Sostegni bis: altri 200 milioni al Fondo per i finanziamenti alle grandi imprese

Finanziamenti imprese - Photo credit: Foto di Free-Photos da Pixabay Tra le novità del dl n. 73-2021 c'è anche il raddoppio della dotazione del Fondo per la concessione di prestiti alle grandi imprese in difficoltà a causa della crisi economica connessa con l'emergenza Covid creato dal primo decreto Sostegni.

Cosa prevede il decreto Sostegni

L'articolo 24 del decreto Sostegni bis prevede infatti il rifinanziamento del Fondo per il sostegno alle grandi imprese, con 200 milioni di euro per l’anno 2021. Risorse che si aggiungono ai 200 milioni già stanziati dal primo decreto Sostegni che ha istituito lo strumento diretto a favorire la continuità operativa delle grandi imprese che si trovano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria.

Il Fondo grandi imprese va ad aggiungersi agli strumenti per la liquidità basati sul ricorso al sistema bancario assistito da garanzie pubbliche e al Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa, istituito nel 2020 dal decreto Rilancio per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese con almeno 250 dipendenti titolari di marchi storici di interesse nazionale.

Come funzionerà il Fondo per i prestiti alle grandi imprese

Criteri, modalità e condizioni per l’accesso all’intervento saranno stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni e comunque previa autorizzazione da parte della Commissione europea.

Il provvedimento, tuttavia, anticipa già che i finanziamenti erogati dal Fondo dovranno essere restituiti nel termine massimo di 5 anni, entro i limiti ed alle condizioni previste dal Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19 (Temporary Framework).

A beneficiare dei finanziamenti saranno le grandi imprese, come individuate ai sensi della vigente normativa dell’Unione europea, quindi quelle con 250 o più dipendenti e con un fatturato superiore a 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni di euro, con esclusione delle imprese del settore bancario finanziario e assicurativo.

I prestiti sono rivolti alle imprese in temporanea difficoltà, cioè che presentano flussi di cassa prospettici inadeguati a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate o che si trovano in situazione di “difficoltà” come definita all’articolo 2, punto 18, del Regolamento UE n. 651/2014, ma che presentano prospettive di ripresa di ripresa dell’attività. Il prestito, quindi, può essere concesso a condizione che si possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza. Non potranno invece accedere agli interventi le imprese che si trovavano già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019.

Al Fondo saranno ammesse anche le imprese in amministrazione straordinaria e in questo caso il prestito potrà essere destinato alla gestione corrente, alla riattivazione ed al completamento di impianti, immobili ed attrezzature industriali, nonché alle altre misure indicate nel programma presentato, con la condizione che i crediti sorti per la restituzione del prestito siano soddisfatti in prededuzione rispetto agli altri.

Per quanto riguarda la gestione del Fondo, la legge di conversione del dl Sostegni prevede il ricorso a organismi in house mediante apposita convenzione con il MISE, stabilendo che gli oneri della convenzione non superino il rimborso delle spese documentate e che i costi di gestione vadano a carico della dotazione del Fondo.

Tutte le misure del decreto Sostegni bis

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