Commercio: Accordo UE-Mercosur verso fase conclusiva

Accordo commerciale Ue-Mercosur: photocredit Cristian Cortez da Pixabay Iniziato il nuovo round di negoziati tra Unione europea e paesi del Mercosur per superare gli ultimi ostacoli e arrivare alla definizione conclusiva dell’accordo di libero scambio. L'UE sembra pronta a fare concessioni sul settore agricolo, in cambio di aperture per il comparto auto e non solo. Ma l’Italia fa sapere che non accetterà nessuna misura che penalizzi l’agricoltura.

UE-Mercosur: progressi sull'accordo commerciale

Dura ormai da quasi vent’anni la negoziazione tra UE e Mercosur sull’accordo di libero scambio che comporterebbe una serie di vantaggi a cominciare da una significativa riduzione dei dazi doganali, favorendo l’accesso delle imprese europee ad un mercato di 260 milioni di persone.

Non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere - come dimostra la durata dei negoziati avviatisi nel 2000 - ma sembra che questa volta le parti mirino a raggiungere l’accordo sugli ultimi punti rimasti aperti, facendosi concessioni a vicenda.

Le concessioni previste: chi vince e chi perde

Dai negoziati avviatisi nella serata del 26 giugno a Bruxelles, l’UE mira a portare a casa una serie di risultati tra cui:

  • un maggiore accesso al mercato Mercosur da parte del comparto auto europeo;
  • la protezione di innumerevoli prodotti agroalimentari grazie al riconoscimento, in quei mercati, di DOP e IGP tra cui il Prosecco;
  • un’apertura del settore degli appalti pubblici in questi paesi, per facilitare la partecipazione delle imprese europee alle gare.

Per l’Europa la chiusura della partita del Mercosur comporterebbe indirettamente anche la tutela dell’export di una serie di prodotti verso i mercati americani, alla luce del continuo balletto sull’innalzamento dei dazi da parte degli Stati Uniti. In questo modo, infatti, laddove i rapporti con gli USA dovessero farsi più tesi e le minacce di Trump su IGP, DOP e auto dovessero concretizzarsi, grazie all’accordo con il Mercosur quegli stessi prodotti avrebbero un accesso facilitato ad altri mercati.

Come contropartita l’Unione sembra pronta a fare delle concessioni, il più possibile limitate, su alcuni prodotti del settore primario come carni bovine, pollame, zucchero e riso.

Secondo molti una conferma in tal senso verrebbe dal piano di aiuti agli allevatori irlandesi da 100 milioni di euro, cofinanziato al 50% dal bilancio comunitario, che Bruxelles si prepara a varare. Se infatti la motivazione ufficiale risiede nei danni che il settore irlandese delle carni subirà per via della Brexit, molti osservatori affermano che si tratterebbe anche di una compensazione per gli svantaggi che i prodotti irlandesi di carni bovine avrebbero a causa della liberalizzazione del mercato europeo alle carni sudamericane.

La posizione dell’Italia

Da parte del nostro Paese emergono alcune preoccupazioni in merito gli effetti che l’accordo con il Mercosur avrebbe sul settore agricolo, laddove l’UE facesse eccessive aperture su quel fronte. Ad affermarlo è il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che in un comunicato rende noto che "l'accordo tra UE e Paesi del Mercosur non dovrà andare contro gli interessi del nostro Paese”, aggiungendo che “non possiamo permettere che anche un solo agricoltore italiano venga penalizzato”. L’Italia, afferma il ministro, è favorevole “all'apertura dei mercati, purché questa avvenga nel solco di un proficuo scambio che non penalizzi nessuna delle parti in gioco".

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Levata di scudi contro l’accordo a Bruxelles anche da parte di Confagricoltura. Secondo il presidente dell’Associazione, Massimiliano Giansanti, infatti, "non ci sono le condizioni per chiudere l'accordo". Giansanti afferma inoltre che "la Commissione ha già fatto concessioni rischiose per la stabilità di alcune produzioni zootecniche (carni bovine e pollame), per lo zucchero ed il riso".

Tra l'altro, aggiunge, "sembra non sia prevista per i vini italiani ed europei la completa liberalizzazione in tempi brevi del mercato Mercosur. Non sembra neppure scontato il riconoscimento e la tutela della Denominazione d'origine protetta (DOP) Prosecco". 

Fotografia di vent’anni di negoziati

Le negoziazioni tra l’Unione europea e i quattro paesi fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) sono iniziati nel 2000 e hanno attraversato una serie di fasi, tra accelerazioni e frenate. Per questo nel 2016 la Commissione e i paesi Mercosur hanno rilanciato il processo, stabilendo regolari round negoziali.

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Allo stato attuale il testo dell’accordo generale di libero scambio copre una vasta serie di ambiti settoriali e tematici:

  • Tariffe; 
  • Regole di origine;
  • Barriere commerciali tecniche;
  • Misure sanitarie e fitosanitarie;
  • Servizi;
  • Appalti pubblici;
  • Proprietà intellettuale;
  • Sviluppo sostenibile;
  • Piccole e medie imprese.

Nelle ultime fasi delle negoziazioni, nel solco di una soluzione win-win, gli obiettivi che l’UE si pone sono in particolare:

  • la rimozione di una serie di barriere attualmente esistenti per favorire anzitutto l’export delle piccole imprese europee;
  • la protezione delle DOP e delle IGP europee dalle imitazioni e contraffazioni;
  • il rafforzamento dei diritti dei lavoratori, l’assicurazione di una protezione ambientale adeguata e il sostegno al raggiungimento di standard maggiori in termini di sicurezza per il comparto alimentare.

Le relazioni commerciali tra UE e Mercosur

Bilancia commerciale Ue-Mercosur: photocredit DG Commercio - Commissione EuropeaI rapporti commerciali tra le due aree sono positivi e significativi, come dimostrato dalla posizione commerciale privilegiata che l’Europa riveste per l’area dove il vecchio continente rappresenta il primo partner commerciale e per investimenti in quei paesi.

Nel 2018 le esportazioni europee nei paesi Mercosur si sono attestate sui 54 miliardi di euro e si sono incentrate soprattutto sui macchinari (28.6%), strumenti di trasporto, prodotti chimici e farmaceutici (23.6%).

Di contro le importazioni europee di prodotti made in Mercosur si concentrano su prodotti dell'agricoltura e delle carni.

Photocredit: Cristian Cortez da Pixabay 

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