Italia Startup Visa – visti per lavoro autonomo in aumento

Italia Startup Visa - Photo credit: Foter.com / CC0Aggiornato il 21 gennaio 2019 Dopo un 2017 da record, Italia Startup Visa cresce anche nel 2018, anche se a velocità più ridotta: al 31 dicembre sono 419 le candidature inviate.

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Sono 419 le candidature inviate al 31 dicembre 2018 per il programma Italia Startup Visa

Italia Startup Visa: cos'è

Lanciato il 24 giugno 2014, il programma ha rivoluzionato l’iter standard per la concessione dei visti di ingresso per lavoro autonomo.

Il visto “speciale” è destinato a cittadini stranieri extra-Ue che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa e che dispongono di risorse non inferiori a 50mila euro, provenienti da fondi di venture capital o da altri investitori, da portali per la raccolta di capitali (crowdfunding), da finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri o da una combinazione delle diverse fonti.

Italia Startup Visa - primi visti a imprenditori stranieri

Un comitato tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico valuta la validità delle iniziative di startup, tenendo conto anche di eventuali servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati, e concede il nulla osta che il richiedente deve presentare alla rappresentanza diplomatico-consolare per l'ottenimento del visto di lavoro autonomo startup della durata di un anno.

Nuove linee guida

La procedura e i requisiti del programma sono stati aggiornati con la pubblicazione, il 20 marzo 2018, di una nuova versione delle Linee guida Italia Startup Visa.

Redatte in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero dell’Interno, le Linee guida richiamano la nuova procedura accelerata per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo introdotta dal decreto interministeriale del 30 giugno 2017.

I numeri di Italia Startup Visa

Al 31 dicembre 2018 risultano inviate complessivamente 419 domande di candidatura. Di queste, 224 (il 53,5%) hanno avuto esito positivo, risultando nel rilascio di nulla osta per la concessione del visto startup. 150 (il 35,8%) hanno avuto esito negativo, mentre in altri 25 casi la procedura è decaduta senza giungere alla fase di valutazione; altri 20 casi sono in corso di valutazione, in attesa che il candidato trasmetta ulteriore documentazione (11 casi) o che il Comitato tecnico Italia Startup Visa&Hub giunga a una valutazione definitiva (9 casi).

Tutti i finanziamenti per avviare una start-up: venture capital, banche, incubatori

Nel quarto e ultimo trimestre del 2018 sono state ricevute 21 candidature. Il dato è inferiore a quello del trimestre precedente (34 application) ma in linea con quanto osservato nel resto dell’anno.

Anche nel 2018 dunque il programma Italia Startup Visa ha ricevuto più di 100 candidature (102 per la precisione). Il dato è simile a quello osservato nel 2016 (99 application) ma nettamente inferiore a quello del 2017, anno in cui sono state inviate ben 156 domande di visto startup.

Il divario tra il dato 2017 e quello 2018 è spiegato dalla pressoché totale assenza nel corso dell’ultimo anno di candidature per “aggregazione” a startup già esistenti: nel corso del 2017 erano state ricevute ben 58 application riconducibili a questa tipologia, contro le sole 3 degli ultimi 12 mesi.

Il profilo dei candidati

L’età media è di 36,6 anni: il più giovane aveva 18 anni al momento della candidatura, il più anziano 65. 266 candidati sono di sesso maschile (69,1%), mentre le donne sono 119 (30,9%).

Tra i settori professionali indicati spiccano ingegneria, informatica, telecomunicazioni, marketing, management e consulenza; alcuni, inoltre, sono fondatori seriali di startup.

144 candidati hanno, come titolo di studio più elevato, una laurea triennale o equivalente; altri 130 sono in possesso di un titolo equipollente alla laurea magistrale italiana. Inoltre, 58 candidati hanno conseguito almeno un titolo post-universitario: 16 sono dottori di ricerca e 42 hanno terminato master post-universitari di altro genere, tra cui 31 master in Business Administration (MBA). 

I detentori di titolo universitario sono quindi  332, l’86,2% del totale dei candidati. Nei restanti casi il richiedente visto è generalmente in possesso di un titolo di scuola superiore o di istruzione professionale.

Limitando l’analisi ai soli candidati che hanno avuto successo, risulta che il 55,4% di essi hanno un titolo di studio pari o superiore alla laurea magistrale italiana o a un master post-universitario.

La Russia torna a dominare la classifica

Da questo trimestre, il primo paese per numero di candidati al visto startup è la Russia, che a fine 2018 tocca quota 89 (il 23% del totale). Segue la Cina, in testa per gran parte dell’ultimo anno, che resta ferma a quota 80 (20,8%). Rispettivamente, il 79,7% delle candidature di cittadini russi e il 49,4% di quelle di cittadini cinesi hanno ottenuto il nulla osta del Comitato.

Seguono in classifica il Pakistan, con 34 candidature, di cui però solo 5 approvate, e gli Stati Uniti, con 32 candidature inviate e 23 nulla osta rilasciati.

Gli altri Paesi che superano le dieci candidature sono Iran (27), Ucraina (22), India (20).

Bussola puntata su Milano

La meta preferita da detentori di visto startup è la Lombardia: degli 85 che vi si sono stabiliti, ben 63 hanno scelto Milano

Altre regioni con una significativa concentrazione di detentori del visto startup sono Veneto (31), Lazio (27) e Piemonte (15).

Le startup create finora

Finora risultano almeno 32 startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese create ex novo da detentori di visto startup:

  • Appsconda s.r.l.s.
  • Audaces Europe s.r.l.
  • Centafarm s.r.l.
  • DCS s.r.l.
  • Despina s.r.l.
  • DevKit s.r.l. 
  • Extremum s.r.l.
  • Finalrentals Group s.r.l.
  • Generma s.r.l.
  • GenuineEducationNetwork s.r.l.
  • Fueguia s.r.l.
  • GDO Software s.r.l.
  • Gymbag s.r.l.
  • Indexcode s.r.l.
  • Ital.io s.r.l.s.
  • ItQui s.r.l. 
  • Jetware s.r.l.
  • LabQuattrocento s.r.l.
  • Lanp s.r.l.
  • Plasmolifting Italia s.r.l.
  • Per Vigore s.r.l.
  • Ptype s.r.l.
  • Quainted s.r.l.
  • Recyclinnova s.r.l.s.
  • Routes software s.r.l.
  • SCdB s.r.l.
  • Size4Me s.r.l.
  • SMETRO Europe s.r.l.
  • TreeTalk s.r.l. 
  • Viagea s.r.l.
  • Virtual Reality s.r.l.
  • World Marketing s.r.l

19 startup innovative preesistenti hanno registrato l’ingresso di un socio non UE detentore di visto startup (Artemest s.r.l.; Argumented Commerce s.r.l.; Avanix s.r.l.; Connexun s.r.l; EasyRain s.r.l.; Fashion Technology Accelerator s.r.l.; Foodquote s.r.l., Innovaetica s.r.l.; La Comanda s.r.l.; Lookcast s.r.l.; Meno22percento s.r.l.; Mida Più s.r.l.; Nuwa Technologies s.r.l.s.; Portrait Eyewear s.r.l.; Pagita s.r.l.; Pubcoder s.r.l.; Travel Appeal s.r.l.; WalletSaver s.r.l.; Warda s.r.l.). Altri casi sono in fase di evoluzione e gli sviluppi sono monitorati costantemente.

> Italia Startup Visa: quarto rapporto trimestrale 2018

Photo credit: Foter.com / CC0

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