Innovazione - certificazione RTA per agevolare accesso ai finanziamenti

Author: masondan / photo on flickr

RTA sta per Rendimento Tecnologico Aziendale: una certificazione, unica nel suo genere, della capacità innovativa delle imprese

Un'indagine del Mise indica l'innovazione come leva fondamentale di crescita per le PMI.

RTA: cos'è e come funziona

Iniziamo con le definizioni: RTA indica uno standard metodologico di valutazione e valorizzazione dell’innovazione d'impresa. Uno strumento di management, adottato su base volontaria da organizzazioni pubbliche e private che intendono valutare e certificare il proprio costante impegno nell’innovazione.

Ideato e registrato dall’Associazione Italiana per la Cultura del Trasferimento Tecnologico (AICTT), il Rendimento Tecnologico aziendale è stato validato dal Centro di Ricerca per l’Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico (CeRITT) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

In sostanza, lo standard RTA aiuta le imprese a realizzare un sistema di gestione dell'innovazione che sia insieme efficace, consapevole, duraturo ed economicamente sostenibile.

Ciò che rende unica nel suo genere questo tipo di certificazione è il processo di valutazione, che anziché limitarsi a fornire una visione presente del livello d'innovazione dell'azienda, va oltre e presenta un'anteprima della capacità innovativa dell'impresa in prospettiva futura. Ne risulta, dunque, una previsione di come sarà l’azienda analizzata a valle dei processi d’innovazione in atto.

Per dirla con le parole di Stefano De Falco, presidente dell’AICTT e responsabile dell’Ufficio trasferimento tecnologico di Ateneo dell’Università di Napoli Federico II, “il core della certificazione si basa sostanzialmente nel misurare, in maniera dinamica, la sostenibilità dell’innovazione, fattore strategico per il consolidamento, lo sviluppo e la crescita intelligente delle aziende e delle risorse umane”.

Il rendimento tecnologico viene valutato su quattro dimensioni:

  • economia della conoscenza (capacità di convertire l’innovazione in risultati economici);
  • ingegneria della conoscenza (capacità di gestire in maniera virtuosa il capitale intellettuale aziendale, rigenerandolo in un ciclo continuo e permanente);
  • finanza della conoscenza (capacità di convertire il capitale intellettuale in una leva finanziaria);
  • organizzazione della conoscenza.

RTA fornisce quindi un check up aziendale, realizzato utilizzando una short list di valutazione (valutazione RTA FAST), un’autovalutazione, che avviene avvalendosi della check list complessiva del modello RTA (valutazione RTA FULL-PRO) e consente di certificare il proprio rendimento tecnologico inserendo il proprio nominativo tra quelli presenti nei registri dell’AICTT e attestando all’esterno la propria capacità di innovare. Ne risulta uno score che colloca ogni organizzazione esaminata in una determinata classe di rendimento (da G a A+).

Vantaggi per le imprese, anche per l'accesso al credito

RTA può essere adottata come:

  • autoassesment;
  • benchmarking sui competitors diretti o su aree geografiche;
  • assurance verso il committment;
  • assurance nel fundingracing (per i beneficiari);
  • auditing ex ante ed ex post (per gli erogatori);
  • assurance nelle roadmap di internazionalizzazione delle imprese;
  • altri aspetti di marketing e immagine.

Numerosi i vantaggi per le imprese, in primo luogo sul piano economico-finanziario. La certificazione permette infatti di ridurre i costi connessi ai progetti d'innovazione e, al contempo, di aumentare gli utili derivanti da tali progetti.

Inoltre, le imprese possono considerare la certificazione un utile criterio di selezione dei fornitori e dei partner in progetti di innovazione: aspetto, quest'ultimo, che si rivela utile tanto ai selettori (tipicamente enti e grandi aziende), sia alle PMI che ne beneficiano.

Soprattutto, il Rendimento Tecnologico Aziendale può rivelarsi determinante nel facilitare l'accesso al credito: la certificazione consente infatti alle imprese, soprattutto di dimensioni ridotte, di esibire, al momento della richiesta di accesso al credito presso un qualsiasi istituto finanziario, una credenziale valida che attesti la robustezza e l'affidabilità dell'azienda e la sua capacità di elaborare progetti per il futuro.

Anche nell'accesso ai bandi per la concessione di contributi, RTA può rivelarsi determinante, rappresentando un elemento di premialità.

“Oltre a rappresentare un percorso utile alle imprese per migliorare la propria capacità di innovare”, spiega Fabio Di Marino, segretario AICTT, “la certificazione RTA, sulla scorta dell’interesse manifestato dai principali interlocutori, si candida a rappresentare un qualificatore fondamentale sull’asse dell’accesso al credito bancario, soprattutto se finalizzato al finanziamento di progetti di innovazione”.

Infine, vanno considerati i fattori patrimonializzazione e incremento del valore, utili nei rapporti con gli azionisti e in caso di cessione totale o parziale, fitto d’azienda, fusione e joint venture.

Partenza positiva: le aziende in fase di certificazione

L'albo ufficiale delle imprese innovative certificate è attualmente in fase di allestimento. Tuttavia, diverse aziende hanno avviato il processo di certificazione. Fra queste, Ibm Italia, la prima a certificarsi con il punteggio più alto di rendimento tecnologico.

“L’iniziativa di certificare Ibm Italia nasce dalla volontà dello stesso presidente ed amministratore delegato di Ibm Italia Nicola Ciniero, da sempre attento ed aperto alle collaborazioni con il mondo universitario e della ricerca. L’auspicio della Ibm è che anche le PMI, attraverso un profondo percorso d’innovazione, riescano a fregiarsi di questo ambito riconoscimento e ad accreditarsi, quindi, quali partner affidabili per progetti di ricerca ed innovazione”, si legge in una nota.

Fra le PMI che hanno conseguito la certificazione RTA, Mediacom, un’azienda specializzata nell’erogazione di servizi di outsourcing e di consulenza strategica alle imprese.

Indagine Mise: vincono le PMI che innovano

Innovazione, modernizzazione della finanza d'azienda e rafforzamento della proiezione internazionale: queste le tre leve fondamentali per la crescita delle PMI. A dimostrarlo, un'indagine condotta dal Ministero dello Sviluppo economico su un campione rappresentativo di mille piccole e medie imprese 'eccellenti'.

L’indagine è stata svolta nel mese di maggio, selezionando da un universo di circa 61mila imprese, tra i 10 e i 250 addetti e aventi un fatturato tra 2,5 e 50 milioni di euro, mille imprese che rispettavano almeno due dei tre requisiti previsti: avere realizzato nel triennio 2012-2014 spese in R&S, avere un discreto livello di managerialità (presenza di ameno tre manager/quadri), avere realizzato nel 2014 o programmato per il 2015 investimenti innovativi.

Dopo diversi anni di “sciopero degli investimenti” di carattere innovativo, più dell’80% delle imprese analizzate ha indicato di aver realizzato investimenti nel 2014 e di avere intenzione di realizzarli nel corso del 2015.

Inoltre, il 96,7% e il 95,4% delle aziende analizzate, ha dichiarato, rispettivamente per il 2014 e per il 2015, di aver sostenuto o di volere sostenere investimenti innovativi (di prodotto, di processo e di carattere organizzativo). Investimenti che risultano finanziati prevalentemente attraverso autofinanziamento (65,5% del campione) e un elevato indebitamento, soprattutto di medio/lungo periodo, con il sistema bancario. Quasi nullo (0,2%), il ricorso agli strumenti di finanza innovativa, come ad esempio i minibond, e modesto l’utilizzo di agevolazioni pubbliche (7,8%).

Nel contempo, un’elevata quota di imprese (56,3%) segnala di avere svolto attività all’estero nel triennio 2012-2014, mentre è pari al 34,8% è la quota percentuale di fatturato esportato con una punta del 43,5% nella manifattura. Infine, il 38,3% delle imprese ha dichiarato di aver indirizzato le esportazioni verso nuovi mercati: in particolare, l’82% ha puntato sui paesi extra Ue.


Formazione:
 Conoscenza e metodologia del Rendimento Tecnologico Aziendale

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