Via libera di Bruxelles a 63 milioni di aiuti alle fiere

Aiuti di stato per le fiereIeri l’UE ha dato l’ok ai 63 milioni di euro di aiuti stanziati per le fiere e che ci consentono “di rifondere fino a 10 milioni di costi fissi, sostenuti da enti e organizzatori fieristici, che non sono stati coperti da utili, assicurazioni o altre tipologie d’aiuto nell’ultimo anno”, ha chiarito la Farnesina.

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Buone notizie per le fiere e gli organizzatori fieristici, tra i soggetti più colpiti dalla pandemia. Il 16 marzo, infatti, la Commissione europea ha approvato il regime di aiuti italiano da 63 milioni di euro che va a coprire i costi fissi delle aziende attive nel settore fieristico colpite dalla crisi economica causata dal Covid. Il regime è stato approvato nell'ambito del regime temporaneo per gli aiuti di Stato e assumerà la forma di sovvenzioni dirette.

Nel commentare la notizia arrivata da Bruxelles, il ministro degli esteri Luigi di Maio ha ricordato che questi fondi “si aggiungono ai quasi 100 milioni già destinati, tramite il fondo 394 gestito da SIMEST, alla patrimonializzazione di 43 enti fieristici e organizzatori di fiere”

Il regime di aiuto da 63 milioni per le fiere

Come ha riassunto bene l’ANSA, “l'aiuto sarà concesso alle società a responsabilità limitata che gestiscono aree fieristiche e agli organizzatori di eventi fieristici che continuano a registrare un calo del fatturato di almeno il 30% a causa del coronavirus tra marzo 2020 e febbraio 2021, rispetto allo stesso periodo di riferimento dell'anno 2019.

Lo scopo del regime è mitigare le difficoltà economiche e le carenze di liquidità che i beneficiari stanno affrontando in seguito della sospensione o riduzione della loro attività imprenditoriale a causa della pandemia e delle restrizioni. Per Bruxelles il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo: l'aiuto non supererà i 10 milioni di euro per beneficiario e sarà concesso entro il 31 dicembre 2021”.

Nuovi finanziamenti SIMEST alle fiere per il sostegno alla patrimonializzazione

Per aiutare le fiere bisogna superare lo scoglio “de minimis”

Quello fieristico è stato senza dubbio uno dei settori più flagellati dalla pandemia. Secondo i dati CERVED, infatti, nel 2020 il fatturato è sceso dell’80%, passando da 1 miliardo a 200 milioni di euro. 

Davanti alla necessità di aiuti urgenti e immediati, il presidente dell'Associazione Esposizioni e Fiere italiane (AEFI), Maurizio Danese, ha spiegato ormai da mesi che uno dei nodi principali da sciogliere è il “de minimis” che impone il tetto di 1,8 milioni di euro di aiuti erogabili. Troppo poco, soprattutto per i grandi player fieristici italiani come Bologna, Milano, Rimini e Verona che hanno subito perdite per centinaia di milioni di euro.

La richiesta al governo italiano è dunque quella di fare come la Germania. Berlino, spiega infatti l’AEFI, “ha dimostrato che è possibile superare il ‘de minimis’, in ragione di quanto contenuto nel Trattato stesso relativamente agli ‘eventi eccezionali’ quali appunto la pandemia”.

Una soluzione che permetterà alla “Germania di stanziare entro giugno sussidi per 642 milioni di euro ai propri organizzatori fieristici” e che potrebbe causare all’Italia il rischio di assistere alla vendita di alcuni dei propri gioielli fieristici stremati da un anno di crisi e senza analoghi strumenti di sostegno. Un danno non solo per le aziende e i lavoratori direttamente coinvolti, ma anche per il “Sistema Italia” dell’internazionalizzazione, dato che per le fiere passa parte dell’export italiano.

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