Ok di Estonia e Irlanda. Solo sei ratifiche per sbloccare il Recovery

Ursula Von der Leyen - Copyright European Union 2021 - Photographer: Jennifer JacquemartIl via libera dei due paesi porta a 21 le ratifiche nazionali della decisione sulle risorse proprie, l'atto che autorizza la Commissione europea a raccogliere sui mercati i 750 miliardi di Next Generation EU. Sono 15, invece, i PNRR finora presentati a Bruxelles.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi: mission, progetti e riforme

Ad annunciare la ratifica della decisione sulla risorse proprie da parte di Estonia e Irlanda un tweet del commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, che ha poi sollecitato i sei paesi mancanti - Austria, Finlandia, Polonia, Paesi Bassi, Romania e Ungheria – ad accelerare il processo per permettere la partenza del Recovery and Resilience Facility, lo strumento di Next Generation EU che finanzia i Piani nazionali di ripresa e resilienza, entro l'estate.

Parallelamente, è partita la valutazione dei 15 Recovery Plan presentati finora a Bruxelles, tra cui quello dell'Italia. Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in audizione presso le commissioni Bilanci e Affari economici del Parlamento UE insieme al commissario all'Economia Paolo Gentiloni, i primi PNRR arriveranno a giugno all'attenzione del Consiglio, che avrà un mese di tempo per approvarli e sbloccare così l'erogazione dei pre-finanziamenti entro luglio. L'occasione potrebbe essere l'Ecofin già programmato per il 18 giugno o un Consiglio straordinario che la presidenza portoghese ha dato disponibilità a convocare per fine mese. 

Il PNRR dell'Italia e gli altri Recovery Plan

I principali contenuti del Piano italiano sono stati anticipati dal ministro dell'economia e delle Finanze Daniele Franco, il 28 aprile, in una dichiarazione congiunta con gli omologhi francese e tedesco, Bruno Le Maire e Olaf Scholz, e con la ministra spagnola degli Affari Economici e della Trasformazione Digitale, Nadia Calviño. Dopo l'ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri, nella giornata del 29 aprile, il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia è stato inviato alla Commissione il 1° maggio.

Attraverso i 191,5 miliardi assegnati all'Italia a titolo del Recovery and resilience facility - di cui 68,9 milioni in forma di sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti - e i circa 30,6 miliardi del Recovery domestico, il Recovery Plan italiano dovrà perseguire i tre obiettivi chiave di Next Generation UE: il superamento della crisi generata dal Covid, lo sviluppo di un'economia più dinamica, competitiva, avanzata a livello tecnologico e inclusiva, la transizione verde e digitale.

Rispettati gli impegni in materia di concentrazione delle risorse previsti a livello UE: alla transizione green, ha spiegato il ministro dell'Economia, va il 40% delle risorse (oltre il target del 37%), mentre alla transizione digitale è destinato il 27% del budget (a fronte di un obiettivo minimo del 20%). Il Recovery italiano punterà a tre obiettivi trasversali a tutte le sei missioni del Piano - riduzione dei divari territoriali tra Nord e Sud del Paese, parità di genere e inclusione dei giovani – e accompagnerà gli investimenti con “ambiziose riforme strutturali”, tra cui il ministro ha citato quelle della PA, della giustizia e degli appalti pubblici.

Quanto agli altri PNRR, finora Bruxelles ha ricevuto:

  • il 22 aprile il PNRR del Portogallo, che vale 16,6 miliardi di euro, di cui 13,9 miliardi in sovvenzioni;
  • il 28 aprile il PNRR della Germania, per un valore di 27,9 miliardi di euro, di cui 25,6 miliardi a titolo del RRF;
  • il 28 aprile il PNRR della Grecia, finanziato tra prestiti e sovvenzioni del Recovery and resilience facility con 30,5 miliardi,
  • il 29 aprile il PNRR della Francia, alimentato con grants del Recovery per un valore di 40,9 miliardi,
  • il 29 aprile il PNRR della Slovacchia, che si basa su sovvenzioni del RRF per un importo di 6,6 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR della Danimarca, che ha richiesto grants per 1,6 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR della Spagna, con sovvenzioni per 69,5 miliardi a titolo del Recovery,
  • il 30 aprile il PNRR della Lettonia, destinataria di sovvenzioni RRF per 1,8 miliardi,
  • il 30 aprile il PNRR del Lussemburgo, che beneficia di grants per 93 mililioni di euro,
  • il 1° maggio il PNRR del Belgio, che ha richiesto al Recovery sovvenzioni per 5,9 miliardi,
  • il 1° maggio il PNRR dell'Austria, per un valore complessivo di 4,5 miliardi,
  • il 1° maggio il PNRR della Slovenia, per un sostegno a titolo del RRF di 2,5 miliardi, di cui 1,8 miliardi in forma di sovvenzioni e 700 milioni in forma di prestiti,
  • il 3 maggio il PNRR della Polonia, che si basa su 23,9 miliardi di sovvenzioni e 12,1 miliardi di prestiti a titolo del Recovery and resilience facility,
  • il 12 maggio il PNRR dell'Ungheria, che ha richiesto al RRF grants per 7,2 miliardi.

La scadenza di fine aprile non era rigorosa, per cui non ci saranno conseguenze per i paesi che hanno richiesto più tempo per presentare i Recovery Plan. La maggior parte dei PNRR sono comunque in via di completamento e dovrebbero essere presentati tutti a Bruxelles al più tardi entro inizio giugno, ha detto Dombrovskis.

Quanto ai Piani già presentati, il vicepresidente della Commissione ha detto di essere soddisfatto dell'equilibrio tra riforme e investimenti e degli impegni relativi agli obiettivi verdi e digitali e in materia di inclusione sociale. Sulla stessa linea il commissario Paolo Gentiloni, secondo cui nei Piani ricevuti non ci sono grandi punti deboli, ma ora si tratta di verificare – oltre al rispetto degli obiettivi UE in materia di clima, transizione digitale, parità di genere, inclusione dei giovani e dei bambini, ecc. - che quanto previsto si concretizzi effettivamente e nel rispetto del cronoprogramma. L'attenzione quindi è rivolta soprattutto a tempistiche, gestione, obiettivi e tappe intermedie, ha detto l'ex premier italiano.

L'Esecutivo UE ha costituito un gruppo di lavoro per la definizione degli atti delegati sullo scoreboard con gli indicatori per la valutazione dei progetti e le verifica delle spese,  che si riunirà il 17 maggio con la partecpazione di osservatori di Parlamento e Consiglio. L'obiettivo di Bruxelles è arrivare all'adozione entro l'autunno.

C'è poi un dibattito, secondo Dombrovskis prematuro, sull'opportunità di rendere permanente il Recovery. “Sappiamo che la struttura è temporanea, ma più successo avremo nella sua implementazione, più spazio ci sarà per una discussione su uno strumento permanente di natura simile", ha detto il vicepresidente dell'Esecutivo UE.

La valutazione di Bruxelles sul Recovery Plan dell'Italia

Nel caso del PNRR dell'Italia già nelle scorse settimane Gentiloni si era detto convinto della possibilità di sbloccare il prefinanziamento prima della pausa estiva. L'attenzione sul Piano italiano, però, non può che essere altissima. L'Italia è il paese destinatario della quota maggiore di risorse, tra grants e loans, nell'ambito del Recovery and Resilience Facility, lo strumento del pacchetto Next Generation EU che finanzia i PNRR. E la capacità di restituire i prestiti di cui tutti gli altri Stati membri si sono fatti garanti dipende dal modo in cui queste risorse verranno spese.

Il Recovery italiano dovrà non solo creare le condizioni per la ripresa dalla pandemia e per agganciare le transizioni verde e digitale al centro dei piani UE e liberare il potenziale di crescita finora bloccato una serie di debolezze strutturali e carenze croniche, ma affrontare da subito quelle debolezze e carenze per la sua stessa riuscita. "Abbiamo un problema che conosciamo benissimo, abbiamo un problema che un piano ben congegnato con obiettivi ambiziosi per ridisegnare l'economia ha bisogno di essere attuato e ha bisogno di un collegamento con procedure difficili e faticose. Uno dei compiti che il Governo avrà davanti è semplificare le procedure e rendere possibile l'attuazione, sarebbe una responsabilità enorme se un'occasione come questa non venisse raccolta per un accumulo di ritardi", ha dichiarato Gentiloni.

Da qui l'insistenza su nodi critici del sistema paese, dalla PA alla giustizia, passando per una serie di riforme settoriali e abilitanti, che la Commissione ha chiesto al Governo di illustrare in dettaglio nel Piano, indicando impegni, tempi, impatti attesi, soprattutto in relazione ai rilievi mossi all'Italia nelle raccomandazioni paese del Semestre europeo.

“Abbiamo voluto che fossero specificati gli impegni a cui sono collegati gli esborsi di denaro. Abbiamo insistito perché il piano fosse più ambizioso”, ha spiegato nei giorni scorsi Gentiloni, commentando la richiesta di Bruxelles di maggiori dettagli sulle riforme economiche. 

Per approfondire: Le riforme nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

L'iter di approvazione dei Recovery Plan

Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) presentati alla Commissione saranno valutati nell'arco di due mesi sulla base degli undici criteri stabiliti nel regolamento del Recovery fund.

Questo sistema di rating permette di giudicare la corrispondenza tra gli investimenti e le riforme individuati nei Piani nazionali e le Raccomandazioni specifiche per paese del Semestre europeo, il contributo al rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza economica, sociale e istituzionale del paese, all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e alle transizioni verde e digitale, cui deve essere dedicato rispettivamente, almeno il 37% e il 20% del budget totale. 

Terminata la valutazione, la Commissione predisporrà per ciascuno Piano un atto legislativo con l'elenco degli interventi previsti e la relativa roadmap e la parola passerà al Consiglio, che avrà quattro settimane di tempo per approvare il Recovery Plan mediante una decisione di esecuzione.

Cosa serve per l'approvazione dei Recovery Plan

Una volta ottenuto il via libera del Consiglio, la Commissione potrà procedere all'erogazione della quota a titolo di prefinanziamento, corrispondente al 13% della dotazione assegnata a ciascun paese.

La ratifica della decisione sulle risorse proprie

Lo sblocco dei pagamenti è subordinato però alla ratifica della decisione sulle risorse proprie (DRP) da parte di tutti gli Stati membri. Oltre a introdurre la nuova imposta sulla plastica e a stabilire una tabella di marcia per una serie di nuove fonti di entrate che saranno definite da qui al 2026, la decisione è infatti essenziale per permettere alla Commissione di raccogliere sui mercati i 750 miliardi di prestiti del pacchetto Next Generation EU

Con l'adozione della DRP i 27 accettano di aumentare il massimale delle risorse proprie, cioè l'importo massimo dei fondi che l'Unione può richiedere agli Stati membri per finanziare le proprie spese, espresso in percentuale del reddito nazionale lordo dell'UE. La differenza tra questo massimale e la spesa effettiva definisce il margine di manovra di bilancio (headroom) che è necessario per sostenere passività addizionali e come garanzia per le attività di assunzione e di erogazione di prestiti dell'Unione.

Con l'ok di Estonia e Irlanda, il processo di ratifica della decisione è stato completato da 21 Stati membri su 27, tra cui l'Italia che l'ha recepita attraverso il Milleproroghe. All'appello mancano quindi sei paesi - Austria, Finlandia, Olanda, Polonia, Romania e Ungheria - su cui ora si appuntano le pressioni a completare il processo e sbloccare così la partenza del Recovery. A breve dovrebbe arrivare il via libera della Finlandia, dove la commissione affari costituzionali del Parlamento ha stabilito che, ai fini dell'approvazione in plenaria dell'atto di ratifica, dovrà essere applicata la maggioranza dei 2/3 dei voti espressi, in virtù del significativo trasferimento di sovranità richiesto.

“In ogni caso - ha sottolineato Dombrovskis - invito tutti a procedere con la ratifica entro il primo giugno", per assicurare che le prime risorse siano disponibili entro l'estate e fare in modo che la ripresa prenda slancio nella seconda metà dell'anno. Per l'Italia dal pre-finanziamento arriverebbero fondi per circa 20 miliardi.

Per approfondire: Cos'è la decisione sulle risorse proprie e perchè è importante per il Recovery

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