Bilancio UE: Parlamento pronto a vie legali per difendere stato di diritto

Plenaria - Foto di Jan Van De Vel © European Union 2021 - Source : EPCon una risoluzione approvata in plenaria, gli eurodeputati si sono detti pronti a deferire la Commissione UE alla Corte di giustizia europea se ritarderà ulteriormente l'applicazione della condizionalità di bilancio basata sullo stato di diritto.

Stato di diritto: come funziona il meccanismo di protezione del bilancio UE

Si tratta del meccanismo che permette di sospendere i fondi europei in caso di violazioni dello stato di diritto da parte degli Stati membri, fortemente voluto dagli eurodeputati e osteggiato da Ungheria e Polonia che, nel tentativo di ottenerne lo stralcio, hanno tenuto in stallo per settimane il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27.

Eurodeputati pronti a portare in tribunale la Commissione UE

La risoluzione, approvata dall'Aula con 529 voti favorevoli, 148 contrari e 10 astensioni, fa seguito al dibattito tenuto dalla plenaria l'11 marzo scorso, durante il quale gli europarlamentari hanno ricordato alla Commissione che il regolamento che disciplina il meccanismo di condizionalità dello stato di diritto è già in vigore dal 1° gennaio 2021 e che le sue disposizioni sono giuridicamente vincolanti, a differenza della posizione adottata dal Consiglio europeo per chiudere l'accordo sul bilancio UE.

Il compromesso concordato dai paesi UE con la presidenza tedesca subordina infatti l'avvio di eventuali procedure sanzionatorie da parte della Commissione europea all'adozione delle linee guida per l'applicazione del meccanismo di condizionalità che però, sempre in base all'accordo in Consiglio, non possono essere redatte qualora uno Stato membro presenti un ricorso di annullamento in relazione al regolamento alla Corte di giustizia europea. Cosa che Polonia e Ungheria hanno fatto immediatamente per bloccare qualsiasi tentativo di sanzione nei loro confronti.

Per approfondire: Cosa prevede l'accordo sul Bilancio UE 2021-27

Per i Parlamento europeo però, dal momento che questi paletti non figurano nel testo del regolamento concordato dai negoziati di PE e Consiglio, la posizione adottata dal Consiglio europeo non ha alcun effetto giuridico e le azioni legali in corso presso la Corte di giustizia dell'Unione europea non hanno alcun effetto sospensivo.

L'applicazione del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto non può essere subordinata all'adozione degli orientamenti attualmente in preparazione da parte della Commissione, precisano gli eurodeputati, secondo cui, qualora l'Esecutivo UE ritenesse comunque necessarie tali linee guida, queste dovrebbero essere adottate comunque entro il 1º giugno 2021.

In caso di ulteriori ritardi nell'applicazione del meccanismo e nell'attuazione di tutte le misure necessarie per difendere gli interessi finanziari e i valori dell'Unione, il Parlamento è pronto ad utilizzare lo spazio di manovra previsto dall'articolo 265 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea per intraprendere un'azione legale contro la Commissione.

La norma del TFUE stabilisce infatti che, “qualora, in violazione dei trattati, il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio, la Commissione o la Banca centrale europea si astengano dal pronunciarsi, gli Stati membri e le altre istituzioni dell'Unione possono adire la Corte di giustizia dell'Unione europea per far constatare tale violazione”.

Il meccanismo, sottolinea infine la risoluzione del PE, dovrebbe essere applicato anche alle risorse del pacchetto per la ripresa Next Generation EU.

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