Bruxelles apre a contrattazione collettiva per lavoratori autonomi

Lavoratori piattaforme digitali - Foto di cottonbro da PexelsI lavoratori autonomi che ne hanno bisogno dovrebbero poter accedere alla contrattazione collettiva senza essere ostacolati dalle regole UE. Ne è convinta la Commissione europea, che invita tutte le parti interessate ad esprimersi sull'argomento.

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La consultazione pubblica sulla possibilità di allargare la contrattazione collettiva ad alcune categorie di lavoratori autonomi, appena annunciata dalla Commissione, è solo il primo passo di un processo lungo, che richiederà un serrato confronto con tutti gli stakeholder, ma che potrebbe condurre a una profonda innovazione nel campo della protezione dei lavoratori.

I lavoratori autonomi non sono tutti uguali

Nonostante la Corte di giustizia dell'Unione europea abbia da tempo riconosciuto che la contrattazione collettiva con i lavoratori non rientra nell'ambito di applicazione delle regole di concorrenza dell'UE, continuano a sorgere criticità quando si tenta di estenderla a gruppi di professionisti che, almeno formalmente, non sono dipendenti, ma lavoratori autonomi.

Secondo il diritto UE, infatti, i professionisti sono considerati imprese e quindi e gli accordi che stipulano, come la contrattazione collettiva, possono essere catturati dalle regole di concorrenza dell'Unione.

Il lavoro indipendente, però, è variegato e può coprire una vasta gamma di attività, con una situazione anche molto variabile nel tempo. E alcuni lavoratori finiscono in un circolo vizioso: in quanto autonomi non possono accedere alla contrattazione collettiva, ma senza contrattazione collettiva non possono opporsi a inquadramenti contrattuali impropri e ottenere il trattamento riservato ai lavoratori dipendenti quando svolgono prestazioni in condizioni di subordinazione.

L'impegno della Commissione per i lavoratori delle piattaforme digitali

Questo problema interessa in particolar modo i lavoratori delle piattaforme digitali. Secondo una relazione pubblicata lo scorso anno dalla Commissione, anche se per la maggior parte delle persone le piattaforme di lavoro online restano una fonte sporadica di reddito secondario, “il 2% della popolazione adulta lavora più di 20 ore a settimana o guadagna almeno la metà del proprio reddito tramite queste piattaforme”.

Negli orientamenti politici posti alla base della sua candidatura, la presidente Ursula Von Der Leyen si è impegnata espressamente a trovare modi per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori delle piattaforme digitali, con particolare attenzione per le competenze e l’istruzione, e in una lettera alla vicepresidente responsabile della politica di concorrenza, Margrethe Vestager, e al commissario per il Lavoro, Nicolas, Schmit, ha sottolineato l'importanza di affrontare questo tema entro il suo mandato.

“Come già sottolineato in precedenti occasioni, le regole della concorrenza non esistono per impedire ai lavoratori di formare un sindacato”. Il problema, ha spiegato Vestager, è che nell'attuale organizzazione del mercato del lavoro i concetti di "lavoratore" e di "lavoratore autonomo" sono diventati confusi e, di conseguenza, molte persone non hanno altra scelta che accettare un contratto come lavoratore autonomo anche quando sono impiegati con modalità riconducibili al lavoro dipendente. L'obiettivo di Bruxelles, ha concluso, è “fornire chiarezza a coloro che devono negoziare collettivamente al fine di migliorare le loro condizioni di lavoro".

Come partecipare alla consultazione UE

Per garantire che le regole di concorrenza dell'UE non ostacolino l'accesso alla contrattazione collettiva da parte di coloro che ne hanno bisogno, il primo passo da compiere, secondo la Commissione, è individuare la platea dei lavoratori autonomi che devono poter partecipare a questi accordi.

Per questo, è stato lanciato un invito a tutte le parti interessate del settore pubblico e privato, comprese le autorità garanti della concorrenza e gli enti governativi, il mondo accademico, nonché i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro dei professionisti giuridici ed economici, a partecipare alla consultazione pubblica già in corso sul pacchetto della legge sui servizi digitali, relativamente alla sezione V del questionario, che riguarda "Lavoratori autonomi e piattaforme".

Le risposte, che dovranno pervenire entro l'8 settembre 2020, alimenteranno le riflessioni in corso e il confronto che l'Esecutivo UE sta già portando avanti con sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro per valutare se adottare delle misure in materia a livello europeo.

Entro l'autunno verrà pubblicata una valutazione d'impatto iniziale con una serie di possibili opzioni per le azioni future, che poi verrà sottoposta a una nuova consultazione pubblica.

Partecipa alla consultazione pubblica

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