Pacchetto di emergenza Covid di Horizon Europe: le call per la ricerca sulle varianti

Call pacchetto emergenza Covid di Horizon Europe: Foto di RF._.studio da PexelsCondivisione dei dati, infrastrutture della ricerca, vaccini e terapie e, infine, creazione di reti. Sono questi i topic delle 4 call da 123 milioni che fanno parte del Pacchetto di emergenza sul Covid di Horizon Europe, lanciato oggi dall’UE.

I prossimi bandi del work programme Health di Horizon Europe

Nonostante l’arrivo dei vaccini, le varianti del Covid continuano a fare paura. Per questo oggi la Commissione UE ha lanciato un Pacchetto di emergenza da 123 milioni di euro con cui finanziare la ricerca di urgenza sulle varianti del Coronavirus.

I fondi - che provengono dal nuovo programma Horizon Europe - sono ripartiti tra quattro call che si aprono il 12 aprile e si chiudono il 6 maggio.

Oltre a rafforzare le infrastrutture per la condivisione di dati, competenze, risorse e servizi, in linea con il Piano HERA Incubator, i nuovi bandi sosterranno anche lo sviluppo di reti Covid su larga scala internazionale, anche oltre i confini dell'Europa.

Call sulla condivisione dei dati

Con una dotazione di 12 milioni di euro, la prima call del pacchetto di emergenza di Horizon Europe sul Covid risponde alla necessità di consentire a ricercatori ed operatori sanitari di condividere, accedere, analizzare, collegare ed elaborare i dati di ricerca sul Covid.

Purtroppo, infatti, il Covid-19 rimarrà probabilmente una sfida anche oltre l'immediata epidemia. Per questo è fondamentale rafforzare il più possibile la condivisione dei dati di ricerca, in modo da facilitare l'identificazione e il monitoraggio di nuove varianti e non solo. All’interno della call dovrebbe venir finanziato un solo progetto che dovrebbe contribuire al raggiungimento dei seguenti outcomes:

  • La capacità per ricercatori europei e attori della sanità pubblica di archiviare, condividere, accedere, analizzare ed elaborare la ricerca e i dati clinici;
  • La messa a sistema dei dati sulle malattie infettive virali per consentire la condivisione e la combinazione paneuropea e globale di ricerca e dati clinici, catalizzando e accelerando così i progressi della ricerca per combattere la pandemia attuale e prepararsi a future epidemie;
  • Lo sviluppo di strumenti digitali e di analisi dei dati per la preparazione a pandemie e focolai epidemici, compreso: il monitoraggio delle variazioni genomiche di SARS-CoV-2, il collegamento di dati genomici e clinici per supportare l'identificazione tempestiva delle varianti e la successiva caratterizzazione rapida di tali ceppi;
  • Il collegamento di dati e metadati FAIR su SARS-CoV-2 e COVID-19, su altri virus e malattie correlati e sulle conseguenze socioeconomiche, in tutti i campi di ricerca.

La call per le infrastrutture di ricerca

La seconda call finanzia invece le proposte capaci di integrare i servizi di infrastrutture di ricerca per formare un portafoglio completo e inclusivo per sostenere la ricerca in risposta alle epidemie di malattie infettive.

I progetti infatti devono essere in grado di assicurare l’accesso (anche virtuale) e la formazione ai ricercatori per l'utilizzo delle infrastrutture, nonché di migliorare, personalizzare e integrare i servizi forniti. In tale contesto, tra gli outcomes attesi figurano:

  • La disponibilità di un catalogo completo dei servizi presenti nell’infrastruttura, rilevanti per affrontare le epidemie di malattie infettive;
  • L’assemblaggio e la fornitura rapida di servizi personalizzati ed efficienti dell’infrastruttura di ricerca, capaci di rilevare, valutare e contrastare le nuove varianti del Covid.

In questo caso il bando ha una dotazione di 21 milioni di euro, ma come per la prima call, i progetti che verranno finanziati dovrebbero essere solo uno.

Call per vaccini e trattamenti sul Covid

Con una dotazione di 60 milioni di euro, la terza call supporta le attività che consentono di realizzare test su vaccini e terapie sul Covid.

In tale contesto, i progetti dovrebbero assicurare due dei seguenti tre outcome:

  • Arricchimento dell'attuale portafoglio di prodotti profilattici e terapeutici sul Covid, con test clinici sui candidati promettenti;
  • Ulteriore sviluppo di nuovi vaccini o adattamento di quelli esistenti per essere efficaci contro le attuali varianti di SARS-CoV-2;
  • Sviluppo di nuove terapie efficaci contro SARS-CoV-2 per la gestione clinica della malattia Covid-19, così come per la prevenzione della progressione della malattia a malattia grave e ospedalizzazione.

La produzione di vaccini in Italia e in Europa

La call per la creazione di reti Covid internazionali

L’ultima call mira infine a supportare le attività che stanno abilitando o contribuendo allo sviluppo di reti Covid su larga scala in tutto il mondo, anche oltre i confini europei. A tal fine, le proposte nell'ambito di questa call dovrebbero mirare a fornire risultati capaci di raggiungere tutti i seguenti outcomes:

  • A breve termine, contribuire ad una migliore comprensione della circolazione globale delle varianti Covid e delle loro caratteristiche, fornendo raccomandazioni sulle migliori strategie per controllarne la diffusione virale, nonché sulla gestione clinica ottimizzata e il trattamento dei pazienti Covid-19;
  • Sempre a breve termine, il progetto dovrebbe contribuire anche a valutare l'impatto delle varianti sui diversi vaccini e sulle strategie di vaccinazione;
  • A breve / medio / lungo termine, invece, il progetto dovrebbe monitorare l'emergere di nuove varianti, chiarendo l'impatto di diverse varianti sulla trasmissibilità e gravità della malattia Covid, comprese le sequele post-infezione a lungo termine;
  • A lungo termine, la creazione di coorti strategiche regionali e internazionali che possano essere rapidamente orientate alla ricerca sulle malattie infettive emergenti;
  • E infine, sempre a lungo termine, il contributo alle reti regionali e internazionali di preparazione alle pandemie, anche future.

In questo caso la call ha una dotazione di 30 milioni di euro.

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