle fasce di popolazione che saranno individuate, sarà decisa l’articolazione del piano logistico per la sua distribuzione.

Parliamo in ogni caso di luoghi in cui si potrà assicurare una modalità di somministrazione che garantistica lo stesso livello di efficienza ed efficacia del vaccino uscito dalla fabbrica. Questo significa che la somministrazione dovrà essere rapida e massiccia. Il che richiederà l’impiego di un'importante quantità di personale medico, da dislocare in luoghi adatti a sostenere tale concentrazione e che si stanno stabilendo, appunto, con le Regioni.

I problemi per la distribuzione del vaccino anti-Covid

L’allarme sulla difficoltà logistica per la distribuzione del vaccino Pfizer era stato lanciato l’11 novembre dal mondo della logistica. A differenza di altri vaccini, infatti, quello della Pfizer deve essere conservato ad una temperatura costante di -70° per evitare che si deteriori.

Una catena del freddo estrema “che oggi nessuno è in grado di poter garantire”, aveva infatti affermato il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè. Da lì la richiesta al Governo di aprire subito un tavolo per individuare soluzioni adatte ad assicurare la vaccinazione, subito supportato anche dal resto della logistica italiana, a cominciare da Confetra.

“Il problema logistico - aveva del resto spiegato all’agenzia Dire Giovanni Costantini, cargo manager di Sea a Malpensa - non è all’arrivo in aeroporto, ma nel trasporto. Se la temperatura a cui le dosi devono essere conservate è infatti di circa 70° sottozero, servono container speciali che al momento però nessuno possiede,  tranne (forse) la Pfizer stessa”, aveva infatti illustrato Costantini - .

Per questo, aveva concluso Costantini, la palla non è tanto in mano agli aeroporti, “ma alla Pfizer e agli spedizionieri”, dato che “saranno loro, probabilmente, i responsabili per la fornitura di strutture speciali in grado di preservare le dosi”. 

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Il vaccino Pfizer viene acquistato dall’UE

Quello della Pfizer potrebbe essere il primo vaccino contro il Covid a diventare presto disponibile e che dà i risultati migliori. Tanto che se tutto va come deve andare, a inizio 2021 in tutta Europa potrebbe partire la prima ondata di vaccinazioni.

Per assicurare uniformità e uguaglianza in tutta l’UE, nonché prezzi più bassi di acquisito, il contratto con la Pfizer è stato siglato direttamente da Bruxelles. Sul tavolo ci sono fino a 300 milioni di dosi, di cui al nostro Paese dovrebbero spettarne 27 milioni con cui vaccinare 13,5 milioni di italiani (la vaccinazione va fatta due volte). Ma le dosi potrebbero anche aumentare, se alcuni paesi UE decidessero di rinunciare alla propria quota.

Quello con la Pfizer è il quarto contratto firmato dall’Unione europea, dopo quelli con AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson. “Ne arriveranno altri” ha però fatto sapere la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, all’indomani dell’annuncio del contratto con la Pfizer. “Abbiamo bisogno - ha infatti spiegato la numero uno della Commissione - di un ampio portafoglio di vaccini basati su diverse tecnologie”.

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