Italia Startup Visa – visti per lavoro autonomo in aumento

Italia Startup Visa - Photo credit: Foter.com / CC0Aggiornato il 5 luglio 2018 Dopo un 2017 da record, si conferma il trend di crescita di Italia Startup Visa: al 30 giugno 2018 sono 364 le candidature inviate.

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Sono 364 le candidature inviate al 30 giugno 2018 per il programma Italia Startup Visa

Italia Startup Visa: cos'è

Lanciato il 24 giugno 2014, il programma ha rivoluzionato l’iter standard per la concessione dei visti di ingresso per lavoro autonomo.

Il visto “speciale” è destinato a cittadini stranieri extra-Ue che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa e che dispongono di risorse non inferiori a 50mila euro, provenienti da fondi di venture capital o da altri investitori, da portali per la raccolta di capitali (crowdfunding), da finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri o da una combinazione delle diverse fonti.

Italia Startup Visa - primi visti a imprenditori stranieri

Un comitato tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico valuta la validità delle iniziative di startup, tenendo conto anche di eventuali servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati, e concede il nulla osta che il richiedente deve presentare alla rappresentanza diplomatico-consolare per l'ottenimento del visto di lavoro autonomo startup della durata di un anno.

Nuove linee guida

La procedura e i requisiti del programma sono stati aggiornati con la pubblicazione, il 20 marzo 2018, di una nuova versione delle Linee guida Italia Startup Visa.

Redatte in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero dell’Interno, le Linee guida richiamano la nuova procedura accelerata per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo introdotta dal decreto interministeriale del 30 giugno 2017.

I numeri di Italia Startup Visa

Al 30 giugno 2018 risultano inviate complessivamente 364 domande di candidatura. Di queste, 200 (il 54,9%) hanno avuto esito positivo, risultando nel rilascio di nulla osta per la concessione del visto startup. 135 (il 31,7%) hanno avuto esito negativo, mentre in altri 21 casi la procedura è decaduta senza giungere alla fase di valutazione; altri 8 casi sono in corso di valutazione, in attesa che il candidato trasmetta ulteriore documentazione (6 casi) o che il Comitato tecnico Italia Startup Visa&Hub giunga a una valutazione definitiva (2 casi).

Tutti i finanziamenti per avviare una start-up: venture capital, banche, incubatori

Nel secondo trimestre dell'anno sono state ricevute 23 candidature. Il valore appare in linea con quanto registrato nel trimestre precedente (24), portando il totale del 2018 a quota 47.

Si tratta di un dato nel complesso inferiore a quanto registrato nel corso del 2017 – in cui, a metà anno, il totale delle candidature aveva già toccato quota 90.

Tale diminuzione è interamente spiegata dalla pressoché totale assenza, nel corso degli ultimi sei mesi, di candidature cosiddette per “aggregazione” a startup già esistenti (modalità che verrà illustrata in seguito nel testo): presumibilmente effetto, da un lato, delle più stringenti disposizioni per questa tipologia introdotte con l’ultimo aggiornamento delle linee guida del programma (datato 20 marzo 2018), e, dall’altro, dell’entrata in operatività a inizio 2018 di uno specifico “visto per investitori”, che prevede un canale agevolato per gli investitori in startup innovative.

La grandissima maggioranza delle candidature è stata presentata per via diretta (328), mentre 36 hanno avuto luogo mediante incubatore certificato: 31 con HFarm (Roncade, Treviso), 3 con il Polo Tecnologico di Pordenone, 1 con Working Capital (Roma) e 1 con t2i (sede di Rovigo).

Il profilo dei candidati

L’età media è di 36,9 anni: il più giovane aveva 20 anni al momento della candidatura, il più anziano 65. 228 candidati sono di sesso maschile (67,3%), mentre le donne sono 111 (32,7%).

Tra i settori professionali indicati spiccano ingegneria, informatica, telecomunicazioni, marketing, management e consulenza; alcuni, inoltre, sono fondatori seriali di startup.

129 candidati hanno, come titolo di studio più elevato, una laurea triennale o equivalente; altri 112 sono in possesso di un titolo equipollente alla laurea magistrale italiana. Inoltre, 50 candidati hanno conseguito almeno un titolo post-universitario: 15 sono dottori di ricerca e 35 hanno terminato master post-universitari di altro genere, tra cui 26 master in Business Administration (MBA). 

I detentori di titolo universitario sono quindi 291, l’85,8% del totale dei candidati. Nei restanti casi il richiedente visto è generalmente in possesso di un titolo di scuola superiore o di istruzione professionale.

Limitando l’analisi ai soli candidati che hanno avuto successo, risulta che il 53% di essi hanno un titolo di studio pari o superiore alla laurea magistrale italiana o a un master post-universitario.

La Russia torna a dominare la classifica

Da questo trimestre, il primo paese per numero di candidati al visto startup è la Russia, che al 30 giugno tocca quota 79 (il 23,3% del totale). Viene così sopravanzata la Cina, in testa per gran parte dell’ultimo anno, che resta ferma a quota 76 (22,4%). Rispettivamente, l’82,9% delle candidature di cittadini russi e il 47,7% di quelle di cittadini cinesi hanno ottenuto il nulla osta del Comitato.

Segue in classifica il Pakistan, con 30 candidature, di cui però solo 5 approvate, che questo trimestre supera gli Stati Uniti, con 29 candidature inviate e 19 nulla osta rilasciati.

Gli altri Paesi che superano le dieci candidature sono l’Ucraina, con 21 (16 approvate), l’Iran, con 19 (12 approvate), e l’India, con 16 (5 approvate). Tra gli altri, solo Egitto (6), Brasile e Giappone superano le 5 candidature.

Rispetto al 31 marzo 2018 si segnalano due novità, Messico e Bielorussia.

Bussola puntata su Milano

La meta preferita da detentori di visto startup è la Lombardia: dei 73 che vi si sono stabiliti, ben 52 hanno scelto Milano

Altre regioni con una significativa concentrazione di detentori del visto startup sono Veneto (28), Lazio (27) e Piemonte (10).

Le startup create finora

Finora risultano almeno 26 startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese create ex novo da detentori di visto startup:

  • Appsconda s.r.l.s.;
  • Audaces Europe s.r.l.;
  • Centafarm s.r.l. ; 
  • DCS s.r.l.; 
  • Despina s.r.l.;
  • Finalrentals Group s.r.l.;
  • Generma s.r.l.;
  • Genuine Education Network s.r.l.; 
  • Fueguia s.r.l.;
  • GDO Software s.r.l. ;
  • Gymbag s.r.l.;
  • Indexcode s.r.l.;
  • Ital.io s.r.l.s. ;
  • ItQui s.r.l.; 
  • Jetware s.r.l.; 
  • LabQuattrocento s.r.l.; 
  • Plasmolifting Italia s.r.l.; 
  • Per Vigore s.r.l.;
  • Ptype s.r.l.;
  • Quainted s.r.l.; 
  • Recyclinnova s.r.l.s.; 
  • Routes software s.r.l.; 
  • SCdB s.r.l.;
  • Size4Me s.r.l. ; 
  • Virtual Reality s.r.l. ;
  • World Marketing s.r.l.

19 startup innovative preesistenti hanno registrato l’ingresso di un socio non UE detentore di visto startup (Artemest s.r.l.; Argumented Commerce s.r.l.; Avanix s.r.l.; Connexun s.r.l; EasyRain s.r.l.; Fashion Technology Accelerator s.r.l.; Foodquote s.r.l., Innovaetica s.r.l.; La Comanda s.r.l.; Lookcast s.r.l.; Meno22percento s.r.l.; Mida Più s.r.l.; Nuwa Technologies s.r.l.s.; Portrait Eyewear s.r.l.; Pagita s.r.l.; Pubcoder s.r.l.; Travel Appeal s.r.l.; WalletSaver s.r.l.; Warda s.r.l.). Altri casi sono in fase di evoluzione e gli sviluppi sono monitorati costantemente.

> Italia Startup Visa: secondo rapporto trimestrale 2018

Photo credit: Foter.com / CC0

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