Cosi’ l’UE vuole spianare la strada al crowdfunding

Crowdfunding - Photo credit: Rawpixel LtdLe nuove norme europee fissano una serie di regole comuni, certe e chiare per proteggere gli investitori, eliminando allo stesso tempo quelle barriere che impediscono alle piattaforme di crowdfunding di operare a livello transnazionale.

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L’obiettivo di fondo è aiutare i servizi di crowdfunding a funzionare senza intoppi promuovendo finanziamenti alle imprese transfrontaliere. Punto su cui i negoziatori di Parlamento e Consiglio hanno trovato un accordo politico, dando così impulso al negoziato sul piano d'azione UE per il Fintech e il crowdfunding, risalente al 2018.

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Le nuove regole si applicheranno alle campagne di crowdfunding fino a 5 milioni di euro per un periodo di 12 mesi, mentre sono escluse quelle basate su premi e donazioni. Le operazioni di maggiori dimensioni saranno regolate dalla direttiva MiFID e dal regolamento sui prospetti

Per coinvolgere startup e piccole imprese, le azioni di alcune società a responsabilità limitata, che sono liberamente trasferibili sui mercati dei capitali, sono state incluse nel campo di applicazione della legislazione.

Il provvedimento UE intende fornire un livello elevato di protezione degli investitori, stabilendo requisiti prudenziali, informativi e di trasparenza comuni. Include anche requisiti specifici per investitori non sofisticati. Allo stesso tempo, le regole per le imprese di crowdfunding saranno adattate a seconda che forniscano il loro finanziamento sotto forma di prestito o investimento (attraverso azioni e obbligazioni emesse dalla società che raccoglie fondi).

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Parallelamente, si definiscono regole comuni di autorizzazione e vigilanza per le autorità nazionali competenti. L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) avrà un ruolo rafforzato per facilitare il coordinamento e la cooperazione delle operazioni, attraverso un meccanismo vincolante di mediazione delle controversie e lo sviluppo di standard tecnici.

Dopo la limatura tecnica, il testo sarà presentato agli ambasciatori dell'UE per il via libera, così da avere un accordo in prima lettura. A quel punto, Parlamento e il Consiglio dovranno pronunciarsi sul testo per arrivare a un accordo di seconda lettura anticipata.

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