Italia Startup Visa – visti per lavoro autonomo in aumento

Italia Startup Visa - Photo credit: Foter.com / CC0Aggiornato il 9 aprile 2018 Dopo un 2017 da record, si conferma il trend di crescita di Italia Startup Visa: al 31 marzo 2018 sono 341 le candidature inviate.

AngelList – la community di riferimento per startup e investitori

Sono 341 le candidature inviate al 31 marzo 2018 per il programma Italia Startup Visa

Italia Startup Visa: cos'è

Lanciato il 24 giugno 2014, il programma ha rivoluzionato l’iter standard per la concessione dei visti di ingresso per lavoro autonomo.

Il visto “speciale” è destinato a cittadini stranieri extra-Ue che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa e che dispongono di risorse non inferiori a 50mila euro, provenienti da fondi di venture capital o da altri investitori, da portali per la raccolta di capitali (crowdfunding), da finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri o da una combinazione delle diverse fonti.

Italia Startup Visa - primi visti a imprenditori stranieri

Un comitato tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico valuta la validità delle iniziative di startup, tenendo conto anche di eventuali servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati, e concede il nulla osta che il richiedente deve presentare alla rappresentanza diplomatico-consolare per l'ottenimento del visto di lavoro autonomo startup della durata di un anno.

Nuove linee guida

La procedura e i requisiti del programma sono stati aggiornati con la pubblicazione, il 20 marzo 2018, di una nuova versione delle Linee guida Italia Startup Visa.

Redatte in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero dell’Interno, le Linee guida richiamano la nuova procedura accelerata per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo introdotta dal decreto interministeriale del 30 giugno 2017.

I numeri di Italia Startup Visa

Al 31 marzo 2018 risultano inviate complessivamente 341 domande di candidatura. Di queste, 187 (il 54,8%) hanno avuto esito positivo, risultando nel rilascio di nulla osta per la concessione del visto startup. 124 (il 36,4%) hanno avuto esito negativo, mentre in altri 15 casi la procedura è decaduta senza giungere alla fase di valutazione; altri 15 casi sono in corso di valutazione, in attesa che il candidato trasmetta ulteriore documentazione (11 casi) o che il Comitato tecnico Italia Startup Visa&Hub giunga a una valutazione definitiva (4 casi).

Tutti i finanziamenti per avviare una start-up: venture capital, banche, incubatori

Nel primo trimestre dell'anno sono state ricevute 24 candidature. Il valore appare in lieve calo rispetto a quanto registrato nel corso del 2017, in cui le candidature si erano assestate all’incirca sulle 30 per trimestre – con la notevole eccezione delle 61 domande ricevute nei primi tre mesi di quell’anno, che rappresenta ad oggi il trimestre più prolifico per il programma.

Va segnalato però che, considerando solo le candidature finalizzate al lancio di una nuova impresa, e non anche quelle per l’aggregazione a startup italiane già operative (tipologia per cui non è stata ricevuta nessuna candidatura in questo trimestre), il dato del primo trimestre 2018 appare del tutto in linea con quanto registrato nei periodi precedenti.

Il profilo dei candidati

L’età media è di 36,8 anni: il più giovane aveva 20 anni al momento della candidatura, il più anziano 65.

In 58 casi le candidature per il visto startup sono state presentate da team imprenditoriali. 137 candidati hanno dichiarato di avere alle spalle un’esperienza imprenditoriale, contro una maggioranza (168) che risultava in precedenza lavoratore dipendente. Tra i settori professionali indicati spiccano ingegneria, informatica, telecomunicazioni, marketing, management e consulenza; alcuni, inoltre, sono fondatori seriali di startup.

127 candidati hanno, come titolo di studio più elevato, una laurea triennale o equivalente; altri 97 sono in possesso di un titolo equipollente alla laurea magistrale italiana. Inoltre, 47 candidati hanno conseguito almeno un titolo post-universitario: 14 sono dottori di ricerca e 33 hanno terminato master post-universitari di altro genere, tra cui 26 master in Business Administration (MBA). 

Limitando l’analisi ai soli candidati che hanno avuto successo, risulta che il 51,3% di essi hanno un titolo di studio pari o superiore alla laurea magistrale italiana o a un master post-universitario.

Cina e Russia dominano la classifica

A seguito del rapido incremento registrato nel 2017, il Paese più rappresentato resta la Cina: 88 le candidature da parte di cittadini cinesi, il 25,9% del totale.

Al secondo posto la Russia, con 67 candidature (19,6%), che rimane comunque il primo per numero di beneficiari di nulla osta, con un numero di candidature accettate pari a 54 (tasso di approvazione del 80,6%).

Segue in classifica il Pakistan, con 36 candidature, di cui però solo 5 approvate, che questo trimestre supera gli Stati Uniti, con 31 candidature inviate e 19 nulla osta rilasciati.

Gli altri Paesi che superano le dieci candidature sono l’Iran, con 19 (12 approvate), l’Ucraina, con 17 (16 approvate), e l’India, con 15 (5 approvate). Tra gli altri paesi, solo Brasile ed Egitto superano le 4 candidature. 

Rispetto al 31 dicembre 2017 si segnalano due novità, Bolivia e Siria.

Bussola puntata su Milano

La meta preferita da detentori di visto startup è la Lombardia: dei 61 che vi si sono stabiliti, ben 47 hanno scelto Milano

Altre regioni con una significativa concentrazione di detentori del visto startup sono Veneto (27), Lazio (23) e Piemonte (10).

Le startup create finora

Finora risultano almeno 24 startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese create ex novo da detentori di visto startup:

  • Appsconda s.r.l.s.
  • Audaces Europe s.r.l.
  • Centafarm s.r.l.
  • DCS s.r.l.
  • Despina s.r.l.
  • Finalrentals Group s.r.l.
  • Generma s.r.l.
  • Genuine Education Network s.r.l.
  • Fueguia s.r.l.
  • GDO Software s.r.l.
  • Gymbag s.r.l.
  • Indexcode s.r.l.
  • Ital.io s.r.l.s.
  • ItQui s.r.l.
  • Jetware s.r.l.
  • LabQuattrocento s.r.l.
  • Plasmolifting Italia s.r.l.
  • Per Vigore s.r.l.
  • Quainted s.r.l.
  • Recyclinnova s.r.l.s.
  • Routes software s.r.l.
  • SCdB s.r.l.
  • Size4Me s.r.l.
  • World Marketing s.r.l.

19 startup innovative preesistenti hanno registrato l’ingresso di un socio non UE detentore di visto startup (Artemest s.r.l.; Argumented Commerce s.r.l.; Avanix s.r.l.; Connexun s.r.l; EasyRain s.r.l.; Fashion Technology Accelerator s.r.l.; Foodquote s.r.l., Innovaetica s.r.l.; La Comanda s.r.l.; Lookcast s.r.l.; Meno22percento s.r.l.; Mida Più s.r.l.; Nuwa Technologies s.r.l.s.; Portrait Eyewear s.r.l.; Pagita s.r.l.; Pubcoder s.r.l.; Travel Appeal s.r.l.; WalletSaver s.r.l.; Warda s.r.l.). Altri casi sono in fase di evoluzione e gli sviluppi sono monitorati costantemente.

> Italia Startup Visa: primo rapporto trimestrale 2018

Photo credit: Foter.com / CC0

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.