In arrivo i contributi a fondo perduto per moda, tessile e accessori

Industria tessile - Photo credit: Foto di Mircea Ploscar da Pixabay In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico che spiega come ottenere i finanziamenti previsti dal dl Rilancio per le piccole imprese dell’industria del fashion.

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A disposizione ci sono 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per progetti innovativi, ispirati ai principi dell’economia circolare o che sfruttano le nuove tecnologie digitali. Tra i criteri di valutazione anche la promozione di giovani talenti.

I contributi a fondo perduto per moda e tessile nel decreto Rilancio

I contributi a fondo perduto a sostegno del settore del fashion sono stati previsti dall'art. 38 bis del decreto Rilancio, insieme al credito d’imposta del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino.

In base al decreto attuativo, i finanziamenti potranno coprire fino al 50% delle spese per la realizzazione di progetti finalizzati:

  • alla realizzazione di nuovi elementi di design;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
  • alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali;
  • al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili, in linea con i principi dell’economia circolare.

Gli investimenti, da avviare presso sedi operative ubicate in Italia, successivamente alla data di presentazione della domanda di aiuto, devono essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Le spese ammissibili, che vanno dall'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, all'acquisizione di brevetti, fino alla formazione del personale, devono essere comprese tra un minimo di 50mila e un massimo di 200mila euro.

L'importo dell'aiuto, quindi, può arrivare a un massimo di 100mila euro.

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Chi può partecipare al bando del MISE

Le agevolazioni possono essere richieste solo da imprese di piccola dimensione, non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione.

Tali imprese devono risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni, svolgere in Italia una o più delle attività economiche classificate dai codici ATECO elencati nel decreto del MISE, essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi e non avere ancora distribuito utili.

Il provvedimento specifica inoltre che, oltre alle imprese che non erano in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, sono ammesse alle agevolazioni anche quelle che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021.

Domande a Invitalia

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, fino all'esaurimento dei 5 milioni di euro stanziati dal dl Rilancio. I termini e le modalità di presentazione delle domande a Invitalia, cui il Ministero ha affidato la gestione del regime di aiuto, saranno stabiliti con un provvedimento del del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MISE.

Invitalia valuterà le domande in ordine di arrivo sulla base di criteri che riguardano le competenze tecniche, organizzative e gestionali dell’impresa proponente, la chiarezza e la qualità della proposta progettuale e la sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Un punteggio ulteriore sarà riconosciuto sulla base dell'incidenza sull'organico aziendale di giovani di età non superiore a 35 anni, compresi gli eventuali soci della società.

Le imprese ammesse riceveranno le agevolazioni in non più di due quote, in relazione alle spese effettivamente sostenute, sul conto corrente indicato nella richiesta di erogazione.

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Photo credit: Foto di Mircea Ploscar da Pixabay 

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