Servizi finanziari - consultazione pubblica conferma validita' norme Ue

In base ai risultati della consultazione pubblica lanciata da Bruxelles, le regole Ue sui servizi finanziari non hanno bisogno di essere cambiate

servizi finanziari

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La Commissione Ue ha pubblicato i risultati della consultazione pubblica, lanciata nel 2015, volta ad indagare l'effetto cumulativo delle nuove norme di regolamentazione del settore finanziario adottate a seguito della crisi.

Ue, servizi finanziari

In risposta alla crisi finanziaria l'Ue ha intrapreso una revisione completa della normativa in materia di servizi finanziari, con l'adozione di 40 testi legislativi dal 2009. Queste riforme hanno consentito di stabilizzare i mercati, migliorare la capitalizzazione delle banche, ripristinare la fiducia e rendere il sistema finanziario dell'Unione più forte e resiliente.

In questo contesto il Collegio dei commissari ha lanciato il 30 settembre 2015 una consultazione pubblica per valutare l'interazione tra le singole disposizioni e il loro impatto economico complessivo, con l'obiettivo di correggere le conseguenze non volute, le incongruenze e le lacune del quadro normativo. Con la consultazione pubblica, conclusasi il 31 gennaio 2016, sono stati raccolti contributi, sia di cittadini che di organizzazioni, su diversi aspetti della legislazione Ue sui servizi finanziari, dagli ostacoli normativi agli effetti delle diposizioni legislative sulla crescita.

Consultazione pubblica, risultati

Sulla base dei contributi ricevuti attraverso la consultazione, la Commissione Ue ha concluso che, nel complesso, il quadro di regolamentazione dei servizi finanziari nell'Ue non ha bisogno di essere cambiato.

Tuttavia, sono necessarie alcune misure mirate di follow-up volte a perfezionare il quadro, quali:

  • rimozione dei vincoli regolamentari superflui per quanto riguarda il finanziamento dell'economia: oltre al pacchetto per ridurre i rischi del settore bancario, la Commissione Ue propone di attuare le norme affinché le banche siano in grado di finanziare le PMI, assicurando un corretto funzionamento delle attività di finanziamento del commercio nell'Unione. La Commissione rivedrà anche il trattamento prudenziale degli investimenti infrastrutturali e di altri investimenti a lungo termine da parte delle imprese di assicurazione;
  • miglioramento della proporzionalità delle norme: leggi più proporzionate contribuiranno a promuovere la concorrenza e a migliorare la resilienza del sistema finanziario salvaguardandone la diversità e il dinamismo. La Commissione Ue propone di ridurre gli oneri di informativa finanziaria a carico delle banche piccole e non complesse e di rivedere gli obblighi di compensazione e di marginazione del regolamento (UE) n. 648/2012 sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (EMIR) per le società non finanziarie, i fondi pensione e i piccoli istituti finanziari. Il Collegio dei commissari studierà, inoltre, le modalità per migliorare la proporzionalità delle norme senza compromettere il conseguimento degli obiettivi prudenziali in altri settori, quali le assicurazioni e la gestione patrimoniale;
  • riduzione degli oneri regolamentari inutili: le norme dovrebbero conseguire gli obiettivi regolamentari con costi minimi per le imprese ma anche, in ultima istanza, per gli utenti finali e l'intera economia. Tra le altre misure, la Commissione Ue si è impegnata a ridurre gli obblighi di informativa eccessivi e, in futuro, svolgerà un riesame globale su come diminuire gli oneri, senza compromettere gli obiettivi regolamentari;
  • norme più coerenti e orientate al futuro: al fine di colmare le restanti lacune del quadro regolamentare, la Commissione Ue adotterà a breve una proposta per il risanamento e la risoluzione delle controparti centrali (CCP). Per rafforzare la tutela degli investitori e dei consumatori, nel 2017 la Commissione pubblicherà un piano d'azione che definirà misure per sviluppare ulteriormente il mercato unico dei servizi finanziari al dettaglio.

Regolamento EMIR

Il Collegio dei commissari ha pubblicato anche una relazione sul riesame del regolamento EMIR, il regolamento sui derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni. L'obiettivo principale del regolamento è quello di gestire e monitorare i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dai mercati dei derivati.

La relazione, parte integrante del processo che potrebbe modificare il regolamento EMIR all'inizio del 2017, illustra le questioni che le parti interessate hanno individuato relativamente all'attuazione degli obblighi già vigenti e i problemi incontrati nella preparazione degli obblighi di compensazione e di marginazione. Il documento fornisce, inoltre, una sintesi degli ambiti in cui i partecipanti alla consultazione hanno evidenziato la necessità di intervenire per garantire che gli obiettivi del regolamento EMIR siano soddisfatti in modo più proporzionato, efficiente ed efficace.

Per i primi mesi del 2017 è prevista una revisione REFIT (controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione) del regolamento EMIR, al fine di evitare costi e oneri eccessivi per le imprese di piccole dimensioni del settore finanziario, per le società e i fondi pensione, e di semplificare le norme senza mettere a rischio la stabilità finanziaria.

> Communication - Call for Evidence - EU regulatory framework for financial services (testo provvisorio)

> Report under Article 85(1) of Regulation (EU) No 648/2012 of the European Parliament and of the Council of 4 July 2012 on OTC derivatives, central counterparties and trade repositories

Photo credit: Foter.com / CC0

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