Umanesimo e tecnologia: ecco i temi al centro del Forum Risorse Umane

Forum risorse umane 2019: Photocredit: Gerd Altmann da PixabaySi è svolta a Milano l’undicesima edizione del Forum delle Risorse Umane, appuntamento dedicato ai temi del Lavoro e del People Management che quest’anno si è interrogato sui nuovi equilibri tra lavoro e innovazione tecnologica e digitale.

Forum Risorse Umane 2019: appuntamento a Milano

Come si stanno strutturando le imprese davanti alla rivoluzione digitale in corso? Quali opportunità offre l’innovazione tecnologica alle aziende? Che tipo di skills dovranno avere i lavoratori nei prossimi anni? Sono stati questi alcuni dei principali quesiti su cui si sono confrontati i numerosi spekaer intervenuti all’evento, dal titolo evocativo “Il nuovo umanesimo del lavoro e delle relazioni umane“. 

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L’undicesima edizione del Forum delle Risorse Umane ha infatti affrontato alcuni dei temi più caldi che riguardano il futuro del lavoro. La rivoluzione digitale attualmente in atto, infatti, pone una serie di sfide che, a seconda di come verranno gestite dalle imprese, potranno rappresentare un'opportunità oscintillante di progresso o una minaccia.

A fare la vera differenza saranno le soft skills umane 

Non ha dubbi Riccardo Barberis, AD di ManpowerGroup Italia, su quale sarà il vero fattore discriminante per lo sviluppo economico dei prossimi anni. 

Secondo Barberis, infatti, le tecnologie sono e dovranno restare al servizio dell’essere umano. Nonostante, infatti, la formazione continua sarà sempre più indispensabile, i cambiamenti epocali che si sono avviati negli ultimi anni, più che prefigurare una rivoluzione tecnologica guidata dall’Intelligenza artificiale e da altri tipi di innovazione, annunciano invece “l’inizio di una rivoluzione umana”. Il vero valore aggiunto, infatti, non lo darà l’intelligenza artificiale, ma l’uomo che la governa.

Di parere simile è anche Antonio Gusmini, direttore HR di Banca Mediolanum. Davanti ad un futuro che si prospetta essere sempre più caratterizzato dalla presenza scenica delle tecnologie che, inevitabilmente, prevarranno come fattore chiave nei processi produttivi, è importante che le imprese e i lavoratori siano invece consapevoli della insostituibilità del fattore umano. 

Dare un senso alle persone per quello che fanno - afferma Gusmini - farà veramente la differenza”. Solo in questo modo, infatti, elementi chiave come “creatività” e “valori” potranno diventare i fattori decisivi all’interno delle imprese, permettendo agli ecosistemi aziendali di compiere il vero salto di qualità.

Parola chiave: re-skilling

Leit-motiv di tutti gli interventi è, ovviamente, quello della formazione continua e dell'aggiornamento costante delle skills.

In tale contesto, però, secondo Alberto Di Minin, direttore del Master Mind alla Scuola Sant’Anna di Pisa, il punto focale dovrà essere il re-skilling. Davanti, infatti, a scenari che si prefigurano in continua evoluzione, i lavoratori saranno sempre più impegnati in sessioni di riqualificazione periodica per poter rispondere l'incalzante innovazione tecnologica.

Spazio, quindi, a una “formazione consapevole” che, oltre a formare, dia alle persone anche gli “strumenti per diventare gli attori del cambiamento”, attraverso una connessione sempre più stretta e imprescindibile tra università e imprese. 

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L’importanza di un ambiente di lavoro soddisfacente

Il 78% del nostro tempo lo passiamo al lavoro. A dirlo uno studio di Indeed Italia, multinazionale leader al mondo nel recruiting online e main partner dell’evento, che grazie all'enorme quantità di dati collezionati quotidianamente, monitora i trend comportamentali di chi cerca lavoro.

Davanti ad una percentuale di tempo speso in azienda così elevata,  infatti, secondo il direttore Dario D’Odorico, è importante che le imprese siano in grado di dare ai propri lavoratori “un'esperienza umana interessante”. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile avere team soddisfatti, motivati e, di conseguenza, più produttivi.

Photocredit: Gerd Altmann da Pixabay

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