Etichettatura alimenti: no al semaforo, Italia spinge per NutrInform battery

Etichettatura alimenti - Foto di mohamed Hassan da Pixabay I sistemi di etichettatura basati sul colore non aiutano i consumatori a fare scelte informate, ma li indirizzano verso alcuni prodotti in maniera semplicistica e riduttiva. In occasione del Consiglio informale Agrifish, a Coblenza, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha ribadito il no dell'Italia al Nutriscore e annunciato il progetto NutrInform battery.

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Il tema dell'etichettatura alimentare tiene banco all'Agrifish informale che si è tenuto domenica e lunedì a Coblenza, in Germania, e nei bilaterali tra Italia, Cipro, Portogallo, Slovenia e Francia, dopo i colloqui in videoconferenza già svoltisi a luglio con Spagna, Romania, Repubblica ceca e Grecia.

No ai sistemi di etichettatura a semaforo

Nel corso del confronto con i suoi omologhi degli altri Paesi membri, la ministra Bellanova è tornata a esprimersi contro le etichettature nutrizionali che si basano sull'uso del colore "per esprimere giudizi su cibi buoni e cattivi” e su algoritmi mutevoli "in base a scelte di convenienza".

"Non esistono cibi sani di per sé, ma solo diete sane. Gli alimenti non vanno considerati a sé stanti ma nel contesto del fabbisogno nutrizionale giornaliero. Le culture alimentari locali, le diete tradizionali, sono importanti. Al consumatore non possono essere date informazioni fuorvianti, che rischiano oltretutto di penalizzare produzioni che fanno parte delle diete tradizionali", ha detto la ministra, ricordando che tutte le associazioni agricole europee riunite nel Copa Cogeca hanno criticato l'ipotesi di un sistema come il Nutriscore nella loro lettera alla commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides del 4 giugno scorso.

Bellanova ha chiuso l'Agrifish informale con il bilaterale con il ministro francese Julien Denormandie, che si attesta su posizioni opposte sul tema dell'etichettatura nutrizionale. "Non è un segreto che Italia e Francia siano su posizioni molto diverse, ma ribadisco la nostra posizione. La lotta alle malattie e la promozione di stili alimentari sani richiede un approccio multidisciplinare, incentrato sul concetto di dieta salutare. Classificare il valore nutrizionale di un prodotto con un colore è a nostro avviso un errore, una semplificazione eccessiva che peraltro non tiene conto delle quantità consumate, e una mancanza di trasparenza, visto che il consumatore ignora l'algoritmo alla base dell'assegnazione dei colori", ha chiarito la ministra.

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Italia propone sistema NutrInform battery

Per l'Italia un'etichettatura fronte-pacco armonizzata a livello europeo dovrebbe fornire gli strumenti adatti a incoraggiare e sostenere scelte informate da parte dei consumatori e basarsi su alcuni principi chiave:

  • volontarietà;
  • solide basi scientifiche;
  • porzione di prodotto come riferimento;
  • taglio educativo e informativo;
  • esclusione dei prodotti DOP e IGP;
  • classificazione univoca, capace di tradurre visivamente il contributo dell'alimento alla dieta.

Sulla base di questi principi, ha ricordato Bellanova, l'Italia ha sviluppato un sistema di etichettatura che intende contribuire a una vera educazione alimentare. Un sistema a batteria, chiamato NutrInform battery, "per informare sugli apporti degli alimenti rispetto al fabbisogno quotidiano delle sostanze nutritive e fornire un'informazione utile al consumatore, che potrà orientare in questo modo la sua scelta".

Il Governo ha già notificato il sistema NutrInform Battery alla Commissione e intende sottoporre il modello - oggetto di un decreto interministeriale dei dicasteri Politiche agricole, Salute, Sviluppo economico ed Esteri - ai colleghi europei, sin dal dibattito che la presidenza tedesca ha promosso in vista dell'adozione delle conclusioni del Consiglio in dicembre.

Trasparenza sui prodotti importati da Paesi extra UE

I ministri si sono confrontati anche sull'ipotesi di un'autosufficienza produttiva a 360 gradi per l'Unione europea, tra i temi del documento di discussione proposto dalla presidenza tedesca. Un obiettivo auspicato ma non realizzabile secondo Bellanova, che proprio per questo ha sottolineato la necessità di "stabilire regole di reciprocità con i partner commerciali extra UE", in termini di qualità, sicurezza alimentare, diritti dei lavoratori e dei cittadini e, soprattutto, di "introdurre l'obbligo dell'indicazione del Paese di origine delle materie prime in etichetta dei prodotti alimentari".

In questo modo, oltre a valorizzare l'agroalimentare europeo, si permetterà ai consumatori di individuare i prodotti realizzati "con materie prime provenienti da Paesi dove i livelli di tutela e qualità non sono equiparabili a quelli UE" e di compiere scelte di acquisto ragionate.

Sì a un'etichettatura volontaria comune sul benessere animale

Infine, la ministra ha confermato il sostegno italiano all'ipotesi di un'etichettatura volontaria e armonizzata sul benessere animale, tra le priorità della presidenza tedesca, ricordando come il Parlamento italiano abbia recentemente approvato una norma con la quale si prevede l'istituzione di un sistema di qualità nazionale basato proprio sul benessere animale e sulla sostenibilità del settore zootecnico.

In questo modo, ha detto, si potrebbe "migliorare la sostenibilità dell'intero processo allevatoriale, fare chiarezza su un mercato che, senza regole, si presta a facili speculazioni, discrimina le imprese e confonde i consumatori".

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay 

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