Edilizia pubblica: in arrivo 219 milioni dal MIT. Sono i fondi del 1978

Fondi per l'edilizia residenziale sociale - rigenerazione urbanaIl MIT ha sbloccato 219 milioni per interventi di edilizia residenziale sociale. Si tratta di fondi fermi da oltre 40 anni e che adesso, invece, potranno essere usati da 17 Regioni. Restano fuori Campania e Umbria che non hanno presentato progetti.

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Il 17 dicembre il Ministero delle infrastrutture e trasporti (MIT) ha incassato il via libera dalla Conferenza delle Regioni sul decreto interministeriale che erogherà a 17 Regioni, 219 milioni di euro per progetti di edilizia residenziale sociale.

Si tratta di fondi che erano stati stanziati nel 1978 e che giacevano inutilizzati nel capitolo “ex Gescal” di Cassa depositi e prestiti.

Risorse antiche, insomma, a cui però il MIT assegna un volto assolutamente moderno, destinandole a interventi di rigenerazione urbana in chiave green e a consumo zero di suolo per interventi di edilizia residenziale sociale.

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Quali interventi saranno finanziati

"Con queste risorse sarà possibile realizzare interventi strutturali che serviranno a riqualificare e riorganizzare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, ma anche a rendere maggiormente funzionali aree, spazi e immobili pubblici, e a migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi e delle infrastrutture urbane", ha spiegato la ministra Paola De Micheli.

Sono stati infatti selezionati progetti di rigenerazione urbana capaci di garantire un alto livello di efficientamento energetico e per i quali è stata accertata la fattibilità tecnica ed economica.

Parliamo in tutto di 44 interventi, suddivisi tra 17 Regioni. Si tratta dei progetti presentati dalle amministrazioni regionali (su proposte provenienti, a loro volta, dagli enti locali) tra la fine del 2019 e la primavera 2020 e che il MIT ha ritenuto finanziabili.

Rimangono escluse la Campania e l’Umbria che nonostante “specifiche note di sollecito”, si legge nel decreto, non hanno inviato progetti. Il ministero però lascia aperta una porta anche a queste due regioni, segnalando che “si potrà procedere successivamente con un distinto provvedimento”, fermo restando quanto già deciso per gli altri interventi. Fuori anche le province autonome di Trento e Bolzano che non potevano pescare su questo fondo.

Una volta riqualificati, gli immobili potranno essere assegnati ai cittadini con due modalità:

  • Contratto di locazione permanente con canone sociale, se finanziati al 100%. 
  • Contratto di locazione a canone agevolato con patto di futura vendita.

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Tempi larghi per l’attuazione

I soggetti attuatori degli interventi sono i Comuni o le società pubbliche che gestiscono questo tipo di patrimonio edilizio. Gli stessi soggetti, insomma, da cui nei mesi passati sono materialmente partite le proposte di interventi da finanziare, che sono state poi presentate al MIT da ciascuna Regione.

Nei prossimi passaggi, quindi, si prevede un coordinamento tra questi tre livelli: locale, regionale e statale.

Anche per questo i tempi di realizzazione degli interventi non sono brevissimi. I soggetti attuatori comunicheranno infatti entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto in GURI, il Codice Unico di Progetto (CUP) alla Regione e al MIT.

Sempre dalla data di pubblicazione in GURI, invece, le Regioni avranno 240 giorni di tempo (oppure entro 360 giorni nel caso serva un concorso di progettazione) per comunicare al MIT e al MEF:

  • Le modalità e i tempi attuativi degli interventi, desunti dal progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato; 
  • La data di avvio delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori; 
  • Il quadro temporale di trasferimento delle risorse statali.

> Consulta il decreto interministeriale

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