Intelligenza artificiale - MISE, proposte per strategia italiana

Strategia italiana intelligenza artificialeFinanza, Internet of Things, trasporti, pubblica amministrazione e cultura sono alcune delle aree prioritarie di investimento individuate dal gruppo di esperti sull'intelligenza artificiale del MISE nell'ambito delle proposte per la strategia italiana dedicata all'IA.

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Il gruppo di esperti, su incarico del Ministero per lo Sviluppo economico, ha redatto un documento di oltre 80 pagine in cui raccoglie riflessioni e raccomandazioni per promuovere un uso etico e sostenibile dell'intelligenza artificiale.

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I pilastri della strategia italiana per l'IA

La strategia italiana per l'intelligenza artificiale si concentra sui temi legati all’educazione, alle competenze e all’apprendimento permanente, con l'obiettivo di rendere competitiva e rilevante l’Italia nel contesto europeo e globale. 

Da qui l'importanza di investire nello sviluppo non solo delle competenze digitali, ma anche di quelle cognitive e socio-comportamentali avanzate, affinché si accresca il capitale umano con effetti positivi sia sulla produttività che sulla capacità di affrontare le nuove sfide poste dal progresso, anche tecnologico.

Riprendendo l'approccio antropocentrico all’IA adottato dalla Commissione UE, gli esperti del MISE propongono una serie di interventi per tutelare l’individuo in quanto consumatore e utente:

  • contrastare la concentrazione dei dati nelle mani di poche aziende private;
  • garantire sanzioni adeguate, enforcement e risarcimento per le vittime danneggiate da pratiche di decisione automatizzata che comportano effetti discriminatori e/o illegali;
  • contrastare efficacemente le nuove forme di pubblicità potenzialmente ingannevole e altre pratiche commerciali scorrette che l’intelligenza artificiale rende possibili.

Al di là delle nuove competenze, occorre che il Governo italiano si ponga il problema dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. Per questo si raccomanda di garantire il diritto dell’individuo, occupato e non, ad accedere a corsi di aggiornamento delle competenze, nell’ottica di un 'work-train-life balance' appropriato.

Raccomandazioni per implementare la strategia

Dal momento che le applicazioni dell’IA interessano numerosi settori, dalla cybersecurity alla genetica, il gruppo di esperti suggerisce la creazione di una governance nazionale per la scienza e la tecnica, con lo scopo di coordinare gli investimenti con un disegno unitario e sinergico.

Sul fronte dell'istruzione è necessario aggiornare i curricula nelle scuole e riprogettare i corsi di laurea, per avvicinare e stimolare l'interesse dei più giovani nelle nuove tencologie e nell'intelligenza artificiale.

Per quanto riguarda gli investimenti, invece, sono state individuare cinque aree prioritarie in cui concentrare le risorse:

  • IoT, manifattura e robotica;
  • Servizi: finanza, sanità, creatività;
  • Trasporti, agrifood, energia;
  • Pubblica amministrazione;
  • Cultura e digital humanities

Gli esperti raccomandano infine una serie di strumenti per l’implementazione della strategia, a partire dall'istituzione di una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico, l'Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, che avrà il compito di attrarre talenti di prima classe dal mercato internazionale.

Si aggiunge poi la necessità di sostenere i Centri di Competenza ad Alta Specializzazione Industria 4.0 - previsti dal Piano nazionale Impresa 4.0 - per quanto riguarda la parte progettuale di IA, garantendo  un loro collegamento all’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale e con i Digital Innovation Hub (DIH) per l’attività di orientamento e formazione.

Gli esperti propongono anche di investire in un'infrastruttura di calcolo dedicata in modo specifico alle aziende e di attivare un piano per dottorati industriali e ricercatori industriali su temi di priorità del paese.

Con riferimento agli strumenti agevolativi, si raccomanda di rendere strutturale il credito d’imposta per ricerca e sviluppo - riportando al 50% l’aliquota sugli investimenti incrementali con un massimale fino a 20 milioni di euro -, di prorogare l’iperammortamento e di estendere il credito d’imposta per la formazione anche all’AI, valorizzando i voucher per l’acquisizione di consulenze per l’innovazione digitale.

Proposte per una Strategia Italiana per l‘Intelligenza Artificiale

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