UE lancia la consultazione sulle possibilita' di pesca per il 2021

Pesca - Photo credit: Foto di David Mark da Pixabay Secondo gli ultimi dati della Commissione UE, la Politica comune della pesca sta contribuendo a migliorare lo stato degli stock ittici, ma l'attenzione deve rimanere alta. Per questo, Bruxelles chiede a tutte le parti interessate di esprimersi sulle possibilità di pesca da autorizzare per il 2021.

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Ogni anno la Commissione europea pubblica la sua comunicazione sullo stato di avanzamento della gestione degli stock ittici nell'UE e lancia una consultazione pubblica per stabilire le possibilità di pesca per l'anno successivo.

La relazione di quest'anno, che si basa su dati del 2018, conferma il ruolo della Politica comune della pesca per la sostenibilità ambientale del settore e registra progressi anche sul fronte del reddito dei pescatori. Non mancano, però, le sfide, soprattutto in alcuni bacini e in materia di riduzione dei rigetti in mare. Il tutto nel contesto della crisi sanitaria ed economica dovuta al Coronavirus, che sta mettendo a dura prova l'attività di pesca.

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La Politica comune della pesca funziona, ma sui rigetti occorre fare di più

La comunicazione della Commissione contiene alcune buone notizie. Nell'Atlantico nord-orientale, ad esempio, la pesca è diventata costantemente più sostenibile, dando luogo a uno stock più abbondante: il 50% in più rispetto al 2003.

Anche le prestazioni economiche della flotta dell'UE hanno continuato ad essere molto buone, con un utile netto di circa 1,4 miliardi di euro e un margine di profitto netto medio del 18% nel 2018. Performance che hanno portato anche ad un incremento degli stipendi dei pescatori.

Secondo le previsioni di Bruxelles questi risultati economici saranno confermati per il 2019, mentre le proiezioni per il 2020 rimangono altamente incerte a causa della crisi del Covid. Un contesto che rende più problematico il perseguimento degli obiettivi in tema di sostenibilità, per cui non mancano le sfide.

La Commissione avverte che nei bacini del mare Atlantico alcuni stock continuano ad essere sovrasfruttati o rimangono al di fuori dei limiti biologici considerati sicuri e che vanno intensificati gli sforzi di conservazione nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

In più l'Esecutivo UE chiede agli Stati membri di monitare il rispetto dell'obbligo di sbarco, che è al suo secondo anno di piena applicazione e rimane fonte di preoccupazione. Tra l'altro, la Commissione è pronta a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio per raggiungere un accordo su un nuovo sistema di controllo della pesca, che faciliti l'uso degli strumenti di monitoraggio elettronico a distanza e contribuisca all'obiettivo di eliminare i rigetti in mare.

“La Politica comune della pesca deve continuare a sostenere la pesca sostenibile, necessaria per aumentare la resilienza del settore e per realizzare gli obiettivi del Green Deal UE, in particolare le recenti strategie sulla biodiversità e Farm-to-Fork”, ha commentato il commissario UE Virginijus Sinkevičius, responsabile per ambiente, oceani e pesca. “Conto su tutti per fare uno sforzo: Stati membri, industria e parti interessate. Dobbiamo ottenere ciò che ci siamo prefissati di raggiungere”, ha aggiunto.

La consultazione sulle possibilità di pesca 2021

E' sulla base di questo quadro che i rappresentanti dei Paesi UE, le imprese e le organizzazioni del settore, le ONG e i cittadini sono chiamati ad esprimersi sulle possibilità di pesca per il prossimo anno. Proposte e contributi possono essere inviati fino al 31 agosto 2020.

In base ai risultati della consultazione pubblica, in autunno la Commissione presenterà le sue proposte di regolamenti sulle possibilità di pesca per il 2021 nell'Atlantico, nel mare del Nord e nel Mar Baltico, negli stock di acque profonde, nonché nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

Le proposte terranno conto dei pareri scientifici indipendenti forniti dall'International Council for the Exploration of the Sea (ICES) e da altri organismi indipendenti e degli adeguamenti risultanti dall'attuazione dell'obbligo di sbarco e saranno dirette a garantire l'obiettivo del rendimento massimo sostenibile, individuando cioè la quantità massima di pesce che i pescatori possono estrarre dal mare senza compromettere la rigenerazione e la produttività futura dello stock.

Queste proposte saranno poi sottoposte al Consiglio dei ministri della pesca dell'Unione europea, che stabilirà l'assegnazione delle possibilità di pesca e delle quote nazionali ai vari segmenti di flotta.

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Partecipa alla consultazione pubblica sulle possibilità di pesca

Photo credit: Foto di David Mark da Pixabay 

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