Intesa CDP-Fondo russo RDIF per 300 milioni di investimenti

Accordo CDP e RDIF: photocredit Michael Siebert da Pixabay A latere della visita a Roma del presidente russo Putin, Cassa Depositi e Prestiti (CDP)  e il Russian Direct Investment Fund (RDIF) hanno firmato un accordo per investire fino a 300 milioni di euro in aziende italiane che vogliono aumentare la propria attività in Russia.

Piano industriale CDP 2019-2021: investimenti per 200 miliardi in tre anni

L’accordo, che prevede anche la partecipazione del Fondo Italiano d’Investimento SGR - che gestisce fondi di investimento mobiliari chiusi focalizzati sul supporto all’innovazione e alla competitività del sistema industriale italiano - mira a rinsaldare la cooperazione economica tra i due paesi, mettendo a punto strumenti a sostegno della proiezione in Russia delle imprese italiane, soprattutto PMI.

L’intesa è stata firmata dall’AD di CDP, Fabrizio Palermo, dall'Amministratore delegato di RDIF, Kirill Dmitriev, insieme ad Alessandra Ricci, AD di SIMEST, e Carlo Mammola, AD del Fondo Italiano d’Investimento SGR.

Che tipo di investimenti finanzia l’accordo?

Una volta operativa, l’intesa sarà focalizzata due tipologie di operazioni:

  • da un lato RDIF valuterà con SIMEST possibili co-investimenti in società russe controllate da aziende italiane;
  • dall’altro RDIF valuterà assieme al Fondo Italiano d’Investimento SGR le opportunità di co-investimento – come investitore di minoranza – in imprese italiane che intendono espandersi sul mercato russo.

Grazie all’accordo, Cassa Depositi e Prestiti stima che, nei prossimi tre anni, le operazioni di co-investimento potrebbero superare i 300 milioni di euro.

CDP – al via la nuova rete di uffici territoriali

I piani di espansione delle big italiane in Russia

Intervistato da Reuters, l’AD del Russian Direct Investment Fund, Kirill Dmitriev, ha annunciato che nei prossimi mesi tre grandi imprese italiane potrebbero procedere con un ampliamento della propria presenza sul mercato russo.

Dmitriev ha infatti comunicato che il Fondo sta lavorando con Enel per lo sviluppo di impianti di energia alternativa ed eolica in Russia.

Auto elettriche: Enel X e FCA uniscono le forze

Sempre secondo l’AD di RDIF, inoltre, nel terzo trimestre sarebbe attesa un’operazione di Barilla nel Paese, a cui si aggiungono i piani di Pirelli per la modernizzazione e l’ampliamento dell’impianto di Voronezh.

Non poteva poi mancare, tra i temi di cooperazione tra Italia e Russia, quello relativo ai trasporti. Sempre a latere della visita in Italia di Putin, si è svolto infatti l’incontro tra l’AD di Ferrovie dello Stato (FS), Gianfranco Battisti, e l’omologo russo, Oleg Belozerov. 

Le due società intendono rinsaldare ulteriormente la collaborazione, dopo i due accordi da 4,8 milioni di euro firmati ad aprile 2019 e che riguardano l’assistenza tecnica, la verifica della progettazione e la supervisione dei lavori relativi a:

  • la linea ferroviaria Belgrado - Novi Sad (in Serbia);
  • il nuovo Posto centrale di Belgrado per la gestione e il Controllo del traffico ferroviario della rete ferroviaria serba.

Il Gruppo FS Italiane e le Ferrovie Russe (RZD) intendono ora proseguire nella cooperazione rafforzando i rapporti ingegneristici, i progetti esistenti e sviluppando nuove sinergie, anche di natura commerciale, a cominciare da quella già avviata per lo sviluppo commerciale delle stazioni ferroviarie.

Non mancano, infine, opportunità di cooperazione sui corridoi logistici, a partire da quello nuovo che intende collegare Trieste con Mosca - attraverso Slovenia, Ungheria e Ucraina - per poi proseguire dalla Russia verso la Cina. Proprio su questo, infatti, si sono svolti a giugno gli incontri tra FS International, la russa RZD e le Ferrovie ungheresi (MAV).

La presenza italiana in Russia

Il clima di tensione tra UE e Russia dopo la crisi in Ucraina, ha avuto pesanti ripercussioni sull’interscambio commerciale tra Roma e Mosca. 

Sul fronte delle esportazioni, a farne le spese sono stati numerosi settori come quello dei macchinari, dei prodotti alimentari e del fashion.

Nonostante la recente ripresa dell'export di alcune tipologie di prodotti Made in Italy, il consolidamento della presenza italiana nel Paese passa però, ormai, anche per investimenti diretti in loco, sfruttando in maniera positiva le agevolazioni offerte dalle istituzioni regionali e nazionali russe.

Il Made in Italy è da sempre oggetto di attenzione e interesse nel mercato russo, ma le contro sanzioni imposte da Mosca come reazione alle misure adottate dall’UE all'indomani della crisi in Ucraina, sono state molto pesanti per l’export italiano.

Nel Paese si è quindi progressivamente sostituita l’idea del Made in Italy, con quella del Made with Italy, attraverso un ingente piano volto a produrre in loco molte merci, tramite incentivi che favoriscano la collaborazione tra aziende italiane e russe. Un’opportunità per il settore produttivo russo di ammodernarsi sul fronte dell'industria leggera, ma anche un’occasione - se governata - per le imprese italiane di consolidare la propria presenza in Russia.

I nuovi vertici UE e il futuro dell'Europa, il commento di Confcommercio

Photocredit: Michael Siebert da Pixabay 

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.